Gema, l’ottovolante pavesino alla fine è amaro: termali battuti 75-73

Dopo il pessimo inizio di gara la Gema ribalta tutto, ma nel finale due errori di Laganà – il migliore dei suoi – fanno trionfare Pavia

Cade a Pavia una Gema che dopo il pessimo inizio aveva saputo rialzare la testa e ribaltare un match stregato. I padroni di casa infatti dopo un ottimo avvio e delle incredibili percentuali dalla lunga distanza sembravano essersi sciolti. Nel finale però le scelte dei lombardi sono risultate più precise e nei momenti delicati la maggior determinazione ha pagato. Ottimo inserimento di Laganà e Di Pizzo anche se il primo nel finale sbaglia due appoggi che avrebbero orientato il match diversamente.

RISO SCOTTI PAVIA-GEMA MONTECATINI TERME

Inizio in difficoltà per la Gema che va subito sotto 5-0 grazie a De Gregori e Abega. Sempre l’omonimo del cantante si prende una signora tripla prima che Laganà segni il suo primo canestro con la maglia rossoblù dalla lunetta. Dopo 4 minuti è 13-4 e Angelucci giustamente non ci sta. Laganà si sblocca dal campo, ma Giampieri e Coviello rispondono con due triple per il 19-6. Infante e Laganà fanno il loro, ma le mostruose percentuali lombarde portano al 22-10. Più in difficoltà i locali nel costruire le azioni, ma finché entrano le triple sono guai per i termali. 28-13 dopo 10′ è emblematico.

L’azione insistita di Infante apre il secondo quarto, ma il secondo fallo di Savoldelli e l’antisportivo a Marengo sottolineano ancora poca attenzione rossoblù. Doppiati già dopo 11 minuti i termali sul 32-16. Il break di 7-0 per i pavesi tocca un 38-16 grazie al meraviglioso feeling da fuori area. Neri fa 2/2 dalla lunetta e Di Pizzo si sblocca da sottocanestro. Sbagliano tanto i locali da due e Laganà si dimostra infallibile nei liberi, ma finché Pavia riesce a passare da 3 la situazione non è rosea. Menomale c’è Laganà che dopo un ottimo quarto personale tocca quota 19 punti. Gema molto morbida sulla prima linea che però a fine quarto si avvicina a -10 sul 48-38.

Iniziano morbide le due squadre e calando le % da tre per i pavesi il match rimane equilibrato. Il pressing su Laganà diventa più asfissiante e Di Pizzo è veramente ciò che mancava alla formazione di Angelucci. Il diciottesimo punto di Coviello non poteva che essere una conclusione da tre per il 57-46. A livello di falli De Gregori tocca già quota 4 a più di 13 minuti da giocare. Savoldelli sugli scudi riporta i suoi a -8 , ma tra topiche arbitrali e una combine tra Cocco e Gallizzi rimane indietro la compagine ospite. Servono i 5 punti in un battibaleno di Neri e Duranti che a 10′ dalla fine rendono la gara più avvincente: la Gema è dietro, ma soltanto 61-54.

Neri infiamma la parte termale del Palaravizza portando i suoi sul 61-56. Un tecnico fischiato proprio al numero 33 non sposta gli equilibri e ancora Neri riporta i suoi a -4 e allora lo specialista Laganà fa -2 dalla lunetta. Chi se non Neri può ribaltare le sorti del match con una tripla paurosa per il parziale dell’1-13 a cavallo dei due mini-tempi? Un arbitraggio che scade di livello rischia di condizionare il match. Duranti e Di Pizzo si prendono spazi importanti allungando +6 a 5′ dal termine. Menomale che sul fronte opposto i pavesi hanno spento la luce, con le 8 palle perse d’incertezza. Gallizzi interrompe il digiuno di punti lungo 5 minuti e con un 7-0 Pavia ribalta 69-68 grazie alla tripla di Coviello. Abega su un gran lavoro di Gallizzi fa 72-68 poi Di Pizzo e la tripla di Savoldelli fanno 72-73. Ancora Gallizzi da sotto poi dalla lunetta nei concitati attimi finali in cui Savoldelli sbatte sul ferro e vince Pavia.

IL TABELLINO DI PAVIA-GEMA 75-73

Pavia: Gallizzi 14, Bedini 2, Coviello 21, Abega 8, Giampieri 11, De Gregori 8, Cocco 2, Oboe 8, Trovarelli, Potì NE, Lebediev NE. Allenatore: Mazzetti.

Gema: Savoldelli 9, Duranti 6, Infante 5, Neri 12, Laganà 22, Di Pizzo 12, Molteni 2, Marengo 1, Digno 4, Ghiarè NE, Cellerini NE, Albelli NE. Allenatore: Angelucci.

Arbitri: Licari e Lilli

Parziali: 28-13; 20-25; 13-16; 13-19

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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