Giostra dell’Orso 2018, l’attacco del Grifone a chi critica il nuovo regolamento

Durissima presa di posizione del presidente del rione del Grifone, Massimiliano Bucci, dopo le uscite pubbliche di politici ed associazioni animaliste in vista della Giostra dell’Orso 2018

Anche l’edizione 2018 della Giostra dell’Orso si porta dietro con se polemiche a non finire. Dopo l’annuncio del nuovo regolamento, che non stravolge (è bene dirlo) chissà quali norme legate alla sicurezza ma tenta di tornare a privilegiare – almeno un po’ – lo spettacolo e la competizione, si sono susseguite prese di posizione della politica e delle associazioni animaliste.

Risposte, commenti, accuse che hanno portato ad una pacata risposta da parte del Rione del Grifone, per bocca ovviamente del proprio presidente Massimiliano Bucci, che punto per punto ha risposto a tutti gli attacchi arrivati in questi giorni.

GIOSTRA DELL’ORSO 2018: LA LETTERA DEL GRIFONE

Dopo le recenti critiche sollevate da membri della ex amministrazione comunale e dalle associazioni animaliste, come Rione del Grifone, siamo a dire il nostro punto di vista ed a riportare la nostra esperienza all’attenzione dell’opinione pubblica in quanto le polemiche che ruotano intorno alla Giostra dell’orso e le argomentazioni portate avanti in più sedi cozzano in modo inequivocabile con il nostro pensiero e soprattutto con i fatti.

Veniamo accusati di maltrattamento animale, veniamo appellati come “macellai”, “cialtroni”, “pugno di rionali”, si sollevano da più parti voci di persone che sono molto brave a gridare il proprio dissenso ma che, nei fatti, non trovano riscontri.

A tal proposito, da anni attendiamo che qualche rappresentante delle associazioni animaliste che principalmente ci accusano come ENPA e LAV, per dirne solo due, o personaggi come l’ex consigliere comunale Alessandro Giovannelli, vengano a far visita al nostro centro per vedere personalmente le condizioni dei nostri animali che tanto vengono criticate ma, presumiamo, solamente “per immaginazione personale” in quanto nessuno, ripetiamo, è mai venuto a farci visita eppure ogni giorno il nostro centro è aperto e una visita non necessiterebbe neppure di un appuntamento.

Immanuel Kant, filosofo di un certo spessore, scriveva “Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta le bestie.” Ecco, venite a conoscerci e poi scrivete pagine di giornali prima di sparare sentenze che non hanno, per rimanere in tema di animali, né capo né coda.

Ne è un esempio l’articolo uscito su La Nazione riportante le prese di posizione di ENPA sulla giostra, affermazioni non veritiere, studiate volutamente per far leva sull’opinione pubblica: si parla di una riduzione dei tempi di tre secondi che esaspererebbe, a detta loro, le condizioni di agonismo e di velocità della gara. Peccato che abbiano “tralasciato” che il nuovo regolamento preveda di colpire l’orso ad ogni giro comportando questa modifica, una netta riduzione della velocità rispetto alle competizioni fino ad oggi disputate.

La diminuzione del tempo minimo libererebbe semplicemente il cavaliere da una tensione psicologica che, durante una competizione, può solo essere dannosa al cavallo rischiando di influire, e qui parlano i VERI addetti ai lavori ,sul movimento dell’animale e compromettendone la fluidità, garanzia di equilibrio e sicurezza. Dalle prove effettuate sul campo, alle quali nessuno di ENPA e altre associazioni ha partecipato, il tempo medio della nuova competizione si aggirerebbe intorno ai 28/29 secondi, ragion per cui continuare a battere sul “chiodo” del tempo è la conferma di una volontà di mistificazione dei concetti che queste associazioni sedicenti “esperte” in materia, sfruttano per ottenere consensi. Ci sembra inoltre quantomeno strano che si eluda nel loro comunicato il fatto che il cavaliere debba colpire ad ogni giro, se davvero ENPA segue così da vicino le vicende della Giostra, avrebbe dovuto saperlo, se non è così le possibilità sono due: o non sono così attenti, o lo hanno fatto volutamente falsando le notizie per altri scopi.

La sicurezza del cavallo e del cavaliere puó essere ridotta fino ai minimo termini attenendosi a regole precise di tecnica e coscienza, purtroppo la sicurezza assoluta non può esistere dal momento in cui ad un cavallo viene messa una sella sul dorso (e neppure in natura purtroppo, dove gli incidenti sono all’ordine del giorno), ma questo è un altro discorso, noi parliamo di equitazione e come nel salto ad ostacoli, nel reining, nel dressage, nelle gimkane e soprattutto nelle passeggiate, quello che possiamo fare è dare il nostro meglio per garantire il massimo del rispetto e della sicurezza degli animali, ancor prima di quella dei fantini. Ma parliamo di fatti.

Redazione PtSport
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