Gli Herons ripartono da Piombino, la ricetta di Natali per dimenticare il derby

Il capitano degli Herons: «Dovremo cercare di non farci prendere troppo dalla delusione. Risolleviamoci come abbiamo sempre fatto»

«Ci dobbiamo risollevare come abbiamo fatto ogni volta che abbiamo subito sconfitte dolorose, cercando di analizzare le difficoltà che abbiamo avuto e trovando ciò che serve migliorarci». Con queste parole capitan Nicola Natali ci ha riassunto come intende ripartire dallo sfortunato derby di una settimana fa la Fabo Herons. Poco tempo per smaltire la rabbia e tanto lavoro e sudore in allenamento, con l’obbligo di ricordare e riprendere il cammino certamente positivo che ha portato la banda di coach Federico Barsotti in quarta posizione provvisoria. C’è solo da pensare a sfruttare ogni occasione che gli avversari ed il calendario offrono e tutto sembra suggerire che quella di domenica possa essere proprio una di queste opportunità. Contro una squadra di tranquilla metà classifica come il Golfo Piombino i termali hanno solo un modo di tornare a vincere: essere la squadra aggressiva e spietata di sempre.

 «DOBBIAMO IMPARARE DAGLI SCHIAFFI SUBITI»

Oltre alla voglia di riscatto immediato, c’è un motivo ancora più pesante per dare la carica agli Herons. Come rimarca lo stesso capitano, Piombino è di fatto la bestia nera dei rosso-blu da quando sono approdati in Serie B. Lo storico infatti recita una sola vittoria su quattro scontri e due stop pesanti in entrambe le sfide della scorsa stagione. C’è una maledizione da spezzare a tutti i costi: «Questo dato lo conosciamo anche troppo bene, ce lo siamo ripetuti tra di noi in spogliatoio per tutta la settimana. Loro hanno cambiato molto in estate, dall’allenatore a molti giocatori, ma restano sempre una squadra pericolosissima. Sono un gruppo molto giovane e se riuscissero a giocare una partita super non sarebbe inaspettato, hanno il talento e l’energia necessari per riuscirci. Dovremo stare molto attenti cercando di non farci prendere troppo dall’emotività e dalla delusione della sconfitta precedente. Se riuscissimo ad approcciare il prossimo avversario al 100% della nostra aggressività tipica e ad imporre il nostro gioco, la conduzione potrebbe anche essere semplice; se non ci riuscissimo rischieremmo di farci prendere di sorpresa dai giovani di Piombino».

Tornando al capitolo derby, non è la prima volta che la Fabo si ritrova a metà annata a dover convivere con una botta di delusione di queste dimensioni. Natali lo ricorda bene e crede ciecamente nella possibilità di vedere un’altra volta la squadra rinascere più forte di prima: «Guardandomi indietro nella mia esperienza Herons, so che tutte le lezioni che io e la squadra abbiamo imparato sono derivate da schiaffi presi a destra e a sinistra. Due anni fa, nella mia prima stagione qui, eravamo messi molto male nel girone d’andata e, grazie anche alla grossa mano che ci diede il mercato di riparazione con gli arrivi di Chiera e Arrigoni, siamo poi riusciti ad arrivare in alto. Lo scorso anno abbiamo fatto pure meglio e siamo arrivati in finale per la promozione pur avendo fatto molte volte degli errori grossi, per esempio le sconfitte brutte con Salerno o con Sant’Antimo che ci hanno tolto punti preziosi».

«Come tutte le batoste prese – prosegue l’esperta ala ex-Varese – anche questa ci servirà per migliorare, per farlo però dobbiamo assolutamente metabolizzarla in maniera costruttiva. Come ho già detto ai miei compagni in sala riunioni, le sconfitte come questa non hanno una sola causa. Se si analizza la partita al dettaglio abbiamo fatto anche tanti errori difensivi che non siamo abituati a commettere, alcuni rimbalzi concessi di troppo, tiri buoni sbagliati, cambi difensivi eseguiti male, eccetera. Non ci può essere un motivo solo ma sicuramente l’attacco è quello che rimane più nell’occhio, perché con quel blackout che c’è stato nel secondo quarto abbiamo smesso di segnare e abbiamo buttato via tutto il vantaggio che avevamo costruito. Purtroppo non è la prima volta né quest’anno né in quello passato che abbiamo questi momenti di buio in cui non riusciamo a segnare e non gestiamo bene il pallone».

UN OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE

Queste parole dure, ma al contempo stesso di incoraggiamento e di conforto, sono proprio quelle di un vero uomo squadra quale il numero 8 è. Durante il match contro La T Gema bastava osservare le gesta di Natali per capire quanto ci tiene alla propria fascia di capitano. Con i suoi canestri e le sue parole è stato continuamente d’aiuto per i compagni e per lo staff tecnico, chiedendo spesso anche l’incitamento del tanto pubblico venuto a Pistoia a sostenere la Fabo. «Mi viene più facile rispetto ad altri, sia per la mia età che per il fatto che gioco per la squadra della mia città»; afferma in proposito (e con un filo di modestia) il diretto interessato. Sicuramente il suo temperamento e quello dei tanti giocatori navigati di casa Herons è stato fondamentale nello smaltire la delusione della finale persa in giugno e ripartire macinando di nuovo successi su successi: «Di tempo ce n’è stato e non è stato facile, però essendo una squadra di veterani che ne ha vissuti tanti di momenti belli e brutti sappiamo come ricompattarci nei momenti di difficoltà. Seguendo la filosofia del nostro allenatore, cioè testa bassa e pedalare, era inevitabile che si ripartisse in quarta». E nel futuro prossimo di Nicola Natali che cosa ci dobbiamo attendere? «Spero che i miei compagni mi facciamo smettere di giocare a fine stagione, perché vorrà dire che avrò raggiunto il mio obiettivo di carriera». Una risposta più chiara di così non c’era . . .

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