Il capitano della Fabo nell’attesa delle sfide con Mestre: «La Coppa è l’orgoglio più grande. Play-off? Non sono mai arrivato in fondo»
A 10 giorni dal debutto della Fabo nei play-off contro Mestre capitan Nicola Natali si confessa.
Seconda stagione in maglia Fabo e secondi play-off raggiunti: com’è l’atmosfera rispetto all’anno scorso?
«Sono due situazioni molto diverse. Di simile c’è il fatto che si percepisce sempre di più l’entusiasmo della città e questo mi riempie d’orgoglio. A livello di roster siamo sempre lo zoccolo duro dello scorso anno con la solita mentalità e facenti parte sempre di una società che continua a crescere giorno dopo giorno. La differenza è che siamo una squadra più attrezzata e che in bacheca abbiamo una coppa che nessuno può toglierci. Si può ambire sempre a qualcosa di più, ma quella è una cosa che mi rimane dentro e ci dà ancora più fiducia».
Scocca l’ora di Mestre: cosa conosci dei veneti e quali sono i loro punti forti?
«Loro hanno fatto un bel filotto di partite nel finale di regular season dimostrandosi una squadra molto pericolosa e in forma. Giocano in un palazzo molto importante come il Palataliercio che li aiuterà. Per il momento conta lavorare sulle nostre cose. Non farà la differenza preparare una partita sul dettaglio o sulla tattica, ma quanto bene faremo il nostro lavoro, lavorando sui nostri punti di forza, limitando quelli che sono i nostri punti deboli come le palle perse e i momenti di blackout».
La gara con la Libertas da protagonista, una coppa Italia conquistata con la maglia della tua città: come può spingersi più in alto Nicola Natali?
«Aver vinto la coppa è qualcosa di incredibile. Per qualche giorno dopo il successo non ci ho capito più niente perché era come aver realizzato un sogno. Dopo una carriera in cui i miei successi erano stati il giocare sempre in categorie sopra il mio livello, per la prima volta ho alzato un trofeo. Poterlo riportare da capitano da Roma a Montecatini e mostrarlo al Palaterme all’una di notte davanti a parenti è amici è stata una gioia immensa e inarrivabile. Spingersi più in alto? Sappiamo tutti quale può essere il traguardo…».
Come giudichi i due tabelloni play-off? Chi pensi sia favorita?
«Il fatto di incrociarsi con squadre mai affrontate è un terno al lotto. I play-off sono lunghissimi e tutto dipende da mille fattori come i momenti di fiducia, i recuperi in due giorni ecc. Ad oggi la Pielle è un passo sopra a tutte le altre squadre, ma la stessa Libertas, Roseto e Ruvo sono solo una tacca indietro e altrettanto favoritissime».
In casa Fabo sei il più esperto in fatto di play-off: quali sono i dogmi da rispettare e cosa assolutamente non va fatto in queste sfide di post season?
«Sono il più esperto per i play-off, ma solo per l’età perché in tutte le squadre in cui ho giocato li ho sì sempre fatti, ma in fondo non ci sono mai arrivato. Mi affiderò all’esperienza di tre giocatori come Arrigoni, Chiera e Benites che hanno vinto i campionati e sanno come fare. Anche Giancarli, Carpanzano e Dell’Uomo hanno già vinto a Montecatini e hanno qualcosa da insegnarci. Importante è non pensare a chi puoi incontrare dopo perché ogni singola partita è una finale. La prima è il 5 maggio poi il resto vien da sé».



