Dopo l’assenza a Tokyo, la Gabbrielleschi guarda già alle prossime Olimpiadi, e ammette amareggiata: «A Pistoia si considerano solo calcio e basket»
La regina dei mari ha ritrovato medaglie ed onori in Ungheria. Là dove tutto era cominciato, con il primo podio con l’Italfondo dei grandi ai Mondiali del 2017. Là dove, passando dalle acque del Balaton a quelle dell’artificiale Lago Lupa, poco meno di un mese fa Giulia Gabbrielleschi si è confermata un punto fermo della Nazionale italiana in acque libere. Conquistando l’argento nella 5 km e uno storico oro con la staffetta mista. In verità dal 2017 ad oggi, la fondista pistoiese è salita sul podio in tutte le manifestazioni internazionali disputate, eppure l’avvicinamento all’europeo magiaro non era stato affatto facile.
LE PAROLE DI GIULIA GABBRIELLESCHI
«E’ stato un periodo mentalmente pesante- ci dice Giulia Gabbrielleschi col sorriso ritrovato, che incornicia le due medaglie riportate dall’Ungheria- ti interroghi, ti chiedi se stai facendo le cose giuste, se ne vale la pena». Con i dubbi dell’ex enfant prodige della Nuotatori Pistoiesi, la pandemia c’entra , c’entrano i suoi effetti tra cui la mancata riapertura degli impianti a Pistoia dopo la fine del primo lockdown, ma la salita era iniziata prima. L’esclusione per scelta tecnica dalla 10 km olimpica ai Mondiali coreani del 2019 e, quindi, la perdita a tavolino della possibilità di qualificarsi ai Giochi di Tokyo era stata «un brutto colpo» racconta Gabbrielleschi.
«Da lì abbiamo pensato di provare a fare il tempo nei 1500 stile ma è arrivato il lockdown e ha cambiato i piani- continua la fondista tesserata anche per Fiamme Oro Napoli– siamo stati sfortunati perché la piscina Boario era stata chiusa e lo è stata fino a settembre, nonostante tanti nostri colleghi privilegiati in giro per l’Italia si allenassero (in virtù dello status di atleti di interesse nazionale). Così quando a giugno c’è stato il Settecolli di Roma, io non ho partecipato perché non mi ero mai allenata in acqua e Martina Caramignoli ha fatto il tempo per i 1500 prendendosi l’ultimo posto a disposizione». Il colpo di grazia su un sogno già in frantumi. Rialzarsi non è stato facile, ma alla Gabbrielleschi campionessa è venuta in soccorso la Gabbrielleschi aspirante psicologa.
«In questo periodo ho dato tutti gli esami più grossi- dice raggiante parlando dell’avvicinamento alla triennale come base per virare all’amata specializzazione in Criminologia – ho cercato di occupare il tempo e la testa e tornando in acqua, dagli italiani della scorsa estate, ho iniziato a dedicarmi solo al fondo».
E’ domando le onde che Gabbrielleschi, 25 anni il prossimo 24 luglio, è pronta a rilanciare la sfida olimpica. «Un sogno che mantengo- dice la fondista pistoiese- le prossime saranno tra tre anni, sono vicine visto lo slittamento di Tokyo e per noi nel fondo le qualifiche si chiuderanno nel 2023. Mi aspetta un biennio di fuoco».
Parole dette con la grinta di chi non molla nonostante il pensiero di vedersi le gare di Tokyo in tv non sia proprio il pensiero migliore per la buonanotte. Anche se in Giappone ci saranno i suoi compagni di squadra con cui sta facendo crescere la staffetta lunga: dalla pratese Rachele Bruni (unica italiana nel fondo a Tokyo), a super “Greg” Paltrinieri e Domenico Acerenza, vicecampioni mondiali nella 4X1250 e da poche settimane sul tetto d’Europa.
«Siamo molto uniti- dice Gabbrielleschi in preparazione agli italiani di fondo che scatteranno a Piombino dal prossimo 14 giugno- nel fondo siamo abituati a stare soli in acqua, a fare ognuno per sé ma la staffetta è una gara che ci carica e ci dà adrenalina».
Emozioni che Giulia Gabbrielleschi, in scia dei tanti azzurri usciti dalla “cantera” della Nuotatori che Massimiliano Lombardi ha coltivato nonostante gli spazi stretti e datati della “Boario” , fa vivere ad una città ancora freddina con i suoi campioni. «Sembra che esista solo il calcio e il basket a Pistoia- dice la nuotatrice più amareggiata che polemica, dopo giorni in cui il silenzio istituzionale ai suoi successi ha fatto rumore- ad allenarci in emergenza ci siamo abituati, da quando sono piccola ci viene promesso un nuovo impianto ma io penso che nella mia carriera non nuoterò in una vasca da 50 metri a Pistoia».



