Fabo, sarà ‘Romagna mia’? A Ravenna grande chance per ripartire

La Fabo vuole evitare la terza sconfitta di fila. Il presidente Luchi: «Questi momenti sono quelli in cui si cresce di più»

Niente panico, c’è solo da continuare a lavorare per poter andare avanti. E’ questo lo spirito con cui la Fabo Herons Montecatini intraprende il proprio tragitto verso Ravenna, dove affronterà i giallorossi locali alle ore 18 di domenica 8 dicembre (diretta Lnp Pass). Di tempo per imparare dai propri errori e per trovare la svolta definitiva nel gioco e nel rendimento ce n’è ancora parecchio da qui fino a fine regular season, quindi per coach Federico Barsotti e per i suoi ragazzi non è certo il momento di allarmarsi e di spaventarsi di fronte al momento che stanno vivendo. Detto ciò, i rosso-blu non possono permettersi di uscire sconfitti per la terza volta consecutiva perché si rischierebbe di vederli imbottigliati sul serio in zone della classifica che non competono ad una formazione di questo valore.

RAVENNA SQUADRA INDECIFRABILE

Per poter ritrovare il sorriso e salire in doppia cifra nel conteggio totale delle vittorie, va prima affrontato sul proprio terreno un avversario piuttosto indecifrabile. La stagione dell’Orasì Ravenna è stata sin qui caratterizzata da picchi importanti, come imprese contro squadre altolocate come la Pielle e Chieti, mescolati ad un andamento generale di livello medio-basso. I romagnoli hanno ottenuto più sconfitte che successi, otto contro sei, e sono bloccati al tredicesimo posto, poco al di sopra della zona retrocessione. Non proprio un bilancio ottimale per una società che fino a qualche annata addietro si trovava in A2 e lottava per salire nella massima divisione nazionale.

Le possibilità e le speranze ravennati si reggono sulle spalle dei due giocatori principali del roster Orasì, ovvero il giovane capitano Gabriel Dron ed il tiratore Flavio Gay. Dron è un playmaker classe 2002 che, nonostante sia stato penalizzato da alcuni problemi muscolari, sta avendo una stagione da 13.5 punti, imponendosi come leader tecnico e carismatico dei giallorossi. Gay è una guardia alla quale non è una buona idea lasciare spazio al tiro, né da 2 né da 3; le sue percentuali momentanee e gli 11.9 a partita non raccontano del suo talento (cinque anni fa ha fatto un campionato di B a più di 20 punti di media), se messo in ritmo non si ferma più. Individualità pericolose sono presenti anche nel resto del roster, tra cui annoveriamo i lunghi Crespi e De Gregori, l’ala Ferrari e l’ucraino Tyrtysnyk, atleta dal potenziale ancora inespresso. Alla corte di coach Andrea Gabrielli c’è anche Federico Casoni, ve lo ricordate in maglia Herons? Fu uno dei grandi protagonisti della prima grande stagione della storia del club in C Gold. Confermato dopo la promozione in Serie B, Casoni ha lasciato a metà annata il club termale passando per Teramo e Loreto approdando infine proprio a Ravenna. Non ci sono precedenti in passato tra Fabo e Orasì.

EVITARE I CALI DI TENSIONE

Tornando a parlare degli ospiti, non è stata certamente una settimana facile in casa Montecatini. Gli ultimi due risultati negativi (in particolare l’ultimo) hanno fatto molto rumore, adesso le avversarie in chiave playoff punteranno tutte gli occhi sul match del PalaCosta aspettando come avvoltoi che gli Herons cadano ancora. Come già detto però, non si può far altro che andare avanti: la banda di coach Federico Barsotti (alla quale mancherà ancora Mastrangelo) sa benissimo che basta trovare quei pochi ma necessari accorgimenti per riuscire a sfogare la maggior qualità dei propri elementi. Per tornare a vincere è consigliabile (ma ovviamente non obbligatorio) passare dalle mani di Sgobba, il miglior realizzatore per distacco tra i termali nelle ultime settimane, e di Arrigoni, che in qualità di miglior rimbalzista difensivo del girone B è sinonimo di concretezza e solidità. Nota interessante: Ravenna è tra sia le formazioni che hanno segnato più punti che tra quelle che ne ha subiti maggiormente, quale occasione allora per soffocare i rivali con il letale sistema difensivo che è il tratto distintivo della Fabo. Ovviamente però non è concesso farsi prendere per l’ennesima volta da cali di tensione o momenti di sconforto, subire l’ennesimo ‘parzialone’ della stagione sarebbe una condanna quasi certa oltre ad essere la certificazione che il problema principale non è risolto.

«ABBIAMO LA MISSIONE DI RAPPRESENTARE IL TERRITORIO»

Per calmare le acque alla vigilia di questa cruciale sfida sono arrivate dichiarazioni incoraggianti da parte del numero uno della società. E’ stato infatti intervistato ai microfoni del podcast Quinto Quarto il presidente degli Herons Andrea Luchi, il quale ha parlato non solo dell’attualità della propria squadra. Tra i temi toccati gli inizi del club e la sua crescita, passando per la questione spostamento a Lucca: «C’erano stati dei contatti già da alcuni anni per far nascere una nuova organizzazione a Montecatini, nel giugno 2021 abbiamo dato vita a questa società che crede molto nell’organizzazione, nella professionalità, nella pianificazione e nel lavoro quotidiano. Nello statuto abbiamo inserito un codice etico, abbiamo investito molto nel giovanile e nel sociale, abbiamo avuto 110 aziende partner lo scorso anno; come società oggi più che mai abbiamo la missione di rappresentare il proprio territorio. Coach Barsotti è stato l’unico nome che avevamo in mente, è un figlio della nostra terra e riconosco in lui doti importantissime come lo stile di gioco particolare, l’adattarsi alle esigenze e il forte senso di appartenenza verso la società.»

«I momenti difficili come questo – prosegue il presidente Luchi soffermandosi sulle ultime due sconfitte – sono quelli in cui si cresce, in cui si migliora e in cui ci si può guardare meglio dentro di noi, è ora che si possono porre le basi per i momenti decisivi. In questo momento non ci stiamo scomponendo, sono convinto che questa squadra con buone caratteristiche e qualità presto tornerà a fare come deve. Noi abbiamo cinque sconfitte in cui spesso abbiamo avuto vantaggi in doppia cifra, significa che il potenziale c’è ma facciamo fatica ad esprimerlo con continuità. E’ stata una nostra scelta lasciare liberi uno slot da senior e quello del comunitario, ci siamo lasciati la possibilità in corso d’opera di valutare inserimenti mirati. Il PalaTerme è un tema per noi doloroso. Era nato all’epoca da un miracolo sportivo, perché non sarebbe mai stato costruito senza l’escalation di risultati del Montecatini Sporting Club; purtroppo ora questa struttura è vecchia 33 anni e vi si doveva mettere mano un bel po’ prima di adesso».

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