Filippo Giannini, un pistoiese al Nord: mettersi in gioco lontano da casa

Filippo Giannini e il nuovo capitolo a Olginate: fuori dalla Toscana per non accontentarsi, in attesa del più dolce dei canestri

Spesso, chi a 30 anni si trova ancora nei paraggi magari anche con risultati soddisfacenti, difficilmente è portato a cambiare ambiente. Può valere per tutti gli ambiti della vita, sport compreso. Tendenzialmente, o ci si abitua sin da “under” alla vita da giramondo, oppure trovata una dimensione a portata di mano e di casa, i motivi per abbandonarla stentano ad imporsi. Non è questo il caso di Filippo “Pippo” Giannini, volto notissimo della pallacanestro nostrana. Guardia mancina classe 1991 (ha compiuto 30 anni da una settimana), uscito dal vivaio di Pistoia, ha fatto la fortuna prima di Bottegone, con cui ha vissuto il passaggio dalla Serie C alla B, dopo di Empoli, con cui ha trascorso le ultime quattro stagioni di Serie B. Dieci anni di pallacanestro domestica, a buonissimo livello. Poi la scelta, all’inizio di questa stagione 2020/2021, di accettare l’offerta della Nuova Pallacanestro Olginate, formazione lombarda (provincia di Lecco) anch’essa militante in Serie B.

Ad avere la meglio, l’esigenza di misurarsi con sé stesso e con una nuova avventura. In quasi 30 minuti di impiego a partita, “Pippo” sta viaggiando a 12,5 punti 2,9 rimbalzi e 2,5 assist di media. Eufemisticamente, come prima gita fuori quartiere non sta andando poi così male. Con 5 partite vinte su 11, Olginate si trova in mezzo alla classifica del mini-girone B2, avendo superato un periodo iniziale a dir poco delicato che ha portato a metà dicembre al cambio di allenatore. A rinvigorire i bianco-blu è arrivato in panchina Massimiliano Oldoini, storico assistente di Pino Sacripanti in serie A e in nazionale under 20, con qualche esperienza in campionati che iniziano con la A anche come capo allenatore. Ritrovati dunque i risultati e ripreso in mano il proprio destino, ci sono tutte le carte in regola per giocarsi fino alla fine della formula di regular season prevista l’accesso ai playoff. Individuate le coordinate attuali che riguardano l’intervistato, tocca adesso scoprire da lui i segreti del percorso.

Entriamo subito nel vivo della tua nuova esperienza ad Olginate. Dopo un inizio un po’ burrascoso, adesso state attraversando un ottimo momento di forma. Lo stesso vale per te, visto che nell’ultimo turno contro Vigevano hai segnato un canestro decisivo per la vittoria.

«Purtroppo non eravamo partiti molto bene, complici qualche caso di Covid e infortuni vari. Poi da metà dicembre c’è stato il cambio di allenatore e da lì abbiamo ingranato, perdendo pochissime partite. Diversamente rispetto a prima, adesso stiamo crescendo sempre di più. Stiamo facendo quadrato e giocando molto assieme. L’ultima vittoria è arrivata proprio grazie al gioco di squadra, come dimostrano anche i cinque giocatori in doppia cifra. C’è grande coinvolgimento da parte di tutti e nell’ultimo periodo siamo saliti di colpi anche in difesa, che rimane sempre una chiave fondamentale per vincere. Ora è chiaro che ci sia entusiasmo, ma allo stesso tempo c’è da continuare a lavorare a testa bassa. Ci aspettano altre tre partite di prima fase, che per noi saranno un po’ lo spartiacque di questa stagione. Dobbiamo fare in modo che la svolta avvenga in positivo».

Poi ci sarà una seconda fase dai ritmi altrettanto serrati. Inutile dire che l’obiettivo è quello di centrare i playoff, mi sbaglio?

«No, affatto. Ad inizio anno lo vedevamo come un obiettivo tassativo, poi per varie vicissitudini le nostre ambizioni si sono dovute ridimensionare, almeno temporaneamente. Però adesso che siamo tornati a vincere con continuità, ci crediamo eccome».

Sei un classe 1991, hai giocato sempre in Toscana, trovando realtà solide che ti hanno portato anche molte soddisfazioni. Difficile credere che tu non avessi mercato tra le varie squadre di B della zona. Cosa ti ha spinto invece a metterti in gioco lontano da casa?

«Era uno stimolo che maturavo da tempo, ne ho parlato molto anche col mio procuratore. Per dieci anni sono rimasto nella comfort zone. Abbiamo pensato che un’esperienza fuori mi avrebbe fatto crescere e maturare di più. Infatti questi primi mesi lo hanno confermato. Giocare lontano da casa è totalmente differente. Non è facile, ma se fai bene e ti fai conoscere, puoi entrare nel radar di più squadre e si possono aprire molte più opportunità».

A livello individuale i numeri stanno parlando per te. Ti stai consolidando come giocatore di riferimento della squadra e come profilo autorevole della categoria. A che altezza sposta la sua asticella personale Filippo Giannini?

«La priorità per me è continuare a crescere. Nonostante abbia 30 anni, ho ancora voglia di imparare. Può sembrare una frase fatta, ma fame e ambizione non hanno età. Voglio migliorarmi e ritagliarmi la possibilità di competere per la vittoria di un campionato di Serie B, che è un traguardo che mi manca. E poi riuscire a fare anche qualche comparsa in A2, magari perché no anche a casa nella stessa Pistoia, visto che a mio avviso tolti gli americani il livello della categoria non è irraggiungibile. Può darsi siano sogni più che obiettivi, ma me li tengo stretti perché mi spingono a superare i miei limiti ogni giorno».

Com’è convivere da atleti con la pandemia?

«Una rottura di scatole (ride, ndr). Oltre ai problemi che vive di suo la pallacanestro dilettantistica italiana, il Covid genera imprevisti continui che distraggono dal cammino strettamente agonistico. Sottoporsi settimanalmente a tamponi e screening non è una passeggiata. E poi chiaramente manca molto la presenza del pubblico durante le partite. Nonostante tutto, l’amore per il gioco prevale sul resto, anche se sappiamo che la situazione non è uguale a prima».

Tra le varie novità, ce n’è una più speciale delle altre. Stai aspettando il più dolce dei canestri, la nascita di tua figlia.

«Sono veramente felicissimo di diventare babbo. Il tempo scadrà il 22 maggio. Da un certo punto di vista spero di giocare ancora in quel periodo perché vorrebbe dire passare il primo turno dei playoff, dall’altro se sarò a casa andrà bene lo stesso, mi godrò la famiglia e mia figlia Clelia. Tra l’altro per le regole imposte dal Governo, attualmente mi trovo quassù senza la mia compagna. Quando ho scelto di spostarmi ad Olginate speravo di poter stare assieme a lei, ma per ora non è possibile. Appena posso infatti faccio avanti e indietro. In ogni caso lei mi sta aiutando tantissimo, sostenendomi sempre anche nei momenti più difficili».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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