A tu per tu con la palleggiatrice Goretti del Buggiano, alla sua seconda stagione in Valdinievole, tra l’università e i tuffi nel passato
Ottimo inizio di stagione per l’Am Flora Buggiano che su tre gare ha sfoderato tre nette vittorie con alla regia la palleggiatrice Martina Goretti. La classe 2001 con le sue alzate ha saputo mandare a punto le compagne da ogni posizione. «Più che merito mio ritengo che abbiamo dellle attaccanti micidiali che tramutano in oro tutto ciò che alzo!» esordisce Goretti. «La nostra intesa però non è casuale perché siamo un gruppo molto unito e ci troviamo alla perfezione l’una con l’altra».
«Non è mai facile ripartire con due centrali nuovi come noi quest’anno, ma lo splendido gruppo-squadra di Buggiano ha inserito in maniera splendida le nuove arrivate. Inoltre da un punto di vista caratteriale vedo tanta grinta tra di noi che ci porta a giocare ogni punto come se fosse l’ultimo. Un altro nostro punto di forza riguarda la capacità di non buttarsi mai giù anche nei parziali che qualche volta subiamo. Anzi spesso riusciamo a farsi delle grosse risate grazie anche all’ironia delle esperte Grosso, Falseni e Frediani».
LA CARRIERA
«Ho iniziato al minivolley a Cerreto nella Cerretese poi sono passata al Fucecchio e in seguito a Santa Croce dove ho vinto il titolo Toscano con la formazione dei Lupi Under 18 permettendomi di fare le finali nazionali. Nella stagione 2018-19 sempre con Santa Croce in serie C ho ottenuto la salvezza poi son passata a Buggiano lo scorso anno. A febbraio 2020 dopo l’ultima gara in casa contro Pontedera ci stavamo togliendo tante soddisfazioni, ma lo stop per il Covid ha bloccato tutto».
«In passato» continua Goretti « ci sono stati dei momenti più difficili in cui ho pensato di smettere come a Santa Croce. Le preoccupazioni per la scuola e tanti allenamenti in cui non riuscivano a venirmi anche le cose più elementari sono stati dei momenti difficili. Fortunatamente tutto questo mi è scivolato addosso, ho saputo rialzare la testa e ho capito che la mia seconda casa è il parquet e non potevo né in fondo volevo abbandonarlo».
«Nel 2020 a giugno è arrivata anche la maturità» ammette raggiante Goretti «ma fortunatamente è andata a gonfie vele. Con la DAD e l’esame soltanto orale è stato tutto molto strano, come i rientrare a giugno a scuola. Ho ritrovato l’ambiente dovevo avevo vissuto 5 anni in un clima surreale, totalmente vuoto. Ho ripensato a tutte le volte che ho dovuto fare nottata sui libri post allenamento, ma con la passione sempre accesa della pallavolo non mi è pesato neanche più di tanto!»
LA STAGIONE CORRENTE
«Post quarantena è stato bellissimo rivedersi in palestra dopo 4-5 mesi. A casa facevamo qualche esercizi, ma serviva riprendere il pallone in mano. Durante il lockdown la cosa più difficile» confessa Goretti «è stato constatare che non saremmo rientrate a breve. Inoltre passare da 4 allenamenti a settimana e la partita il sabato a non allenarsi per mesi è stato un trauma. Fortunatamente siamo rientrate e spero, anche se la vedo dura, che il campionato duri il più a lungo possibile».
«La differenza maggiore con il passato riguarda l’assenza del pubblico che qua a Buggiano è solitamente molto caloroso e riusciva a darci tanta grinta. Per ora abbiamo sfoderato delle grandi prestazioni già dal debutto contro Pescia dopo un anno di stop. Nell’occasione abbiamo preparato la gara nel migliore dei modi e alla lunga il nostro lavoro è stato premiato. Il nostro obiettivo rimane comunque arrivare ai play-off e tra le avversarie la più tosta nel nostro girone mi pare sia il Viva Volley».
LA DURA VITA DELL’ALZATRICE
«Noi palleggiatrici siamo un po’ il pilasto della squadra perché se vedo che l’attaccante non riesce a metter palla in terra mi colpevolizzo. La palla infatti deve essere precisa e su qualche attacco sbagliato mi dispiace. In passato ci sono stati dei rimproveri per alcune alzate sbagliate, ma da quelli sono cresciuta, cogliendo sempre il lato positivo. Il segreto? La chiave è dimostarsi anche esternamente sempre sicura di te e non trasmettere la mia ansia anche alle altre, sennò è la fine!».
«Con il passaggio da Santa Croce a Buggiano ho subito una maturazione sotto il punto di visa mentale e caratteriale. Prima infatti quando le cose si mettevano male nel set mi abbattevo, incidendo anche sulle mie prestazioni; ora invece sono la prima a rianimare le compagne. Entrare in un gruppo esperto con tante ragazze navigate e più grandi non è mai facile, ma qui le veterane si sono dimostrate subito delle persone alla mano con le quali è molto facile lavorare».
«L’emozione più grande da quando sono a Buggiano riguarda proprio l’ultima gara pre-Covid quando siamo riuscite a strappare due set all’Ambra Cavallini Pontedera che oggi milita in B2. L’emozione più grande in assoluto invece riguarda la finale regionale Under 18 contro Volley Art Firenze. Loro sulla carta erano più forti di noi e questo ci ha fatto giocare più sciolte. La calma e la pazienza inoltre ci hanno permesso di riportare a casa un’inattesa vittoria per 3-0 che ha chiuso alla grande il mio percorso nel giovanile».
OLTRE IL VOLLEY
«La pallavolo rimane la mia più grande passione che divido con lo studio delle lingue. Infatti da settembre mi sono iscritta a Lingue e letterature straniere all’Università di Pisa. La mia passione rimane viaggiare e infatti le due lingue scelte all’università mi descrivono totalmente come lo spagnolo e l’inglese. La prima grazie al fascino subito dalla Spagna in seguito ad un mio viaggio da piccola mentre l’altra riguarda le due nazioni che sogno di visitare come Stati Uniti e Inghilterra».
«Prima della partite sono parecchio tesa e solo ascoltare Tiziano Ferro riesce a tranquillizzarmi. Il suo pezzo Lo stadio nello stesso momento mi calma e mi da la giusta carica per scendere sul parquet. Se però dovessi collegare la mia squadra ad un film non ho dubbi: Una stagione da ricordare del 2018. Prendo infatti come esempio quella squadra di volley che nonostante le difficoltà riuscì a compattarsi e a dimostarsi unito dentro e fuori dal campo, finendo per vincere la gara decisiva».
«Come mi vedo tra 10-15 anni? Spero sempre sui campi da pallavolo, con la stessa forza e lo stesso entusiasmo che ho ora. Questa è una passione che fino ad oggi sono riuscita a conciliare con tanti impegni: sarei felice di portarla avanti anche in futuro insieme all’attività lavorativa. Il mio sogno sarebbe quello di debuttare in B1, campionato che guardo spesso e mi attrae. Una maglia su tutte? Quella di Castelfranco è la più affascinante…».



