Federica Stufi ha lasciato la Toscana per andare nel Club Italia, per avere impianti e attenzioni appropriati alla crescita di un’atleta
Federica Stufi, 33 anni, è considerata una nomade del volley. Da piccola ha giocato nell’hinterland fiorentino. Sfide contro le squadre di Firenze, Prato e Pistoia.
Da ragazzina quando ha lasciato la Toscana, lo ha fatto con spensieratezza e lo ha fatto sempre col sorriso di chi è pronta a combattere ogni avversità. Poi è diventata un’atleta ammirata dal proprio pubblico, un simbolo di forza e ha sempre lottato sul parquet e fuori, dove è riuscita a controllare una grave forma di celiachia che le stava compromettendo la carriera. In questa stagione giocherà a Cuneo, dove nella passata stagione ha brillato un’altra stella della pallavolo pratese e pistoiese: Francesca Villani. L’obiettivo è quello di dar noia alle big, poi conoscendola vorrà vincere.
«Dopo un anno come quello passato’ c’è solo voglia di giocare e fare bene. Sarà difficile, ma ho tanta voglia di normalità»
Cosa ti ricordi di quando giocavi in Toscana?
«Mia sorella è stata la mia allenatrice nei giardini, mio padre mi ha convinto a provarci davvero. Se non fosse stato per loro, chissà cosa avrei fatto. Poi avendo vissuto i primi anni in un Paese a 30 km da Firenze, i derby avevano un valore speciale».
Nel Pistoiese, molti dirigenti, si lamentano per mancanza di impianti idonei per il volley, giusto?
«Lo è. Fare crescere talenti in un posto idoneo è fondamentale per lo sport, come lo è per le squadre di Serie A. Coltivare valori come il sacrificio, la dedizione, lo spirito di squadra, lottare per un obiettivo credo sia ancora più importante. Ho lasciato la Toscana per andare al Club Italia».
Cosa non hai perso andando via dalla Toscana?
«Il mio accento. Sono toscana inside».


