Fenice, ecco un altro (mezzo?) passo falso: De Mitri passa 3-2 a Pistoia

Nonostante la rimonta dallo 0-2 cade al quinto la Fenice in un match opaco in cui arriva la quarta sconfitta su 4 gare finite al tie break

Ha perso un po’ di mordente la Fenice che sembra non sapere più vincere. Dopo il ko contro Ozzano e la prima gara senza punti di Fano stavolta tra le mura amiche dell’Anna Frank non è bastata l’ennesima rimonta stagionale per far tornare a sorridere le fuxiablu. Infatti è ancora tabù il tie-break: nelle quattro gare terminate al quinto set la Fenice ha sempre ceduto.

ABC RICAMI FENICE-DE MITRI CARLO FORTI (23-25; 14-25; 25-15; 25-17; 11-15)

Coach Ribechini schiera Betti al palleggio, Pieraccioni opposto, Massaro-Martone al centro, Mannucci-Mantellassi di banda e Miccoli libero. Risponde coach Papadopoulos con Graziani al palleggio, Benedetti opposto, Tiberi-Di Marino al centro, Beretti-DeAngelis di banda con Massi libero.

Parte con difficoltà e rimane sempre indietro la Fenice. Con una fast prova Martone a svegliare le sue, ma l’aggancio non arriva fino all’ace di Pieraccioni del 10-10. 4 errori su 12 punti in battuta per le fuxiablu che non riescono a mettere palla in terra. Non va il muro, i punti arrivano solo su errori delle marchigiane e sul 19-23 dentro Agostini e Canovai per Pieraccioni e Betti. Al primo attacco l’opposta va subito a segno, ma la rimonta si ferma sul 23-25.

4-0 l’inizio fuxiablu del set successivo, ma con Di Marino le ospiti al servizio fanno 5-5 e sorpassano 7-8 su errore di Mannucci. Manca di continuità la Fenice, brava a passare al centro, ma un terrificante parziale di 0-11 gli ribalta l’11-10 chiudendo 14-25 nonostante il cambio-fotocopia del set precedente e l’ingresso di Orlandi per Mantellassi.

L’inizio del terzo è la fotocopia del secondo con la Fenice avanti 4-0, raggiunta e superata. Negli scambi lunghi è sempre la formazione di casa a capitolare, colpita duro nel mani-fuori e dalle palle sporcate a muro che diventano imprendibili. A metà set si risveglia Mannucci in copertina per il 16-13 con le sue che allungano grazie ai primi muri della serata e con un aumento dell’imprecisione ospite. Casarin per Beretti per la De Mitri, ma la Fenice tiene bene il vantaggio, chiudendo 25-15

Doppie a ripetizioni in casa De Mitri nel quarto set tra gli importanti parziali al servizio di Betti e Orlandi che rialzano il morale fuxiablu. Termina i due time-out sul 17-11 il coach ospite prima dell’ingresso di Casarin per Di Marino sul 17-12 e Bastiani per Graziani al palleggio. Innestato ormai il pilota automatico la Fenice con i colpi di Orlandi e il fondamentale passaggio al centro tra Massaro e Martone almeno un punticino rientra anche stasera.

Niente di più però perché nel quinto set dopo un inizio buono delle locali 6-1, 7-4 e 8-5 De Mitri impatta sull’8-8 e allunga fino 8-11. Ancora dentro Canovai e Agostini, ma ormai è tutto inutile e termina 11-15 con l’invasione proprio di Agostini.

IL COMMENTO

Sembra risentire ancora delle scorie di Lucrezia questa Fenice scesa in campo troppo impaurita e conscia di volersi riprendersi soltanto quando (quasi) tutti i buoi travestiti da punti erano scappati. Contro le marchigiane fallose al palleggio, spesso prevedibili, ma fisicamente prestanti e furbe nel saper usare ora il mani-fuori, ora il pallonetto, almeno una vittoria al quinto avrebbe portato qualche sorriso tra Massaro e compagne. Così non è stato e il punticino raccolto in casa, il tredicesimo stagionale su 8 gare, stavolta è una felpina estiva con il vento freddo autunnale alle porte.

Le parole di coach Ribechini

LA CLASSIFICA DOPO 8 GIORNATE

Pontedera* e Prato 20 punti, Ozzano* 19, Riccione 18, Polverigi 17, Fenice 13, Torresi 11, Rimini 9, Fano* 8, Carlo Forti, Ravenna e Castenaso* 7, Pagliare 4, Monte Urano 2. (Ozzano, Pontedera, Fano e Castenaso hanno una gara in meno)

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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