Pistoia Basket a Torino per due punti chiave. Ramagli: «Nervi saldi»

Pistoia Basket di scena alle 18:30 al PalaVela. Coach Ramagli: «Credo che la squadra deve crescere soprattutto in stabilità, Kerron Johnson più degli altri. Escape nel contratto di Dominique? Spero che la situazione venga stabilizzata»

L’OriOra Pistoia Basket fa visita alla Fiat Torino per classico natalizio che in passato ha dato molte soddisfazioni ai biancorossi. La sfida del PalaVela (palla a due alle 18.30) non va però presa alla leggera. Se è vero che le squadre hanno la stessa classifica, non è certo identico il valore e la lunghezza dei roster. Lo sa bene coach Alessandro Ramagli che nel presentare la partita ha posto l’accento sulle differenze, soprattutto a livello di taglia, tra i suoi ragazzi e gli avversari. «Ci sono poche interpretazioni tecniche per questa partita perché loro hanno rinnovato tanto in queste ultime partite e si sono alternati anche tanti giocatori; pure la guida tecnica è cambiata con il vice Galbiati che ha allenato quando coach Brown è dovuto tornare in America per motivi di salute. Resta quindi difficile prendere le misure reali a Torino, noi però non possiamo fare difetto dal punto di vista fisico, anche perché se non siamo pronti subito rischiamo di andare sotto e non possiamo permettercelo, quindi conterà molto anche l’aspetto motivazionale».

Pistoia arriva alla sfida dopo una settimana in cui i ragazzi hanno ricaricato le pile dopo la scottatura con Bologna. Qualche problemino per i due Johnson ma saranno tutti disponibili alla fine. Per Ramagli sarà una gara in cui peseranno molto i rimbalzi e l’emotività, inevitabile per il coach chiedere ai suoi ragazzi maggior attenzione proprio su questo: «La squadra in settimana si è allenata bene, come sempre. Dominique Johnson ha saltato alcuni allenamenti per un problema grastrointestinale, Kerron Johnson invece per un fastidio ad una spalla, a causa di un colpo ricevuto durante la partita con Bologna. A Torino sarà importante mantenere i nervi saldi, non diventare ansiosi se gli altri vanno avanti di cinque o sei punti. Per questo credo che la squadra deve crescere soprattutto in stabilità; Kerron più degli altri, ma non solo lui, deve darci stabilità in certi momenti della partita. Poi sarà importante controllare i rimbalzi, perché quando lo abbiamo fatto o siamo stati competitivi da questo punto di vista abbiamo sempre fatto buone gare; in questo servirà anche Gladness che è stato preso per fare certe cose e per farle bene».

La stabilità che cerca Ramagli andrà trovata anche a livello di roster. La spada di Damocle dell’escape nel contratto di Dominique Johnson a fine girone d’andata rischia infatti di generare incertezze e insicurezze di cui il gruppo biancorosso farebbe volentieri a meno. «Spero che la situazione venga stabilizzata il prima possibile, sia che si proceda per la conferma, sia che si opti per una sostituzione. In questo periodo particolare dell’anno giochiamo spesso e per noi è fondamentale rimanere concentrati. Ne abbiamo parlato con la squadra in questi giorni, non dobbiamo farci distrarre dalle palline colorate e dalle luci, dobbiamo rimane sul pezzo e tenere lontane le distrazioni».

La partita di Torino metterà il coach biancorosso a confronto con un mostro sacro del basket americano come Larry Brown. Il sanguigno tecnico livornese però non si scompone, impassibile al fascino del mito americano. «Quando è arrivato in Italia non mi aspettavo niente, ero solo curioso. Non l’ho mai visto lavorare in palestra quindi non posso dire molto, però ora che non hanno più la Coppa, con quel roster, possono avere un impatto significativo, certe competizioni del resto incidono molto sulla qualità e la quantità degli allenamenti e loro hanno cambiato tanti giocatori per varie ragioni, senza poter fare tanti allenamenti veri in palestra».

QUI TORINO. L’aria a Torino non è buona. La classifica non ride (3 vinte e 7 perse), in Eurocup è stato un disastro completo (dieci ko in altrettante partite), inoltre in settimana è arriva la notizia dell’arbitrato perso con Patterson, che di fatto blocca il mercato fino a che il giocatore americano non verrà pagato. Coach Brown in tutto questo marasma rischia anche la panchina in caso di sconfitta con Pistoia. Insomma, un in serata di quelle particolari, in cui di solito o si affonda senza resa o si reagisce con una prestazione super. Per provare a fare l’impresa coach Brown avrà tutti a disposizione, eccezzion fatta per Okeke e Cotton.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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