F8 Coppa Italia, Matteo Gandini: «Pistoia intrigante, Udine favorita»

Al via le Final Eight di Coppa Italia, col Pistoia Basket in campo. Cosa aspettarsi? Ce lo dice Matteo Gandini, la voce del torneo

Possono acclarare verità e recare sorprese, fare da rampa di lancio per alcuni e da orlo del precipizio per altri. Possono amplificare valori e autostima, metterli in discussione, insinuare dubbi, offrire punti di vista alternativi e originali. Possono far succedere tutto e il contrario di tutto, con l’unica indissolubile costante di emozionare e appassionare chi le guarda (oltre che vi partecipa). Come tutti i tornei concentrati in pochi giorni e ad eliminazione diretta, le Final Eight di Coppa Italia sono una fucina di mondi possibili. Un delta di risvolti diversi, ciascuno equamente degno di considerazione. Sta proprio in questo l’irresistibile fascino della competizione che si terrà da venerdì a domenica tra Chieti e Roseto degli Abruzzi, tra le migliori otto squadre di serie A2 e B al termine del girone d’andata.

Col Pistoia Basket parte della festa e in campo venerdì (domani) alle 18 nel quarto di finale contro Ravenna, vale la pena concentrarsi sul torneo relativo al campionato di A2. E quale miglior voce da eleggere a Virgilio di questa full imersion, se non La voce delle F8 di serie A2? Esperto e apprezzato giornalista sportivo, telecronista e conduttore, Matteo Gandini racconta da anni la nostra pallacanestro (ma non solo, anche calcio, NFL e baseball), stagione corrente compresa. Nella tre giorni di basket cadetto Matteo sarà impegnato a bordo campo, postazione dalla quale commenterà quarti, semifinali e finale in onda su LNP Pass, Ms Channel e MS Sport. Persona tra le più qualificate per una panoramica a mano libera sulla Coppa Italia edizione 2021/22.

CLIMA FINAL EIGHT, OCCHIO ALLE PICCOLE

«La particolarità della Coppa Italia – apre Gandini – è che si riferisce ad una situazione ferma al termine del girone d’andata. Nel frattempo sono state giocate altre partite e non è detto che si tratti delle 8 squadre più in forma in questo momento. Detto questo, quelle che ci sono arrivate hanno meritato di arrivarci». Il volto passato da SportItalia, Mediaset, Eurosport e Dazn prosegue parlando di cosa si aspetta in generale da questo weekend tricolore. «Credo che sarà una competizione come sempre molto equilibrata e interessante. Intanto perché c’è l’aspetto della partita secca, delle tre gare consecutive in tre giorni che mescola le carte. Non sempre vince la più forte – afferma – ma chi ha la forma migliore e quindi anche un outsider può avere la meglio». Ma non è tutto, perché c’è un altro aspetto di considerevole rilevanza.

«La Coppa Italia tutti giocano per vincerla, ma può avere maggiore appeal su squadre un po’ più piccole e che non puntano necessariamente alla promozione in serie A. Se una squadra che vuole passare fallisce in Coppa, non era comunque il suo obiettivo stagionale. Una squadra invece costruita per un campionato tranquillo può vedere la Coppa come apice della propria stagione». Il ragionamento sarebbe dunque da riferire a Chiusi, Ravenna (priva però diversi elementi) e anche Casale, club e progetti di qualità ma più su misura rispetto ad altri. «Per altre, comunque vada, l’appuntamento che conta di più sono i playoff. È anche vero – entra nel merito – che questa manifestazione è un’occasione per compattarsi in vista del finale di stagione. Certo è stancante, ma ad arrivare in fondo sono più i benefici e i contraccolpi positivi. Puoi cementare il gruppo, lanciarti, guadagnare autostima».

QUARTO PER QUARTO, SQUADRA PER SQUADRA

Approfittiamo dell’interlocutore per stilare una specie di borsino sul primo turno. Più che per amor di pronostico, per capire come le varie compagini si presentino all’appuntamento. Il tabellone è suddiviso in due parti, da ciascuna delle quali emergerà una finalista. Gli accoppiamenti comprendono Scafati-Casale Monferrato e Cantù-Verona da un lato, Udine-Chiusi e Pistoia-Ravenna dall’altro. Andiamo con ordine.

1R SCAFATI-CASALE 4V

Scafati è testa di serie del girone rosso, di cui mantiene tutt’ora il primato (34 punti in 21 gare) e viene da 4 vittorie di fila. Da non sottovalutare è anche il palmares dei campani, con due Coppe di Lega alzate nel 2006 e nel 2016. Casale si è presa l’ultimo pass a disposizione nel verde, in cui attualmente è sesta (24 punti in 20 gare), ma con una partita in meno rispetto a Treviglio e Torino, al momento a 26.

Dopo tre ko consecutivi i piemontesi hanno espugnato il PalaFacchetti di Treviglio, ma i gialloblù di coach Rossi rappresentano un osso duro. «Forse questo è il quarto da cui mi aspetto meno sorprese – rivela l’esperto – leggendolo così a tavolino. Per quanto Monferrato sia una buona squadra, con Scafati mi sembrerebbe il quarto più a senso unico. La Givova è una squadra costruita per andare lontano».

