Giovani Via Nova, parola a mister Martinelli: «Società fantastica»

Il nuovo tecnico dei Giovani Via Nova parla della nuova avventura in Seconda Categoria: «Stiamo lavorando bene, ho un grande gruppo»

Di Roberto Grazzini

Daniele Martinelli, tecnico viareggino di scoglio indistruttibile come la fermezza del suo credo calcistico dove niente si inventa ma tutto, anche il minimo particolare può essere importante e determinante alla resa dei conti, scruta in silenzio l’orizzonte dal centro sportivo della Palagina. Da un paio di mesi è il suo nuovo quartiere generale, location ideale per pianificare l’approdo in Prima Categoria dell’ambizioso club dei Giovani Via Nova, la cui prima squadra e la formazione juniores sono sotto la gestione del vulcanico patron Gianluca Cecchini. Mister Martinelli è arrivato in corso d’opera dopo l’ottimo operato del suo predecessore Claudio Ceccarelli ereditando il primo posto in classifica ed allo stesso tempo un girone di ritorno da far tremare i polsi vista l’agguerrita e qualificata concorrenza. Ma lui non trema.

Durante lo stop forzato ha avuto modo di conoscere il gruppo, di capirne a grandi linee pregi e difetti, di prendere visione in diversi modi del girone e degli avversari. «Rispetto ai gironi del mare qui si cerca di giocare di più la palla a terra – spiega – e  l’aspetto agonistico è meno marcato. Per le caratteristiche dei singoli che ho in rosa questo è senza dubbio un bene. L’altro aspetto che mi ha favorevolmente impressionato è stato quello di vedere agli allenamenti non meno di venti giocatori presenti e disponibili ad ogni seduta oltre all’organizzazione societaria da categoria superiore». Ma parte respingere gli attacchi delle altre per mantenere la vetta come  si deve “muovere” il Via Nova? «A mio modesto avviso – replica Martinelli – il segreto sarà quello di mantenere la calma e la serenità specie nella prima impegnativa parte del girone di ritorno quando affronteremo in rapida successione quasi tutte le più accreditate rivali nella corsa alla promozione. In quel particolare frangente dovremo essere bravi a tenere botta mentalmente, fisicamente e tatticamente negli scontri diretti per poi sferrare l’assalto decisivo in primavera inoltrata col calendario, sulla carta, in discesa. Poi ci sono le variabili, quali infortuni malattie e quarantene che fronteggeremo alla bisogna».

Da buon marinaio sa che a volte è meglio assecondare l’onda che prenderla di petto a seconda del vento. La beffa della sconfitta interna per mano del Chiesanuova al debutto in panchina è stata immediatamente metabolizzata dalla vittoria sul Pol. 90 Montale. Nessun dramma e nessuna esaltazione. «Ho messo al servizio della società un bagaglio di 18 stagioni vissute intensamente, tre campionati vinti e gli insegnamenti di tecnici eccezionali sotto il profilo umano con cui  ho avuto il privilegio di collaborare. Sono convinto che ci siano tutti i presupposti per far bene però ai proclami preferisco il lavoro sotto traccia nel quale cercare di prendere il meglio da ciascun atleta per la causa comune».

Redazione PtSport
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