Le triple segnate da McGee e Mian non devono riporre in secondo piano la grande difesa che ha incartato la Fiat Torino. Vander Blue e soci hanno avuto difficoltà ad attaccare la difesa a zona del Pistoia Basket
Il primo quarto del Pistoia Basket in casa di Torino è roba da stropicciarsi gli occhi per intensità, concretezza e sostanza. La squadra di coach Esposito ha costruito una vittoria che mette al sicuro la permanenza dei biancorossi in Serie A. Lo ha fatto dominando gli avversari per tredici minuti, tanto da arrivare ad avere 27 punti di vantaggio. In particolare la The Flexx, nel primo periodo, ha fatto la differenza in quattro aspetti del gioco: difesa, capacità di far circolare la palla per far muovere gli avversari.
ZONA E FURORE
Pistoia, che vista l’assenza di Diawara ha provato a iniziare con Onuoha in quintetto per garantirsi fisicità e atletismo, ha fatto le sue fortune nella propria metà campo. Da subito si è visto il giusto atteggiamento in difesa, con la squadra che non ha lasciava giocare gli avversari. La mossa fondamentale è stata la difesa a zona. Così facendo Pistoia ha negato agli avversari la possibilità di attaccare il ferro agevolmente, costringendo di conseguenza la Fiat Torino a tirare da tre e a farlo con percentuali orribili (0/11 nei primi venti minuti). Certo, l’avvio di serata da mani gelate dei gialloblù ha agevolato il compito di Moore e soci, però non bisogna sminuire i meriti della difesa biancorossa che ha costretto Torino a giocare in un modo poco congeniale rispetto a quelli che sono i suoi canoni abituali.
CIRCOLAZIONE DI PALLA
Proprio come accaduto contro Venezia, anche contro Torino il Pistoia Basket ha tratto la sua forza dalla difesa e l’ha usata come una molla per proiettarsi in attacco e attaccare i rivali senza che potessero schierarsi. La forza di Pistoia nella metà campo della Fiat nei primi dieci minuti però è stata soprattutto quella di avere la pazienza e la fiducia per far girare la palla e muovere la difesa dei piemontesi trovando sistematicamente la soluzione più vantaggiosa o l’uomo libero. Una soluzione questa che ha permesso a Mian e McGee di bruciare la retina a suon di triple, mentre Ivanov dettava legge sotto i tabelloni.
FORZA MENTALE
Il +20 dopo dieci minuti ovviamente non poteva durare fino alla fine. Pistoia comunque ha avuto la forza e la lucidità per contenere il naturale ritorno dei piemontesi. Soprattutto nel finale, quando Torino in diverse occasioni è stata a uno o due possessi di distanza dai biancorossi, la squadra di coach Esposito ha tenuto botta con una maturità e una sicurezza che fino a poco più di un mese fa non gli apparteneva. Moore e compagni nel finale hanno perso palloni sanguinosi, scippati da Torino che aveva ormai capito come anticipare gli scarichi sul lato debole dei pistoiesi, nonostante questo la The Flexx ha continuato a cercare il canestro e a giocare i propri schemi, senza affrettare troppo i tiri e senza farsi prendere d inutili frenesie. Così il trio Moore-McGee-Ivanov ha ricacciato indietro i piemontesi, cogliendo una vittoria che con quasi assoluta certezza vuol dire permanenza in Serie A.



