Final Eight di Coppa Italia a Firenze: trionfa la Fiat Torino

FINAL EIGHT SERIE A 2018: QUARTI DI FINALE

Prima giornata da grandi sorprese al “Mandela Forum”: vanno fuori la capolista di Serie A, la Sidigas Avellino, che sbanda paurosamente poi si salva in extremis ma deve alzare bandiera bianca all’overtime con Cremona ed i Campioni d’Italia di Venezia che rianimano l’agonizzante Fiat Torino. In finale, quindi, ci sarà di sicuro una sorpresa ma potrebbero non finire qui perché la seconda giornata si apre con il clamoroso ko di Milano che si fa umiliare da una Cantù cinica come non mai nonostante le defezioni di Crosariol e Culpepper. Ultima a strappare il pass per le semifinali è Brescia, che batte Bologna e “salva la faccia” in quanto unica delle prime quattro a proseguire la corsa.

MILANO – CANTU’ 87-105

E’ davvero una Coppa Italia clamorosa al Mandela Forum perché, dopo quanto successo nella prima giornata, il copione va avanti anche venerdì 16 febbraio con l’EA7, grande favorita dopo l’uscita di Avellino, che sbanda paurosamente contro una Cantù che deve giocare senza Crosariol e Culpepper, per strada perde anche Thomas ma sfodera una prestazione maiuscola sorretta da oltre 1000 tifosi a Firenze.

Milano va in difficoltà fin dal primo momento di fronte al 4/8 da 3 di Cantù sorretta da un Chappell sontuoso ma, soprattutto, coach Pianigiani non si aspettava certo una partita da fenomeni di Salvatore Parrillo e Giacomo Maspero. Cantù già avanti di 10 alla fine del primo quarto sul 18-28 ma le cose vanno ancora peggio nel secondo quarto con Cantù che va al riposo con 57 punti segnati col 59% al tiro. La curva degli Eagles spinge come non mai, con rappresentanza anche montecatinese, e nemmeno dopo l’intervallo Milano riesce mai a cambiare ritmo e riavvicinarsi sotto la doppia cifra di distanza dalla squadra di Sodini che così festeggia un altro traguardo inaspettato. Gli unici che danno un po’ di ritmo per Milano sono Goudelock e Theodore, che però arriva presto a 4 falli, ed è troppo ad intermittenza Kuzminskas che straperde il duello con Burns. E così Cantù acchiappa la semifinale, per Milano il rischio di una nuova annata disastrosa.

MILANO: Goudelock 23, Micov 7, Tomba ne, Pascolo 6, Kuzminskas 10, Cinciarini 9, Cusin 4, Abass 3, Theodore 16, Bertans 6, Jerrels, Gudaitis 3. All.: Pianigiani.

CANTU‘: Smith 23, Pappalardo ne, Cournooh 12, Parrillo 12, Tassone, Crosariol ne, Maspero 9, Raucci, Chappell 19, Burns 14, Thomas 16. All.: Sodini

ARBITRI: Lanzarini, Weidmann, Vicino

PARZIALI: 18-28, 38,57, 63-80

BRESCIA – VIRTUS BOLOGNA 97-83

Nell’ecatombe di teste di serie di questi quarti di finale, l’unica che salva le penne è la Germani Brescia che in maniera autoritaria stende la Virtus Bologna che torna al di la dell’Appennino con le pive nel sacco assieme ad oltre 2000 bianconeri al seguito al Mandela Forum. Il 97-83 è punizione decisamente pesante certificata dal 120-73 di valutazione complessiva che la dice lunga sulla prova corale di Brescia che ora sfiderà Cantù per tentare di entrare in finale e recitare l’incomodo ruolo di favorita.

Primi 20′ abbastanza in equilibrio anche se Brescia dà due strattoni forti, il secondo dei quali la porta negli spogliatoi sul 46-37 dopo un 11-3 molto pesante da digerire per la Virtus che tira anche discretamente ma perde per strada, causa stiramento, Alessandro Gentile. Troppo pesante la sua assenza per la truppa di Ramagli (che deve dare 9′ anche al giovanissimo Pajola) nonostante la Segafredo ci creda in apertura di ripresa portandosi anche ad un solo possesso dopo le triple di Lafayette e Ndoja. Brescia si affida alla serata di grazia di Luca+Michele Vitali (37 punti in 2), spreme Lee Moore e trova 10 punti da un inaspettato Traini. Dopo il 68-56 del 30′ la strada è tutta in discesa per Brescia che già a 4′ dalla fine ha le braccia alzate verso la semifinale.

