L’ex giocatore della Nazionale e del Pistoia basket Giacomo Galanda ha scritto un messaggio sulla sua pagina Facebook lanciando un appello alla società biancorossa. Obiettivo? Rinnovare e ripartire
Giacomo Gek Galanda non ha paura di dire quello che pensa e più volte lo ha dimostrato. Oggi è tornato nuovamente a parlare, scrivendo un lungo messaggio sulla sua pagina Facebook, della situazione del Pistoia basket e di quello che, secondo lui, dovrebbe fare la società a cui sta a capo Capecchi.
Secondo l’ex numero 10, l’organico pistoiese dovrebbe ispirarsi ad alcune realtà (come per esempio Cremona) che sono riuscite a rinascere dalle proprie ceneri nel giro di pochissimo tempo. Ecco qui di seguito le sue parole:
“Vivo ormai a Pistoia da 8 anni e sono fiero di raccontare che questa è stata una bellissima ed importante parentesi della mia carriera da giocatore prima e da dirigente poi.
Ora da ex, e tutt’ora tifoso, mi fa veramente male, come a tutti qui intorno, vedere la posizione con cui il PTBK2000 finirà questa stagione: l’ultima.
Non mi sono mai permesso, e non lo farò nemmeno ora, di intromettermi o criticare pubblicamente la squadra lo staff ed il gioco in campo, perché credo che nessuno voglia giocare male o perdere apposta. Ovvio. Ma credo anche che quest’anno non si commetta peccato ad affermare che abbiamo giocato peggio di tutte le altre squadre viste in campionato. È un dato di fatto e la classifica non mente.
Non parlo di retrocessione perché con le situazioni finanziarie di molte squadre non è dato a sapere se tutti avranno la forza di iscriversi alla LBA il prossimo anno.
Non farò morali, che non servono a nessuno… la società che si è dimostrata effettivamente volonterosa di rinnovamento, deve dare però una risposta guardando ai modelli virtuosi e a questi ispirarsi.
Ne cito uno:
Vanoli Cremona soli 2 anni fa= retrocessione+ripescaggio
-investe su Sacchetti
-costruisce un progetto con un programma
-organizza e da chiari compiti societari
-lancia giocatori giovani ed italiani
-attua il 5+5 e ci guadagna
-costruisce leadership e rispetto dei ruoli in campo
Risultato: vince la Coppa Italia ed è la squadra che gioca meglio in campionato.
Ora non è sempre tutto così facile e semplice, ma a fronte di una parità di budget io non vedo altre strade se non quelle di non disperare ma al contrario rimboccarsi le maniche per finalmente costruire un vero progetto serio ed innovativo.
Troppo spesso si è avuto paura di perdere il feeling col pubblico. I tifosi al palazzetto ci sono e ci saranno. Lo hanno dimostrato in una stagione come questa sostenendo la squadra fino in fondo e anche oltre.
Le tempeste arrivano ed è li che si misura quanto si è forti”.



