Il presidente di LBA, Umberto Gandini: «Lavoriamo affinché si possa un giorno riprendere a giocare questa stagione»
La domanda che molti appassionati di basket si continuano a fare in queste settimane di grande caos è la seguente: «questa stagione verrà portata a compimento, sì o no?». In molti sono scettici sulle reali possibilità che la risposta al quesito sia positiva, ma Umberto Gandini, presidente di LBA, non sembra intenzionato a mollare. «Lavoriamo affinché si possa un giorno riprendere a giocare questa stagione. Non c’è nessun tentativo di anticipare la situazione o le decisioni del Governo. Dall’inizio, grazie ad una decisione lungimirante condivisa con il presidente della FIP Gianni Petrucci, abbiamo deciso di sospendere il campionato», ha spiegato l’ex dirigente di Milan e Roma, protagonista in giornata di un conferenza stampa via streaming.
Una certezza, anzi un paio, ce ne sono però. «Ribadiamo che la nostra data ultima è il 30 giugno, entro cui finire la stagione. E dunque sappiamo che dobbiamo rinunciare ad alcune condizioni. Non abbiamo ancora deciso cosa sarà di questa stagione. Ognuno ha un’opinione, anche perchè abbiamo diversi numeri di partite per ogni squadra. L’unica convinzione è che se dobbiamo ragionare da un punto di vista sportivo, il momento zero resta il girone d’andata – ha sottolineato Gandini – Cosa farne, non lo sappiamo ancora, ma non possiamo pensare di ragionare su una classifica con gare giocate differenti».
E sull’ipotesi di giocare a porte chiuse? «Noi lavoriamo in un ambiente che ha notevoli ricavi da botteghino e sponsorizzazioni. È lapalissiano l’impatto negativo delle porte chiuse. Ci sono due fronti in Lega: una parte che dice che non possiamo permetterci di giocare a porte chiuse, sarebbe un’ulteriore sconfitta; dall’altra c’è chi dice che, con le sicurezze del caso, se l’obiettivo è portare a termine la stagione dobbiamo farlo anche a porte chiuse. Al momento una decisione non è stata presa e non può essere presa a cuor leggero. La cosa più saggia sarà valutare i pro e i contro e adeguarsi».



