Un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Non tanto per la prestazione in sé, quanto per il momento della stagione e per quello che rappresenta nella corsa al vertice
Lo 0-0 di Sesto San Giovanni frena, e non poco, la rincorsa della Pistoiese. La classifica oggi dice -3 dal Desenzano e -2 dal Lentigione, con lo scontro diretto ancora da giocare. Margine ridotto, certo, ma non ancora definitivo. Perché il calcio, soprattutto in questo periodo dell’anno, ha dimostrato più volte di non seguire copioni scritti. È anche vero, però, che da questo momento in poi non sarà più tutto nelle mani degli arancioni. Lo ha detto chiaramente Biagi nel post gara: servirà vincere e poi guardare gli altri. Tre partite, tre battaglie, senza più margine d’errore.
E qui entra in gioco un altro aspetto. Pensare di vincerle tutte era difficile, quasi impensabile. Non impossibile, ma fisiologicamente complicato. Anche perché il percorso della Pistoiese, da quando è arrivato Lucarelli, resta comunque di altissimo livello. Una rincorsa costruita settimana dopo settimana, che ha riportato la squadra dentro un campionato che a inizio inverno sembrava indirizzato altrove. Poi ci sono gli avversari. E la Pro Sesto lo ha dimostrato. Squadra organizzata, che gioca a calcio, con individualità importanti e con un’identità precisa. Partite come questa, in questo momento, non sono mai scontate.
C’è anche un altro fattore, meno tattico ma altrettanto reale: l’arancione. Un colore che metaforicamente è diventato come il rosso per i tori. Affrontare la Pistoiese, oggi, è infatti una sfida nella sfida. Lo si percepisce, lo si vede negli atteggiamenti, lo si è sentito più volte anche nelle parole di Lucarelli. Battere gli arancioni è qualcosa che, per gli altri, vale sempre un po’ di più. Adesso, però, non serve guardare troppo lontano. Servono risposte immediate. La situazione si è complicata, ma non è compromessa.
Già nella prossima giornata possono arrivare segnali importanti: il Desenzano sarà impegnato sul campo dell’Imolese, in piena lotta per la salvezza, mentre il Lentigione affronterà il Progresso, altra squadra coinvolta nella zona playout. Partite tutt’altro che semplici. La Pistoiese, però, dovrà fare quello che sa fare meglio: guardare a sé stessa. Ripartire subito dalla sfida interna contro il Tropical Coriano, vincere e poi attendere. Tre partite, tre battaglie.
C’è però anche un aspetto tecnico da non sottovalutare. A Sesto San Giovanni si è vista una squadra meno brillante del solito. Della Latta, per esempio, non è apparso al meglio, così come Russo che non ha inciso come nelle ultime uscite. Poi c’è l’ assenza di Rizq che ha tolto soluzioni, anche se Pinzauti ha dato e sta dando garanzie. In generale, è mancata un po’ di qualità negli ultimi metri, con poche occasioni realmente pericolose costruite. Serve ritrovare brillantezza, energie e soprattutto quella capacità di incidere che aveva caratterizzato le ultime settimane. Ora più che mai, servirà fare quadrato. Perché la corsa si è complicata, è vero. Ma non è finita.




