Ai microfoni con Antonio Galatà, coach dell’Abc Ricami. «Il momento top? La rimonta contro Pontedera. Il futuro? Sto bene qui a Pistoia»
A tu per tu con Antonio Galatà, coach dell’Abc Ricami La Fenice che sabato scorso ha terminato purtroppo la propria stagione, sconfitta ai play-off dalle perugine del Ponte Felcino. La doppia assenza dell’opposto e della banda ha compromesso il doppio confronto, permettendo alle avversarie di poter giocarsi la seconda fase dei play-off contro Rinascita Il Bisonte. «Avremmo riaffrontato una squadra che in casa abbiamo battuto in un match perfetto dove riuscimmo a mettere in pratica tutto ciò che avevamo studiato» esordisce Galatà.
Antonio partiamo dalla fine: quanto rammarico c’è nella doppia sfida play-off per non aver avuto la squadra al completo? «Tanto perché eravamo in un momento in cui si stava bene da un punto di vista fisico. Avevo visto ottime cose in allenamento, c’era molto entusiasmo. La squadra ci credeva e il passaggio del turno era fattibile. Con l’infortunio di Bruni sono aumentate le difficoltà che poi, con l’assenza anche di Baroncelli, si sono tramutate in una montagna troppo difficile da scalare. Nel terzo e quarto set non abbiamo mollato come ci si sarebbe aspettato e le ragazze si sono distinte in positivo rimandando le cose al quinto set».
Di contro però gradualmente c’è stato un inserimento da parte di ragazze più giovani che non hanno sfigurato. «Le ragazze più giovani Valentini, Pieraccioni e Gaggioli ci hanno sempre dato una mano durante l’anno con una presenza costante agli allenamenti, effettuando un inserimento gradual. Com’era prevedibile» continua Galatà «nella prima gara hanno peccato di inesperienza, ma nella seconda sono salite di livello. Specialmente Pieraccioni come opposto mi è parsa molto brillante, soprattutto considerando che nella squadra under allenata da Caramelli gioca al centro».
UNA STAGIONE A MILLE ALL’ORA
Stagione molto particolare: quali erano le tue impressioni all’inizio? «Siamo partiti ad allenarci il 25 di agosto e la cosa più difficile è stato non iniziare quando preventivato. Infatti dal progetto di iniziare a giocare la prima settimana di novembre si è passati a gennaio. Psicologicamente tenere le ragazze ad allenare e non giocare mai è stata dura: mancando la gara ti alleni con difficoltà. Il gruppo però era motivato: non volevano ripetere la pessima stagione scorsa. Inoltre con l’arrivo di tre pedine fondamentali come Sasselli, Martone e Zamagni la squadra ha acquisito sicurezza. Specialmente con Zamagni: dopo l’addio di Gagliardi abbiamo avuto molta fortuna».
Poi finalmente il campionato è iniziato ed è stato un tour de force molto concetrato. «Sì esatto, ma nonostante la mole di gare abbiamo mostrato sempre una buona pallavolo anche nelle sconfitte, senza mollare mai ogni singolo set. Durante la stagione ho visto che anche durante gli allenamenti nessuno ha mai mollato un centimentro, non facendo mai cadere un palla tanto da gettarvisi in due quando serviva. La mia filosofia è che il termometro della squadra lo segna la difesa; se la squadra difende e si dimostra aggressiva è un bel segnale per sè stessa ed è avvertimento per gli altri».
«La partita più bella in assoluto è stata la gara contro Pontedera all’andata dove nonostante l’inizio a rilento siamo riusciti a chiudere 3-0 il match senza problemi con una grande rimonta nel primo set. Siamo stati un diesel per gran parte della stagione perché a un primo set spesso giocato sottotono ha fatto seguito una seconda parte in crescendo. La nostra arma vincente? L’innesto di Sasselli in ricezione insieme allo smistamento effettuato da Zamagni ha dato una mano alla nostra attaccante più prolifica Baroncelli. Tutto questo infatti l’ha resa più sicura in ricezione – dov’era in difficoltà – portandola a fare una grande stagione».
Con il cambio della formula in corsa con il passaggio ai play off dopo la prima fase nella vostra e nella tua preparazione è cambiato qualcosa? «Fortunatamente niente, ma la cosa che ci ha più danneggiato – continua Galatà – oltre logicamente al doppio infortunio è stato l’enorme periodo di stop tra la fine del campionato e l’inizio dei play-off. Venivamo dalle ultime due gare del girone giocate in crescendo e stare fermi un mese e mezzo è stato nocivo, tanto da troncarci le gambe insieme alla coppia di infortuni. Inoltre l’impossibilità di fare amichevoli non ci ha permesso di mantenere un ritmo partita e prepararci al meglio per lo scontro contro Ponte Felcino».
UN BILANCIO VERSO IL FUTURO
Tirando le somme, cosa ti hanno lasciato questi strani 12 mesi a Pistoia? «Eh, strani davvero! Solitamente si giudica una stagione almeno con 26 gare, ma quest’anno dobbiamo farlo con 12. Già fare è stato difficile così come allenarsi quasi sempre contati: infatti oltre all’infortunio di Mazzoni per quasi tutta la stagione, l’attaccante Creatini ha dovuto salutare la squadra per motivi familiari. A livello personale comunque mi sono trovato molto bene con questa società, seria e attenta al settore giovanile. Il fatto che le due gare dei play-off abbiano visto una presenza di 3 elementi del vivaio fuxiablu deve essere un motivo d’orgoglio per società e dirigenza».
Infine uno scoop: rimarrai a Pistoia anche il prossimo anno? Se sì che idee hai? «Una sorta di tacita conferma c’è stata tra me e la società. Spero che il prossimo sia un campionato normale. L’obiettivo sarà quello di allargare numericamente il roster e portare su qualche elemento del settore giovanile. Infine mi preme sottolineare anche la conferma del preparatore atletico Andrea Baldi, figura che qui mancava. Ho scelto di avvalermi di lui dopo le esperienze che abbiamo avuto insieme a Monsummano e il suo impatto sulla squadra è stato ottimo».



