Fabo Herons, una presentazione da cinema per la stagione 23/24

Nella sala maggiore dello storico Teatro Imperiale, Herons Montecatini si è presentata in un turbinio di emozioni tra passato e presente


La Fabo Herons Montecatini si è presentata all’alba della stagione 23/24 nell’edificio storico del Teatro Imperiale. Una location, nel cuore della città, particolare per una squadra di basket ma perfetta per come la serata è stata pensata e si è poi svolta nel suo insieme.

Un film, il viaggio nelle stagioni scorse e di quelle lontane, passato sullo schermo ad inizio serata. Un film per ricalcare le emozioni vissute in questi tre anni di vita. Emozioni leitmotiv della campagna Herons di questa stagione, concentrate in un trailer da montagne russe emotive.

DUE CONDUTTORI D’ECCEZIONE

A calpestare per primi il palco sono come in ogni programma i conduttori della serata. Al fianco di Leonardo Cecconi due presentatori d’eccezione: Diletta Nerini, giocatrice ed allenatrice della Nico Basket, e il fu capitano Marco Giancarli, il primo giocatore della storia degli Herons. Due figure di spicco dell’attuale movimento cestistico termale simboli di crescita e di conferma.

UNA CLIMAX ASCENDENTE

Come un film d’azione la serata si è caricata di emozioni, sorprese e suspense. Una climax ascendente il cui culmine è stata l’attesa salita sul palcoscenico della sala maggiore del cinema della squadra che affronterà la Serie B Nazionale.

Seguendo la trama in ordine cronologico sono stati nominati tutti coloro che lavorano dietro le quinte. Dalle speaker alla logistica passando per addetti alle statistiche, alla biglietteria fino a giungere al settore giovanile sia di Herons che di Nico, con le prime apparizioni in scena di Roberto Ruzzi, Alessio Marchini e Rita Romano.

Sullo schermo iniziano a girare pellicole in cui vi sono ritratte le emozioni dei tifosi. Un intermezzo che anticipa la presentazione di staff organizzativo, reparto marketing e comunicazione.

DILETTA NERINI PRESENTA LA NICO

A prendersi la scena delle vesti di protagonista è prima di tutti Diletta Nerini, chiamata a presentare una ad una tutte le sue compagne della Nico Basket, assieme a staff e dirigenza.

«Sono convinto che faremo molto meglio del nono posto di anno scorso ma l’obiettivo principale resta avere delle ragazze sempre sorridenti», ha ammesso il presidente Nerini, per l’occasione intervistato dalla figlia.

GLI INTERVENTI DI BARONCINI E SEVERI

Il ritorno ai video serve anche a rivedere il conduttore della passata annata Sandro Sabatini il cui invito al coro di incitamento alla Serie A è accolto dalla platea, subito pronta ad intonarlo a tutta voce. Al vicepresidente Stefano Severi che per l’occasione “scomoda” Bill Russell e la sua più famosa citazione, segue il sindaco Luca Baroncini il cui discorso è stato un vero e proprio tuffo nei ricordi.

Un passato rievocato dai profumi del palazzetto, che è rimasto in noi e che ci ricorderemo per sempre, diventando un pezzo della nostra storia. Al momento istituzionale segue quello marketing. Il palco è lasciato libero per l’azienda partner principale della società: la Fabo di Maurizio Fagni.

IL SORPRENDENTE CAMEO

La grande attesa per la squadra è ripagata oltremodo in un finale scoppiettante. Si parte dal regista Federico Barsotti e il suo staff, invitati a a raggiungerlo sul palco da Marco Giancarli. «Un faro nella tempesta, un oasi nel deserto», così è descritto il coach dal suo primo capitano per un primo assaggio del siparietto comico fra i due, il cui gran rapporto è palpabile.

«Abbiamo vinto tante gare in questi anni, cercheremo di ripeterci e fare ancora meglio. Abbiamo maturato comunque  una cultura della sconfitta tanto che qualche batosta ci ha persino rilanciati. Sono sicuro sarà una grande stagione».

Il cameo che lascia tutti a bocca aperta è quella di due storici protagonisti che hanno fatto la storia del basket termale e nazionale. Nello stupore generale a prendere il centro del palco sono le leggende Mario Boni e Andrea Niccolai il cui intervento è legato alle forti radici che la città e la squadra di Montecatini ha cresciuto nel tempo con loro, e grazie a loro.

IL MOMENTO PIÙ ATTESO

I giocatori di ieri lasciano spazio a quelli di oggi, gli attori principali della stagione appena iniziata. Dal giovane Rattazzi a Capitan Natali passando per il nuovo Benites e i trascinatori Arrigoni e Chiera. Sfilano sulla passerella dell’Imperiale tutti uno dopo l’altro accolti da uno scrosciante applauso.

«Meglio giocare per Barsotti piuttosto che contro – dice Benites tra il serio e il faceto -. Ho scelto Montecatini perché tutti lasciano la pelle sul campo, è città con storia e noi vogliamo scriverne nuovo capitolo». Parlando di radici e grandi ritorni, è il momento di Giorgio Sgobba. «Per me è un onore essere qui, sono tornato a casa ed è emozionante. Si tratta di una grande responsabilità, la società è importante e di conseguenza la voglia di fare bene è ulteriore. Vogliamo regalare emozioni forti».

IL LIETO FINE

Il lieto fine è a opera del presidente Andrea Luchi, accompagnato dal presidente Coni Toscana Simone Cardullo. Luchi firma come produttore la stagione 23/24, con l’obiettivo di alzare l’asticella ma senza mai perdere l’etica. Una morale con cui chiudere in bellezza la prima opera Herons d’annata.

«Trovarsi qui dalla C è un sogno. Il tema delle emozioni calza davvero a pennello. Nello sport vince chi osa di più e noi dobbiamo cullare questa ambizione. Montecatini è una città ricca di tradizione e cultura. Voglio lanciare un concetto: il nostro è territorio di ospitalità, rispetto e fair play – afferma mettendo un punto anche sui fatti di Livorno -. Mi preme infine sottolineare il Green Year e il nostro impegno sulla sostenibilità ambientale. Abbiamo tanto da recuperare ma siamo pronti a lavorare in questa direzione».

Col presidente Luchi cala il sipario sulla presentazione e si alza sulla stagione. I circa 150 presenti sulle poltroncine iniziano a svuotare la sala. Che l’anno 23/24 di Herons abbia inizio, un film che dal trailer pare avere tutti gli ingredienti necessari per risultare un capolavoro.

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