A colloquio con Paolo Franchini, il tecnico della Juniores dei Giovani Rossoneri: «Avevamo trovato la nostra identità: peccato per lo stop»
Un evento, l’epidemia da Coronavirus, inaspettato e pernicioso. Le conseguenze sociali ed economiche sono difficili da quantificare, anche se l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. In special modo per chi fa parte dell’universo dello sport dilettantistico: calcio compreso.
«Credo che il nostro mondo avrà grosse difficoltà a ripartire – confessa Paolo Franchini, tecnico della juniores provinciale dei Giovani Rossoneri – Se anche la Serie A sta incontrando tutte queste difficoltà non vedo come le categorie inferiori, professionistiche e non, possano riprendere a giocare. Vedo un orizzonte nebuloso: a settembre molte cose saranno cambiate».
Come le altre competizioni dilettantistiche, anche il campionato juniores provinciale è stato temporaneamente sospeso, anche se la chiusura definitiva appare imminente. Al momento dello stop, la compagine rossonera stava procedendo bene, occupando il settimo posto con una dote di 36 punti.
«Stavamo conducendo un buon campionato, a dispetto delle difficoltà iniziali – spiega Franchini, da tre anni alla guida della juniores – Il gruppo della scorsa stagione è stato totalmente rivoluzionato: molti sono saliti in prima squadra, altri si sono accasati altrove; alla ripresa delle attività avevamo soltanto quattro conferme. L’inserimento di vari ragazzi provenienti dagli allievi ha complicato ulteriormente le cose: trovare l’amalgama non è stato facile».
«Nonostante tutto, il lavoro ha dato i suoi frutti – prosegue il tecnico – Con il tempo i ragazzi hanno recepito i principi di gioco e i risultati sono migliorati: l’ultima gara contro il Quarrata capolista lo dimostra. Avevamo trovato la nostra identità: peccato per lo stop forzato».
Un laboratorio calcistico e sociale: questa la realtà della juniores. Anche quest’anno Paolo Franchini ha portato a termine il suo compito, forgiando diversi ragazzi che nel corso dell’anno hanno fatto da supporto alla prima squadra dei Giovani Rossoneri.
«Con la prima squadra abbiamo una condivisione assoluta – chiosa l’allenatore della juniores – Nel corso degli anni molti ragazzi sono entrati nel roster della prima squadra e anche quest’anno abbiamo dato il nostro contributo. Quando la squadra di Ermini ha avuto alcuni problemi di infortunio alcuni ragazzi – Chiti, Frosini, Petrucci, per citarne alcuni – hanno dato una mano sia in allenamento che nelle gare della domenica».
Quel che sarà a settembre non è dato saperlo. Paolo Franchini non fa comunque mistero di voler proseguire il percorso con i Giovani Rossoneri, cercando di migliorarsi ulteriormente.
«Da parte mia c’è la volontà di portare avanti il progetto intrapreso tre stagioni fa, tentando di raggiungere risultati ancora più importanti – conclude il trainer rossonero – Anzilotti è un dirigente appassionato e lungimirante: sono sicuro che l’attività andrà avanti. Investire sulla juniores e sui giovani potrebbe rivelarsi una politica efficace ed economicamente sostenibile».



