Giulia Cheli lascia il volley: «Mi ha dato e tolto tanto, ora sono convinta»

Giulia Cheli, bomber del Blu Volley, ha comunicato tramite i social la sua volontà di interrompere con la pallavolo: «Ma che piacere ricevere così tanti messaggi!»

Un fulmine a ciel sereno. La decisione di appendere le ginocchiere al chiodo (come si dice in gergo pallavolistico) è arrivata così: netta, decisa, dritta come una spada. E’ la stessa Giulia Cheli, opposto classe 1990 in forza al Blu Volley Quarrata, a rendere ufficiale la sua scelta di dire addio alla pallavolo giocata tramite un post sul suo canale Facebook pubblicato nella sera di mercoledì 8 aprile (poco dopo la sospensione ufficiale dei campionati da parte della FIPAV a causa dell’emergenza Coronavirus).

Di per certo uno shock per tutti gli appassionati di volley, che salutano una delle massime rappresentanti di questo sport (almeno) a livello regionale. Ma, come ha detto lei stessa, non tutti gli amori sono destinati a durare per sempre e così, dopo quasi vent’anni di passione, le strade di Cheli e della pallavolo si dividono. Vent’anni in cui, molto probabilmente, le soddisfazioni sono state molte di più delle delusioni: a partire dagli anni del giovanili, quando è stata chiamata sia per le selezioni regionali e successivamente per quelle nazionali, per sfociare poi tra le big affrontando campionati di serie C, di B2, di B1 arrivando persino a disputare i playoff per la promozione in A2. Sempre in campo, sempre da protagonista, sempre pronta ad aiutare la causa della sua squadra.

Giulia, ma sei davvero sicura di questa scelta? L’accendiamo?

«Sicurissima».

Quali sono i motivi che ti hanno portato a prendere questa decisione?

«In questo periodo di quarantena forzata ho avuto tanto modo di pensare e il fatto che la pallavolo, che ha fatto parte costantemente della mia vita per anni, non mi mancasse più di tanto è stato un chiaro segnale di quale fosse la mia volontà. Ora come ora sento davvero il bisogno di dedicarmi ad altro e con questo intendo il mio lavoro. Voglio impegnarmici a 360°, cosa che non ho potuto mai fare proprio per via del mio impegno sportivo».

Cosa ne pensi della decisione della Fipav di sospendere i campionati? Sei concorde?

«Assolutamente d’accordo. Anzi io avrei fermato prima, perché sulla salute delle persone non si scherza e ora c’è necessità di rivedere le nostre priorità. Mi auguro solo che la Fipav sia in grado di aiutare le società a ripartire, a livello economico dico, perché altrimenti molte squadre dovrebbero rinunciare a giocare e sarebbe un peccato».

Ti è dispiaciuto non aver potuto portare a termine questa stagione, visto che ora si è rivelata essere anche l’ultima della tua carriera?

«Direi di si, perché sono dell’idea che alla fine con Quarrata ci saremmo potute salvare sul campo. Essersi ritirata al termine di una stagione incompiuta mi lascia un po’ di rammarico, ma sono talmente satura che sono convinta che questa sia la decisione giusta da prendere in questo momento. D’altronde non sappiamo nemmeno quando saremmo potute rientrare in palestra e rimandare sarebbe stato troppo difficile da sopportare per me, così quando ho letto della sospensione mi sono davvero decisa e non sono pentinta di quello che ho fatto».

Nelle ultime ore sei stata inondata di chiamate e messaggi. Ti aspettavi tutto questo affetto?

«Sinceramente no. Mi sarei aspettata di creare stupore perché solo pochissime persone erano a conoscenza di questa mia volontà, ma non pensavo di ricevere così tanti messaggi. Si vede che, al contrario di quello che ho sempre pensato, ho dato molto alle persone e questo mi fa molto piacere. Non mi sono mai considerata un modello da seguire ma evidentemente nel piccolo per molti è stato così. Sono rimasta piacevolmente colpita».

Cosa ti lascia la pallavolo?

«In primis mi lascerà tante belle amicizie, perché è proprio sul campo che ho stretto quelle più importanti e quelle più durature. D’altronde quando trovi ragazze che condividono così a fondo la tua passione è più semplice che nasca un’affinità. In secondo luogo vorrei dire che è grazie alla pallavolo se ho scoperto un altro alto del mio carattere, perché nella vita quotidiana mi sento una persona completamente diversa da quella che sono in campo».

Cosa intendi?

«Sono molto timida, insicura e spesso ho bisogno dell’approvazione di qualcuno per capire se sto facendo la cosa giusta o no. In campo invece sono grintosa, mi sento padrona di quello che faccio e riesco a esprimermi come voglio. Per questo mi auguro che anche nelle sfide di tutti i giorni venga fuori questo mio aspetto caratteriale e che la cooperazione e il lavoro di squadra siano i principi alla base del mio lavoro».

Ti riferisci al tuo impegno con i bambini e i ragazzi disabili, immagino…

«Esatto! Nell’ambito del sostegno io mi affido molto al lavoro di gruppo perché per includere un bambino con disabilità bisogna fare leva sullo spirito di unione e di cooperazione. La pallavolo ci insegna che (spesso) da soli non possiamo fare niente e perciò vorrei riuscire a trasmettere questi principi anche agli altri».

Facciamo un gioco: adesso ti farò delle domande a cui devi dare una risposta secca, senza motivazione. Ci stai?

«Sono pronta!»

L’allenatore migliore che hai avuto in carriera?

«Martino Frangioni».

Il nome della squadra che porti nel cuore?

«Blu Volley Quarrata».

L’uomo, o la donna, in più?

«Alberto Benesperi».

Ultima domanda: è un addio definitivo o ci sarà speranza di rivederti in campo in futuro?

«E’ definitivo. Sono contenta di lasciare all’apice della mia carriera, dopo aver disputato l’ennesimo campionato di B1, perciò sono piuttosto sicura quando ti dico che non mi rivedrete in campo. Sarò spesso in tribuna, però, a sostenere tutte le mie ex compagne».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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