Ex Pieve, Ambra Russo e la promozione in Serie C: «Ricordo indelebile»

Un anno fa l’impresa del Montebianco Pieve nelle parole di coach Ambra Russo: «Gruppo meraviglioso. A Firenze con Euroripoli la gara migliore»

Vi ricordate di Ambra Russo? Sì, proprio lei, l’allenatrice che appena una stagione fa realizzò insieme alle sue meravigliose ragazze un’impresa ai limiti della leggenda, scrivendo, ad oggi, la pagina di storia più importante del settore femminile targato Montebianco Pieve: la promozione in Serie C.

Un approdo verso la massima categoria regionale, il primo in assoluto nell’albo d’oro del sodalizio pievarino, certificato da un primo posto che vide Amadei – allora il capitano della squadra – e compagne battere l’agguerrita concorrenza della Lucchese Pallavolo, staccandola di una sola lunghezza, ma laureandosi campionesse regionali con una giornata di anticipo, precisamente il 27 aprile 2019, in occasione della vittoria arrivata alla Fanciullacci contro l’Elsasport Volley (3-0).

Poi la separazione, a dire il vero inaspettata, tra il club valdinievolino e la coach pontederese, che, successivamente, trovò ingaggio presso la Pallavolo Ospedalieri Pisa, facendo le fortune della prima squadra del presidente Di Cesare: fino al 22 febbraio 2020, infatti, la compagine di Russo era stata assoluta dominatrice del campionato di Prima Divisione grazie ai 44 punti conseguiti in virtù di 15 vittorie in altrettante gare, con soltanto due set al passivo. Un record assoluto, a testimoniare il lavoro di fattura eccelsa messo in atto da coach Russo, seguita in questa nuova avventura nella città della torre da due atlete ex Montebianco, quali Alessia Amadei e Martina Canovai, quest’ultima una talentuosa schiacciatrice classe 2002, venuta alla ribalta in Serie D proprio sotto la guida di Russo, nella stagione 2016/17, a Pieve a Nievole.

Giorni importanti, quelli della settimana odierna, per Ambra Russo e quel gruppo straordinario di atlete, volti a rievocare un traguardo memorabile, a confermare la crescita esponenziale della società pievarina, ormai una certezza del territorio e realtà consolidata in ambito regionale.

Ambra, una settimana speciale questa…

«Sì, sono giorni in cui ricevo foto e video dalle mie ex giocatrici, in ricordo della vittoria strepitosa della passata stagione. Una gioia che resta impressa nella mente di tutti noi, a tal punto che ancora oggi quasi non ci rendiamo conto dell’incredibile risultato raggiunto, dal momento che non eravamo certo noi la squadra favorita per ottenere la promozione diretta».

Una promozione arrivata insieme a ragazze formidabili sotto ogni punto di vista…

«Sì, sono sempre rimasta contenta del gruppo a mia disposizione, un mix di atlete giovani e di esperienza, rinnovato nei suoi elementi come da mia richiesta. Abbiamo costruito un bellissimo rapporto che ci ha legato per l’intera stagione, senza che si creassero mai spaccature, dimostrando un alto livello di coesione che ci ha permesso di superare i momenti difficili, come è naturale che possano capitare nell’arco di un lungo campionato, lavorando sempre per trovare una soluzione. Sono molto felice dei buoni rapporti rimasti con le giocatrici.

La gara della svolta? Quella di Monsummano, perché venivamo da due sconfitte di fila. Una vittoria che ci consentì di ritrovare lo slancio. Il match più bello anche per interpretazione e contenuti tecnici espressi è stato quello di Firenze, contro l’Euroripoli, una settimana dopo, presso un parquet difficile e dalla struttura particolare, con la squadra avversaria che in quel momento era in vetta e non aveva mai perso tra le mura amiche».

Te la senti di citare qualche singolo?

«Come ben sai, a me non piace parlare di individualità. Tutte le 15 atlete hanno dato il massimo contributo per centrare l’obiettivo. Il mio pensiero di ringraziamento va, in primis, alla mia assistente Sara Silvestri, affidabile e preziosa nel supportarmi, alle ragazze che hanno avuto minore minutaggio durante il campionato, ma venendo in palestra e lavorando sempre con entusiasmo, quindi garantendo un’alta qualità degli allenamenti.

Se proprio dobbiamo parlare di singoli, come da tua richiesta, mi sento di menzionare Debora Vanuzzo, un’opposta fantastica e con numeri stratosferici nei tabellini. Alessandra Iozzelli, palleggiatrice capace di dare imprevedibilità al gioco, soprattutto in possesso di grinta ed allegria contagiose, fondamentali per tenere unito il gruppo e per consentirci di superare i momenti meno felici. Infine, Giulia Francia, importante per l’equilibrio della squadra, ed il capitano Alessia Amadei, dalle trascendentali qualità umane».

Poi, in estate, il passaggio a Pisa, nella Pallavolo Ospedalieri: come ti sei trovata?

«Molto bene. Quella dell’Ospedalieri è una piccola realtà in riferimento al numero di formazioni del settore giovanile. La prima squadra, invece, veniva da un paio di stagioni nelle quali era arrivata ai playoff, quindi quest’anno l’obiettivo era quello di riuscire a vincere. Con me c’erano due ex Pieve, la già citata Amadei e Martina Canovai, nel contesto di un organico giovane. Dispiace, però, per questa sospensione definitiva dei campionati…».

Già, qual è il tuo pensiero a proposito?

«Da un punto di vista sanitario, chiaramente è stata una scelta inevitabile per la salute di tutti, e quindi non c’erano le condizioni per proseguire. Sono rimasta perplessa, tuttavia, nella soluzione adottata circa l’annullamento dei campionati, come se non si fossero proprio giocati, andando a penalizzare il lavoro svolto dalle squadre: questo, per me, è sbagliato.

Per quanto riguarda il nostro torneo, abbiamo giocato comunque più della metà delle partite in programma: eravamo primi con 44 punti, a +8 rispetto alla seconda, senza mai subire una sconfitta. Prima del 15 febbraio, addirittura, non avevamo mai perso alcun set. Resto dell’idea che si potesse fare qualcosa di più riguardo alle prime classificate, quindi in merito alla decisione sulle promozioni. Così è stato come gettare alle ortiche tutti i sacrifici fatti per provare ad arrivare ad un traguardo importante».

Cosa ti riserverà l’immediato futuro?

«E’ ancora presto per dire qualcosa di concreto. Finché non arrivano note ufficiali dalla FIPAV circa la ripresa dell’attività, è difficile poter fare una programmazione. Comunque, relativamente all’Ospedalieri, stiamo provando a cercare una Serie D: per quello che aveva dimostrato, fino a che era possibile scendere in campo, la squadra se la meritava, senza dubbio… I risultati parlavano chiaro!».

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