2V CANTÙ-VERONA 3R

Una sfida che stuzzica i bongustai della palla a spicchi è indubbiamente quella tra Cantù e Verona, due degli organici di livello più alto della categoria. Il club lombardo in cui si è formato il coach della GTG Nicola Brienza non scende in campo dal 20 febbraio per rinvii dovuti a varie positività. Con 28 punti in 18 gare, nella griglia del girone verde dista 3 match e 3 referti rosa da Pistoia. Nettamente più in palla gli scaligeri dell’ex biancorosso coach Ramagli (31 punti in 21 gare), reduci da una striscia ininterrotta di 10 successi. Oltretutto, il trofeo è già passato dalle parti dell’Arena nel 2015.

«Se non fosse per la penalizzazione (3 punti, nda), Verona sarebbe in testa a pari merito con Scafati. È una squadra che ha preso un grande ritmo – riconosce il telecronista – . Cantù insieme a Udine credo abbia il roster costruito meglio nell’intero campionato. Poi ha avuto la vicissitudine di Johnson, il Covid e altri infortuni però a cose normali avrebbe due titolari per ogni ruolo. Tanto dipenderà dal recupero delle energie, visto che alcuni giocatori vengono da diversi giorni di inattività. In un quarto così equilibrato – giunge al punto – questo potrebbe far pendere l’ago della bilancia leggermente verso Verona, che arriva alle F8 in condizioni migliori».

1V UDINE-CHIUSI 4R

L’altro incontro Davide contro Golia del palinsesto vede contrapposte la corazzata Udine e la neopromossa e rivelazione Chiusi. I primi, imbattuti da 6 partite e guidati da un profeta della panchina come Matteo Boniciolli, comandano il girone verde in solitaria (34 punti in 20 gare, 85% di vittorie). Gli altri toscani (26 punti in 21 gare) dell’A2, agli ordini del pistoiese “Joe” Bassi, hanno già dimostrato più volte il proprio valore. Già dalla Supercoppa, dove si sono arresi solo in semifinale proprio contro Pistoia, ma anche recentemente superando in casa Scafati.

«Udine secondo me è la squadra più in forma del campionato, quella che sta esprimendo il miglior basket. Oggettivamente sembra inarrestabile, anche perché ha recuperato tutti ed è molto profonda. Però il quarto di finale con Chiusi è interessante – spiega Gandini – perché Chiusi è una matricola di nome ma non di fatto. Ha un mix di americani buoni, giocatori di esperienza e giovani confermati dalla B. Sono curioso di vedere, Udine ha uno spessore diverso però sulla gara secca Chiusi se la può giocare».

SU PISTOIA E SUL QUARTO DI FINALE CON RAVENNA

Dulcis in fundo, un parere su un Pistoia Basket fin qui ben oltre le aspettative. Supercoppa in bacheca e secondo posto nel girone verde (34 punti in 21 gare), nonostante le ben note avversità del destino. «Pistoia è una delle sorprese in positivo del campionato. Intanto fa piacere vederla lottare per le prime posizioni perché è una piazza che per tradizione e calore meriterebbe di stare al piano di sopra». Gonfalone cestistico ampiamente onorato sul parquet da Della Rosa e compagni.

«Devo dire che sia Sambugaro che Brienza hanno fatto veramente un grande lavoro. Anche il cambio dell’americano è stato gestito molto bene a livello sia dirigenziale che tecnico. Pistoia è intrigante – ribadisce – ben coperta in tutti i ruoli e resa più profonda grazie alla valorizzazione dei giovanissimi come Riismaa, Del Chiaro e Allinei. Credo che nel complesso si debba parlare di un ottimo lavoro». La prima contendente della GTG nel “win or go home” di domani è Ravenna (30 punti in 21 gare), terza forza dell’altro raggruppamento. Negli ultimi giorni sono sorti tre casi di positività in seno al gruppo squadra romagnolo (tra cui l’ex Cinciarini).

Sommati all’infortunio di Oxilia, sono fattori che riducono le chances dei giallorossi. Nelle fila pistoiesi al momento i giocatori sono negativi, al contrario di coach Brienza e altri due membri dello staff, che dunque non partiranno per Chieti. «Anche Ravenna è una sorpresa a mio modo di vedere – continua la disamina il nostro Virgilio – . I due americani sono molto forti e poi è una squadra robusta. Mi aspetto una partita combattuta e fisica, anche se Ravenna dovrà fare i conti con i ranghi ridotti. Di sicuro Pistoia ha dalla sua anche il carattere, dato che ha già vinto tante partite punto a punto».

TIRANDO LE FILA

Infine è tempo di tirare le somme, tornando dal particolare degli scontri diretti al generale del ghiotto evento. «Le F8 sono sempre un terno a lotto, ci son tante variabili. Però – riprende il filone della favorita Gandini – se hai una squadra profonda come Udine, con tre gare potenziali in tre giorni hai un vantaggio importante. Idem per il discorso realizzatori. Se uno non è in forma, la partita te la possono girare tanti altri. In questo momento Udine mi sembra abbia una marcia in più».

Last but not least, a meritare una sottolineatura in più è la chiave di lettura motivazionale. «Le ambizioni fanno la differenza. È una competizione con un valore diverso a seconda di come viene interpretata. Se la vince Cantù tutti contenti, però Cantù ha vinto scudetti e Coppe dei Campioni. Chi è più piccolo per forza di cose lo vede come l’appuntamento dell’anno e questo può incidere. Di recente l’hanno vinta anche le grandi, però le squadre meno titolate danno sempre quel qualcosa in più». Non c’è niente da fare. Con una presentazione del genere, vien voglia di guardarsele tutte queste F8!

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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