Fabo, Arrigoni: «Le sconfitte di Salerno e Caserta utili per crescere»

L’ala-centro della Fabo riassume la stagione tra la coppa Italia («Non la baratterei con il primo posto») e i play-off («Vietato disunirsi!»)

Siamo tutti un po’ invidiosi della Fabo. O meglio, gelosi. Gelosi di non avere nella vita una persona come Marco Arrigoni. L’ala centro milanese classe 1991 infatti anche nei momenti di difficoltà è quello che rende facili le cose più semplici, che appoggia a canestro palloni che nei minuti precedenti tutta la squadra non sapeva gestire e che risolve le situazioni più complesse. Marco Arrigoni da un anno e mezzo è a Montecatini sponda Fabo e da un anno e mezzo questa squadra ha alzato sensibilmente i propri obiettivi: sarà un caso?

Raggiunto nell’ultima settimana di campionato in cui la Fabo dopo il ko di Livorno dovrà scoprire chi tra Mestre e Faenza affronterà nei play-off, il buon Arrigoni ha analizzato il passato, il presente e il futuro di questa squadra.

Allora Marco, siete riusciti a portare ai supplementari una Pielle che trionfa da 16 gare consecutive: che informazioni ricavate da questa partita di cuore?

«Nonostante la sconfitta ci portiamo dietro la nostra voglia di farcela nonostante le situazioni si mettano male, tanta intensità che abbiamo ritrovato nell’ultimo periodo e questa compattezza che un po’ ci mancava».

Chiudete con il terzo posto nella regular season: avete qualche rammarico?

«Sì, qualche partita di troppo è stata buttata via, specialmente le trasferte di Salerno e Caserta prese con troppa leggerezza. Queste sconfitte però ci son servite per crescere e per guadagnare esperienza che ci ha portato a conquistare un terzo posto subito a ridosso di due squadre attrezzatissime come le due livornesi».

Barattereste il successo in coppa Italia con il primo posto nella griglia play-off?

«Assolutamente no! Mi va bene così perché la Coppa ci ha dato tanta fiducia e nonostante sia un capitolo chiuso ce lo teniamo ben stretto. Rimane infatti per noi un punto fondamentale e una meta importantissima, risultando per la società così giovane e ambiziosa un traguardo importantissimo».

Secondo anno a Montecatini e secondi play-off per andare in A2 centrati: quali sono le analogie e le differenze con la Fabo dello scorso anno?

«Le ambizioni da inizio anno son diverse perché la scorsa stagione siamo stati di rincorsa, i play-off sono arrivati dopo una cavalcata lunghissima come premio finale, in cui però avevamo il fiato corto. Quest’anno invece ce li siamo guadagnati dall’inizio perché siamo stati sempre nelle prime posizioni e a questo punto cerchiamo di centrare l’obiettivo grosso. A livello personale e societario però vedo poche differenze perché son stati due anni carichi di soddisfazioni».

Infine, ora ci attendono i play-off che l’esperto Marco Arrigoni ne ha fatti tanti e vinti ben 3: cosa bisogna fare e cosa assolutamente non fare in una serie play-off?

«Sicuramente mantenere l’intensità che ci ha contraddistinto in tutta la stagione e non disunirsi nei momenti di difficoltà perché i play-off son pieni di insidie. Non si deve guardare la partita secca, ma la serie che può esser ribaltata da un momento all’altro. Vanno mantenute anche alte le energie perché queste ti possono far uscire dai momenti di difficoltà».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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