La voce di un disimpegno della famiglia Carrara con i canestri pistoiesi si rincorre da giorni in città e sembra trovare il suo fondamento
Scadono i contratti con gli allenatori, con i giocatori e possono scadere anche quelli con gli sponsor. Certo. Ma se, a scadere o finire, è un rapporto storico come quello tra i marchi della famiglia Carrara e il Pistoia Basket, la notizia fa rumore. Soprattutto se trapela nei giorni più delicati della storia recente del club biancorosso che guarda al futuro con più di un punto interrogativo. Che sia A1, come spetterebbe di diritto alla società biancorossa (e per cui ci sarebbe tempo fino al 31 luglio per iscriversi), o che sia A2 con un sofferto passo indietro per tamponare una traballante situazione economica.
La voce di un disimpegno della famiglia Carrara, imprenditori di riferimento dell’industria della carta legati a doppio filo con i canestri pistoiesi nelle loro varie “ere”, si rincorre da giorni in città e sembra trovare il suo fondamento. Ma non si tratterebbe di un’uscita improvvisa. Nessun fulmine nel cielo, a dir la verità, poco sereno del Pistoia Basket. Perchè questa stagione sembra sia stata quella in cui scadeva il piano pluriennale che lega i marchi Carrara alla società di via Fermi che terminano qui il loro (lungo) cammino insieme.
Iniziato all’inizio degli anni ’90 come Kleenex, fazzoletti per tutta Italia, ricordi indelebili per i tifosi pistoiesi impazziti per la squadra della prima storica promozione in A1 nel ’92. Un cammino continuato rimanendo proprietari dell’Olimpia che si qualifica per la prima volta in Coppa Korac, fino al ’99 anno della retrocessione e della vendita del titolo a Fabriano.
Fine dei sogni almeno fino a che, col Pistoia Basket in ascesa, i Carrara tornano main sponsor nel 2006. Ed è subito centro. Come Power Dry, Pistoia centra la promozione in Legadue. Come Carmatic e Tuscany, altri brand “made in Carrara”, acquista consapevolezza. Sponsor principale fino al 2011, i marchi Carrara rimangono presenti nel budget biancorosso con Marco e Maurizio (deputato di Forza Italia dal 2018) soci di un consiglio d’amministrazione fieramente fatto di imprenditori della zona. Fino a questa stagione incompiuta.
Quella della fine annunciata di un connubio storico. Che avrebbe poco a che fare con la crisi economica post Coronavirus che pesa tantissimo anche sul basket e in particolare sui canestri pistoiesi tanto da portare il Pistoia Basket ad un passo dall’autoretrocessione in A2. Una decisione già presa, sembra in maniera definitiva, che però rimane di portata importante ed epocale.
Un po’ perchè nonostante il ruolo della famiglia Carrara non fosse più maggioritario negli ultimi anni, il Pistoia Basket perde uno dei suoi se pilastri come si possono definire i “platinum” sponsor al pari del gruppo Per Dormine, Nuova Comauto, Conad, Intesa San Paolo e Consorzio Pistoia Basket City. Un po’ perchè si concretizza proprio nel momento dell’appello della società alle forze economiche del territorio per salvare la massima serie.
La delicata situazione economica del Pistoia Basket viene da lontano e non dall’uscita di scena di un partner, che è sempre stato più di un semplice sponsor, come la famiglia Carrara. Ma naturalmente verso una decisione importante come quella che il club biancorosso deve prendere entro pochi giorni, poter poggiare o no su una delle sei colonne che fin qui ha retto il tempio, conta. Soprattutto se pure la copertura, vedi main sponsor, è tutta da trovare.



