Fabbri sta conducendo il Maliseti ai piani alti del Girone A di Promozione: «Il campionato è durissimo ma vogliamo continuare a divertirci»
di Roberto Grazzini
Quell’espressione di perenne sofferenza, il fisico asciutto, barba e capelli lunghi, stile anni 70, con tanto di laccio sulla fronte, oltre ai tratti morfologici, ricordano parecchio Ted Neealy, il “Jesus Christ Superstar” del capolavoro cinematografico di Norman Jewison nonché splendido musical. All’inizio i difensori non gli davano grande considerazione, proprio in virtù di questo aspetto dimesso. Ma ben presto si dovevano ricredere. Francesco Fabbri, classe 1983 da Agliana, oltre a fare tanti gol importanti (oltre 160) in una lunghissima carriera e prolifica carriera, soprattutto in Eccellenza e Serie D, era una costante spina nel fianco per le retroguardie altrui, andando a pressare i poveri difensori di turno.
Ed è quanto vuole adesso dagli attaccanti del Maliseti, club dove ha chiuso la carriera di giocatore ed iniziato quella da allenatore da un paio d’anni. Anche in panchina sta dimostrando indubbie qualità sia sul piano tecnico-tattico che umano. Il suo Maliseti, attualmente quarto in graduatoria nel girone A di Promozione persa la gara inaugurale di campionato, ha messo in fila ben 10 risultati utili battendo sia Quarrata che Ponte Buggianese, le due squadre più accreditate per la vittoria finale.
Mina vagante , squadra rivelazione o pericoloso terzo incomodo? Probabilmente tutte le tre cose; ma Fabbri glissa così lo scomodo quesito «Intanto veniamo da due pareggi con le ultime della classe – sottolinea – a dimostrazione che questo è un girone impegnativo e che non c’è niente di scontato. Noi siamo contenti di quanto stiamo facendo ma poi alla fine determinati valori verranno fuori».
Ma allora chi lo vince il campionato? «Il Ponte di Petroni ha molte soluzioni là davanti e questo fattore alla fine potrebbe essere determinante Però il Quarrata è la classica squadra di sostanza e mister Agostiniani non è certo l’ultimo arrivato. E’ una bella lotta”. Un torneo con tanti trainer , per così dire, diversamente giovani. Sei d’accordo ? «La passione, l’entusiasmo e l’acume non hanno età – replica pronto – E’ l’esperienza la variabile di cui tenere di conto. Io so che ho ancora molto da imparare. Sotto questo profilo ad esempio credo che Marco Giannoni presidente della Lampo, abbia fatto un ottimo affare prendendo Gigi Sarti come tecnico, poco conosciuto nella provincia pistoiese ma che nell’hinterland fiorentino ha fatto grandi cose con poco».
Larcianese volta pagina e si affida a Cerasa, Che ne pensi? «Premesso che Benesperi è un amico e vedendo il calendario non impossibile la dirigenza poteva aspettare . Probabilmente avranno tenuto conto pure della pausa che può aiutare chi deve resettare e dare nuove direttive». Meridien troppo indietro ? «Ha in rosa giocatori che gli altri non hanno, su tutti Ghelardoni e Foresta. Sempre temibile». Ti sento aggiornato , vecchio bomber….«Questo cosa degli anticipi al sabato è stata una bella idea. Se non giochi cerchi di conoscere meglio i tuoi avversari» . Buon lavoro, mister.