BRESCIA: Moore 22, Hunt 8, Mastellari, Vitali L. 20, Landry 8, Ortner 2, Traini 10, Vitali M. 17, Moss 6, Sacchetti 4. All.: Diana

V.BOLOGNA: Gentile A. 11, Umeh 11, Pajola 2, Baldi Rossi 5, Ndoja 12, Lafayette 14, Gentile S. 2, Berti ne, Lawson 17, Slaughter 9. All.: Ramagli

ARBITRI: Lo Guzzo, Baldini, Bartoli

PARZIALI: 26-17, 46-37, 68-56

AVELLINO – CREMONA 82-89

Il 20-8 del primo quarto timbrato Ndiaye, massimo vantaggio della truppa di Sacripanti, sembra essere di buon auspicio per i 600 avellinesi presenti al “Mandela Forum” ma giusto il tempo di prendersi un caffè e Drake Diener porta la Vanoli sul 22-28. Sembra impossibile ma sarà un match che vivrà di continui break e contro-break. Avellino avanti anche a 4′ dalla fine ma un mini-break di 0-6 ospite scava il solco (grande match, finalmente, per Sims in odor di taglio, Kelvin Martin e Drake Diener) che viene rintuzzato da 5 punti in fila di Jason Rich (30 per lui con 13/19 ai liberi) che vale il 74 pari dell’overtime. E’ sempre Rich a caricarsi i suoi sulle spalle, 82-80, ma negli ultimi 2′ Avellino non segna più e Cremona con i liberi e la giusta caparbietà di Kelvin Martin trova il bis della semifinale 2016.
AVELLINO: Zerini, Wells 2, Fitipaldo 5, Sabatino ne, Leunen 2, Scrubb 2, Filloy 6, D’Ercole 12, Rich 30, Fesenko 19, Ndiaye 4, Parlato ne. All.: Sacripanti
CREMONA: Johnson-Odom 18, Martin 11, Gazzotti ne, T.Diener, Ricci 12, Ruzzier 5, Portannese ne, Fontecchio 5, Sims 16, D.Diener 19, Milbourne 3. All.: Sacchetti
ARBITRI: Sahin, Bettini, Morelli
PARZIALI: 22-18, 40-32, 53-51, 74-74

VENEZIA – TORINO 60-72

Su 6 tentativi, Venezia per ben 6 volte esce sempre al primo turno della Final Eight di Coppa Italia: una maledizione che accompagna i lagunari anche quando hanno lo scudetto cucito sul petto e che consente di rianimare una Fiat Torino che si presentava a Firenze con tensioni, spogliatoio spaccato, giocatori sul piede di partenza e allenatori (nella fattispecie Galbiati) alla seconda partita da professionisti in Serie A.
E invece il primo quarto “horribilis” di Venezia che chiude sotto 4-21 (1/17 dal campo con Daye e Johnson irritanti) indirizza la partita verso il Piemonte con la Fiat che trova tantissimo da Deron Washington, anche lui sulla lista dei partenti, mentre Patterson è in jeans e maglietta a vedere l’effetto che fa. La Reyer tenta una timida reazione nel secondo periodo ma dall’11’ al 30′ in tutto recupera soltanto 2 punti nonostante un positivo Michael Watt (19+11). E’ lui, e la fiammata serale di Haynes (3/13 dal campo in 32′ di utilizzo) a far rientrare Venezia: 46-60 al 30′, 60-65 al 35′ ma da lì in poi l’Umana non segna più. Non che Torino faccia meglio visto che per 3′ c’è la sagra dell’orrore ma i liberi di Mbakwe e Boungou Colo ridanno quel minimo di sicurezza ai piemontesi per vincere. E ora, nella semifinale con Cremona, tutto può succedere.

VENEZIA: Haynes 9, Peric 8, Johnson 3, Bramos 8, Tonut 1, Daye 6, De Nicolao 6, Bolpin ne, Ress, Biligha, Cerella, Watt 19. All.: De Raffaele

TORINO: Blue 4, Garrett 17, Vujacic 2, Poeta 4, Boungou Colo 9, Washington 11, Jones 8, Mazzola 9, Tourè ne, Mittica ne, Akoua ne, Mbakwe 8. All.: Galbiati

ARBITRI: Biggi, Sardella, Caiazza

PARZIALI: 4-21, 29-44, 46-60

Redazione PtSport
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