Floriano ci ha lasciato lunedì a 70 anni. Ha lanciato col suo team Casagrande e Popovych ed ha seguito anche il calcio col suo amato Quarrata
Quarrata piange la scomparsa di Floriano Gemignani, grande figura del mondo dell’imprenditoria e dello sport. Floriano, da tempo affetto da problemi di salute, s’è spento all’età di 70 anni. Il suo nome, col marchio Casa Selezione, era divenuto molto noto nel settore dei mobili quarratino e soprattutto nel mondo sportivo.
LA PASSIONE PER LA BICICLETTA
Gemignani infatti era molto appassionato di calcio e di ciclismo, disciplina in cui ha raccolto le principali soddisfazioni. Floriano, insieme all’amico e collega Fabio Mengoni della Vellutex, mosse i primi passi nel mondo delle due ruote nel 1985, con la nascita dell’U. C. Casini.
In seguito ha fondato il team “Casa Selezione – Vellutex”, in cui Gemignani ha visto crescere e vincere molte sue promesse. Tra queste, la firma più prestigiosa è stato Francesco Casagrande, che col team di Floriano ha vinto nel 1990 il GP Ezio Del Rosso e nel 1991 il Giro d’Italia Under-23. Dopo l’asso fiorentino la squadra ha continuato la sua tradizione soprattutto con Jaroslav Popovych, iridato under-23 nel 2001 e poi asso ma senza continuità tra i pro dal 2002 (terzo al Giro 2003 ed importante scudiero di Armstrong e Contador).
IL RICORDO DEL SUO QUARRATA
Floriano, insieme alle due ruote, ha inoltre coltivato la passione per il pallone, legandosi per tanto tempo al Quarrata. Proprio la società che tanto adorava, col presidente Vasco Gori, ci ha lasciato un sentito ricordo: «Se ne va una grande persona. Purtroppo questo periodo continua a darci dolori; sembra davvero non finire mai. Floriano ci ha sempre supportato al meglio, senza farci mancare nulla. Anche se negli ultimi anni s’era defilato, per motivi di salute, non aveva mai smesso di sostenerci e ci veniva spesso a trovare volentieri. Per lui il ciclismo e il pallone erano molto più di una passione. Era sempre un piacere ragionare di sport con lui. Uno come lui non rinascerà più. Riposa in pace, Floriano!».


