Preparare un’Olimpiade ai tempi del Coronavirus. Tra un allenamento e un’iniziativa benefica, il punto di Giulia Gabbrielleschi
Sognare giorno e notte l’Olimpiade, non vuol dire vivere una favola. In tempi di emergenza sanitaria, dirlo sembra (anzi è) una bestemmia, meno in tempi “normali” perché impone sacrifici notevoli.
Vuol dire impegnarsi ogni giorno, dimenticare di avere ventitrè anni, gettarsi a capofitto negli allenamenti senza distrazioni, arrabbiarsi per una mancata convocazione magari a quella gara a cui ti sentivi pronta, adattarsi alla competizione continua anche con i tuoi compagni di squadra.
Poi un giorno ti crolla il mondo addosso, anzi crolla sopra il tuo paese come è già capitato ad altri. C’è un nemico più grosso da combattere, più di qualsiasi rivale che un’atleta possa affrontare.
Giulia Gabbrielleschi lo sa bene e raggiungendola in questi giorni di coprifuoco, il suo pensiero come quello di tanti sportivi, va all’emergenza che il paese sta vivendo. Perché oltre che aver rappresentato già (alla grande) l’Italia in acqua, la vicecampionessa europea nella 10 km di fondo è pure una poliziotta delle Fiamme Oro Napoli oltre che una cittadina.
Attivissima, come si vede dai social, nelle tante campagne solidali che sono nate in ambito nazionale ma anche locale. Sapendo che il suo esempio, per tantissimi coetani può essere importante. Eccola quindi nella campagna promossa dal Coni “Distanti ma uniti” a cui ha aderito come tutto il suo gruppo sportivo, ma anche nella raccolta fondi per l’ospedale di Pistoia promossa tra gli altri dal Fondo Marco Mungai.
«In questi giorni anche se siamo in casa, il telefono squilla in continuazione, ci sono molte iniziative a cui aderiamo con la Polizia» dice Giulia, allieva di Massimiliano Lombardi che nelle vasche da 25 metri del Boario ha plasmato la dominatrice dei mari, orgoglio della Nuotatori e di tutta la Pistoia sportiva.
Punto fermo dell’Italfondo con cui dal 2017 è stabilmente salita sul podio delle competizioni internazionali fin dal bronzo iridato con la staffetta in Ungheria tre anni fa, passando per l’argento individuale europeo nel 2018 fino a quello agli ultimi Mondiali sempre con la squadra dei faticatori in acqua.
Ma dall’anno scorso è tornata a primeggiare anche in corsia e proprio dai miglioramenti nel mezzofondo, con cui ha gareggiato ai Mondiali coreani la scorsa estate, passano i suoi sogni di volare a Tokyo. Passano perché, prima o poi, le Olimpiadi ci saranno.
Anche se la fiaccola accesa nei giorni scorsi in Grecia, in una cerimonia a porte chiuse, ha già subìto uno stop visto il prevedibile afflusso di persone al suo passaggio e lo stop imposto dal comitato olimpico ellenico. Facendo traballare le certezze di chi continua ad essere sicuro che “lo show andrà avanti” rispettando tempi e date già stabilite.
Giulia che il pass lo deve ancora staccare e che guardava come molti atleti agli appuntamenti di questa primavera come quelli decisivi per realizzare il suo sogno a cinque cerchi, continua ad allenarsi. Tra casa e terrazzo, privilegiando la parte fisico-atletica, assistita da un preparatore particolare. Ovvero la sua beagle che non perde occasione di rubarle il posto sul materassino che la nuotatrice pistoiese usa per gli esercizi.
«Miele non mi molla mai – chiude – io continuo a lavorare come posso da casa, grazie anche all’attrezzatura che il mio allenatore mi ha fatto portare qui dalla piscina. Pesi e attrezzi vari con cui lavoro ogni giorno».



