Dopo aver concluso la stagione regolare in seconda posizione, la Greenfoam Montale si è presentata ai playoff più carica che mai e ha conquistato la Serie D imponendosi in finale su Carrara. Francesco Tasselli ci ha raccontato la seconda promozione consecutiva
La ciliegina sulla torta di una stagione che già di per sé sembrava aver dato tanto per la Greenfoam Montale. D’altronde quando una matricola della categoria (questa squadra aveva conquistato il pass per la Promozione proprio lo scorso maggio nella finalissima tutta pistoiese contro l’Endas) si piazza seconda in classifica con 18 vittorie su 22 partite gli obiettivi di inizio stagione possono dirsi ampiamente conquistati.
Eppure questa Montale non ha avuto voglia di smettere di stupire e così, dopo aver superato prima Capannori nei quarti di finale e poi Versilia in semifinale, in finale contro i Carrara Legends, regolati in due partite, l’appetito è venuto mangiando. Con la vittoria dello scorso 24 maggio fra le mura amiche, sono così iniziati i festeggiamenti per la conquista della serie D. Ne abbiamo parlato con Francesco Tasselli, uno dei punti cardine del gruppo e della società, che ha messo la sua esperienza al servizio della squadra guidandola fino al trionfo finale.
Ciao Francesco! Tanto per cominciare, raccontaci le sensazioni tue e della squadra il giorno dopo la promozione…
«Che dire… è tutto fantastico! Una promozione è una promozione; in questi anni da senior ho avuto la fortuna di far parte di tanti gruppi vincenti, anche in categorie superiori, ma vincere è vincere regala sempre emozioni intense, a prescindere dal contesto. In cuor nostro tutti ci speravamo ma non era assolutamente scontato conquistare il salto di categoria. Per il resto credo che i festeggiamenti post gara sul campo possano bastare per descrivere quanto sia stata carica di emozioni questa impresa!»
Un campionato dominato. C’è stato un momento preciso in cui avete pensato “Ce la faremo”?
«E’ vero che abbiamo raccolto molte vittorie ma Carrara ha fatto lo stesso e ci è sempre stata davanti in classifica, anche se di poco, ma sempre davanti. La nostra striscia di vittorie è stata impressionante ma credo che la lampadina si sia accesa solamente nel terzo quarto di gara 1 in finale, quando abbiamo fatto il break decisivo per espugnare il loro campo. A quel punto non ci potevamo più nascondere: l’obiettivo era a portata di mano».
Qual è stata l’arma vincente che vi ha portato in serie D?
«Pur essendo un gruppo veramente eterogeneo per età, esperienza e trascorsi, credo che la voglia di vincere e l’indole “sanguigna” di tanti elementi sia stato il fattore in più, quello che non ci ha fatto mai mollare anche quando Carrara continuava a macinare vittorie su vittorie».
Due promozioni in due anni. A questo punto puntate alla serie C?
«Tocchiamo un argomento molto caldo (ride, ndr). Se ascolto quello che dice il cuore ti rispondo di si, ma poi ci troveremmo in conflitto con la squadra che milita in serie C Gold della nostra società (due squadre della stessa società non possono giocare in due campionati adiacenti). E poi per quanto mi riguarda comincio ad essere un po’ vecchiarello…»
Non vorrai lasciare proprio adesso?
«Sinceramente ci sto pensando, ho già fatto diverse volte su e giù dalla cresta dell’onda e mi sono sempre divertito tanto. Può darsi che questo sia il momento buono e sereno per lasciare, ma mi prendo un po’ di tempo per riflettere ancora».
Un’ultima curiosità: come hai detto tu, hai molta esperienza alle spalle. Che via consiglieresti ai tuoi compagni più giovani per togliersi belle soddisfazioni?
«L’attenzione e l’applicazione in allenamento sono fondamentali per migliorare e migliorarsi e a ogni livello la passione deve incontrarsi con la dedizione al lavoro. Alla base ci deve sempre essere la predisposizione alla serietà».


