Fabo, Sgobba: «Chiuderla 3-0 contro Mestre? Gran prova di forza»

Dalla differenza tra Sant’Antimo e Montecatini agli urli di Barsotti, l’ala-centro della Fabo ammette: «Piombino? Ci sta facendo un favorone»

1982: Roald Dahl pubblica il GGG, il Grande Gigante Gentile. 1992: nasce Giorgio Sgobba, ala-centro della Fabo che potrebbe essere tranquillamente protagonista del celebre racconto per bambini. Il Grande Gigante Giorgione (o Grande Giorgione Gigante per chi vuole) è arrivato quest’estate (o meglio, tornato) a Montecatini, città in cui aveva mosso i primi passi a ventidue anni con la maglia dello Sporting Club e che lo ha riaccolto a braccia aperte.

L’arma del sorriso è la migliore che il GGG sa sfoderare di fronte a fidanzata, genitori e tantissimi amici che lo fermano per chiacchierare la domenica pomeriggio verso le 20 al termine del match che il team di Barsotti tiene solitamente a quell’ora in casa. Proprio con la solita arma ci accoglie in quest’intervista al termine della serie dei quarti di finale play-off in cui la sua squadra ha liquidato la Gemini Mestre con un secco 3-0

In quale gara pensi di aver dato il meglio di te e quale difficoltà maggiore hai trovato nei veneti?

«Gara-2 è stata quella in cui ho espresso il mio miglior basket sia per il tabellino che per la differenza in difesa, specialmente nel secondo quarto dove stavamo andando sotto. Le loro zone miste come la 2-3 e la 1-3-1 ci hanno messo in seria difficoltà, ma alla fine nonostante i pessimi tiri liberi in gara-1 e le terribili percentuali da 3 in gara-2 siamo riusciti a chiuderla sul 3-0. La considero una grande prova di forza e di maturità da parte nostra!»

Il minutaggio è cambiato con l’arrivo di Matej…

«Con l’arrivo di Radunic sapevo che sarebbe cambiato qualcosa. All’inizio non è stato facile adattarsi a questo nuovo “ruolo” passando…in panchina dopo anni in cui ero titolare. Questo però è stato uno stimolo e una crescita anche a 31 anni perché si può sempre migliorare. Obbligatorio è farsi trovare pronti sia per la squadra che personalmente perché partire dalla panchina e far bene è forse un doppio motivo di soddisfazione»

Seppur con un miglioramento nell’uno contro uno con un lungo, Barsotti nella fase difensiva comunque ti urla sempre qualcosa dietro: che ti dice?

«Dipende (ride, nda). La maggior parte delle volte è perché mi lamento con gli arbitri o ho alcuni momenti di nervosismo: riconosco che dall’esterno non sono neanche belle da vedere queste scenate. Fede mi conosce fin da piccino e sa che è un mio difetto anche se cerco di migliorarlo. Dal punto di vista difensivo penso di aver fatto un passo avanti grazie anche all’esperienza nelle categorie maggiori che nell’1vs1 contro il lungo richiedono un sacrificio difensivo maggiore».

Oltre a Natali sei l’altro simbolo più valdinievolino di questa Fabo: è per te un grosso onore o un grande onere?

«No dai, simbolo è anche troppo! Per me è un grande onore. Avendo tante persone che mi conoscono e tanti occhi addosso è diverso: un conto è giocare male a Sant’Antimo, un conto a Montecatini. Son sempre contento di giocare in casa perché mi fa piacere far vedere a tutti che gioco bene. Per me non è assolutamente un peso e mi piacerebbe giocare a Montecatini ancora con questa maglia».

Ci son state qualche sorprese nelle prime 4 gare di questi play-off: qual è quella che ti ha stupito di più?

«Non mi aspettavo Imola che se la giocasse fino in fondo con la Pielle. Più preventivabile il successo di Avellino su una San Vendemiano che, seppur priva di Laudoni, ha ceduto per 3-1. Gli irpini sono un gruppo esperto e con un coach come Crotti possono esser pericolosi. Era nei miei piani una gara-5 tra Faenza e Livorno mentre tra Piombino e Ruvo eh..».

Via, sbilanciati: chi preferisci affrontare e perché?

«Posso dire che Piombino ci sta facendo un favorone? Mandare i pugliesi almeno alla bella è una bella impresa per Venucci e compagni. Dal punto di vista logistico sarebbe molto più comodo affrontare la Solbat perché vorrebbe dire avere molto più chance di andare in finale dato il vantaggio casalingo. Certo, ci hanno già battuto due volte… Di contro non si può sottovalutare il roster di Ruvo, completo e impressionante. Sarà una gara-5 pazzesca!».

Il tabellone 1 dei play-off

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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