Gema, parla Cardelli: «Caro Laganà, non è andata come dici tu»

L’ex presidente della Gema Giampiero Cardelli risponde alle esternazioni di Laganà: «Lui a Montecatini è stato trattato come un re!»

Dopo le pesanti dichiarazioni di alcuni giorni fa dell’ex giocatore della Gema Montecatini Marco Laganà riguardo alla fine del suo rapporto con la società termale, a prendere la parola stavolta è il numero uno uscente Giampiero Cardelli. Presidente da 42 anni tra Monsummano e Montecatini, Cardelli ci tiene fin da subito a mettere i punti sulle i: «Sono tante le inesattezze che Laganà ha fornito durante la sua dichiarazione esternata prima sui social e poi ad alcune testate».

Così come il play calabrese, anche Giampiero parte dal principio: «Lui parla di un accordo di 3 anni, il famoso 1+2, ma non esiste. L’unico accordo era di approdare alla Gema a gennaio per finire la stagione. Solo in un secondo momento avremmo parlato di un prolungamento». Una fase delicata quella di fine 2022 sia per la Gema che per Laganà stesso: «Noi eravamo in grosse difficoltà in classifica» ammette Cardeli «e Marco arrivava dalla pessima esperienza di Firenze in cui aveva riscosso solo una mensilità».

Ecco che Cardelli decide di tentare di “coccolare” il giocatore: «Trattai soltanto con Marco il quale mi aveva rassicurato di non avere il procuratore. Ecco perché con una grande dose di magnanimità decido di pagargli anche lo stipendio di dicembre, anche se veniva tesserato soltanto da gennaio. Improvvisamente dopo la firma ecco spuntare il procuratore che mi ha intimato di pagare dato che aveva un contratto con Laganà almeno fino al settembre 2023. Onde evitare di andare per vie legali ho deciso quindi di versare una percentuale anche al procuratore, passando le spese prima però di mano a Marco, cosa che lui non può assolutamente negare».

A febbraio ecco i primi dolori e il giocatore lamenta un infortunio: «Sorto il suo problema con una tac, il giocatore sceglie di non operarsi ora, ma a fine stagione. Ribadisco: una scelta di sua spontanea volontà! La società non può assolutamente costringere un giocatore a non operarsi e così non abbiamo fatto noi, lasciandolo scegliere. Marco quindi conclude la stagione giocando con il polso fasciato, assumendo alcuni antidolorifici e a fine campionato viene fatto visitare a Firenze in una nostra clinica di fiducia».

Su com’è andata dopo le versioni differiscono ancora: a un Laganà che ammette di esser quasi costretto a doversi operare a Torino, per Cardelli invece: «Marco ha scelto di sua spontanea volontà l’operazione a Torino e in quel caso si sarebbe dovuto pagare l’intervento di tasca sua dato che la clinica era diversa da quella scelta della società. Nonostante tutto, alla fine dell’operazione viene deciso di rimborsargli il costo complessivo ammontante a 6.500 euro. Se la somma più corposa dell’assicurazione (5000 euro) Laganà se farà accreditare dopo il certificato di guarigionea l termine della riabilitazione, i rimanenti 1500 euro sono già arrivati a fine luglio sul conto corrente di Marco».

«A fine stagione poi è arrivato il cambio di proprietaria e io non c’entravo più niente nelle questioni della nuova società, ecco perché non mi son fatto più sentire. Mi dà molto fastidio esser paragonato a personaggi come quelli di Firenze» ammette Cardelli «anche perché dopo 42 anni di presidenza io non credo di meritarmi questo trattamento, mettendomi sullo stesso piano di chi ha beffato dei giocatori quando invece nessun cestista in tutti questi anni ha potuto mai vantare un credito nei miei confronti. Dall’arrivo Marco è stato riempito di entusiasmo e gli sono stati messi a disposizione un appartamento a due passi dal centro città e ad un’auto: lui a Montecatini è stato trattato come un vero re».

«Fa male» conclude Cardelli «essermi sentito dire quelle parole sui social e poi sulle pagine di alcuni giornali. Quello che Marco ha detto e fatto è stata una grandissima mancanza di rispetto nei miei confronti. La mia verità alla fine di questa storia è dimostrabile coi pagamenti e con i fatti; lui purtroppo non può fare altrettanto».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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