Green Pass obbligatorio, parola ai dilettanti: in tanti a favore, ma c’è anche chi è contrario

Parola ai dirigenti delle formazioni pistoiesi di Promozione, Eccellenza, Prima e Seconda Categoria, che si esprimono sul Green Pass

di Andrea Gherardini

07/08: PRECISAZIONI SUL GREEN PASS

Rispetto a quanto emerso in un primo momento il Green Pass sarà obbligatorio nei soli campionati nazionali e ad interesse nazionale, dunque per i dilettanti per le gare di Eccellenza.

06/08: PAROLA AI DILETTANTI

La pandemia e le sue conseguenze continuano a influenzare irrimediabilmente il mondo del calcio. Dalla prossima stagione sarà obbligatorio possedere il Green Pass per le partite ufficiali e le amichevoli delle categorie dilettantistiche, giovanili e femminili. Il protocollo anti Covid fa luce su quelle che saranno le nuove misure di sicurezza per i club con l’obbligo del documento verde per le gare, l’arbitraggio, il pubblico e il via libera per gli allenamenti all’aperto anche senza il certificato.

COSI’ IN PROMO ED ECCELLENZA

«Già prima che il comunicato divenisse ufficiale – afferma il dg del Montecatini, Fabrizio Giovannini – la nostra società aveva imposto l’obbligo di Green Pass per i calciatori. L’ufficialità non destabilizza l’ambiente, ci eravamo attrezzati correttamente, perciò siamo pronti e carichi per la nuova stagione». Il rispetto delle nuove regole influenza anche gli allenamenti del gruppo squadra: «I nostri ragazzi lo sanno, vogliamo tutelarli al meglio e quindi richiederemo un tampone negativo o la seconda dose di vaccino anche per le sedute di allenamento».

Giancarlo Carbone, presidente della Larcianese, sottolinea come già negli scorsi giorni i ragazzi fossero stati avvisati. «Settimana scorsa abbiamo avuto un colloquio con tutti i nostri calciatori, abbiamo richiesto il vaccino per poter star tranquilli durante la stagione, che per noi è particolarmente significativa essendo quella del centenario». La prevenzione però non è mai troppa quindi «il 28, quando partiremo, rifaremo tamponi a tutti, per non lasciare alcun dubbio, da lì in poi – aggiunge il presidente della Larcianese – i tamponi rapidi verranno eseguiti ogni due settimane per monitorare la situazione…siamo stati chiari: senza vaccino non si gioca».

LA VOCE DELLA PRIMA

«La notizia era nell’aria – ammette Piero Beneforti, direttore sportivo del Monsummano – era necessario e adesso non ci resta altro che attenerci ai protocolli sanitari. Si devono rispettare le nuove norme per la tutela della salute nostra e dei calciatori». Beneforti prosegue dicendo che la campagna vaccinale del club valdinievolino è già ben avviata e che quindi c’è fiducia per un regolare svolgimento del campionato. Stesse speranze anche per Alessandro Petrini, direttore sportivo del Tempio Chiazzano. «Siamo vogliosi di ripartire e fiduciosi di poter completare al meglio l’annata, ben venga il Green Pass che appare l’unica soluzione sicura. Dopo una stagione come quella passata, interrotta causa Covid – continua Petrini – la volontà è quella di rendere speciale quella che verrà, e se per farlo servirà il Green Pass ci adatteremo senza problemi». Anche per la squadra del Don Sirio Butelli infatti le vaccinazioni procedono spedite con l’obiettivo di iniziare al sicuro il nuovo torneo. «La cosa più importante è che non succeda quanto accaduto lo scorso anno, c’è la volontà di seguire il più ferreamente possibile le direttive per non incappare in una nuova sospensione del torneo».

PAROLA ALLA SECONDA

Ettore Biannucci, dello Spedalino le Querci, espone i sui dubbi in merito all’obbligo di Green Pass. «Forse sarebbe stato più giusto lasciare liberi i ragazzi di vaccinarsi o meno, con l’obbligo di entrambe le dosi sussistono anche problematiche legate al tempo…i calciatori che non sono ancora vaccinati – prosegue il direttore sportivo – rischiano di non poter prender parte all’inizio di campionato ormai alle porte; in più c’è anche da prendere in considerazione l’eventualità che alcuni ragazzi non vogliano il vaccino e quindi potrebbero lasciare il gruppo mettendoci in crisi». Biannucci afferma di avere una rosa competitiva e completa, ma dall’altro lato ammette che «sarebbe complicato andare a sostituire alcuni elementi della squadra qualora essi decidessero di non intraprendere la pratica vaccinale, un po’ più di tempo e preavviso non avrebbe guastato».

Sulla stessa linea d’onda anche Gianluca Stefanelli, dirigente dei Giovani Via Nova. «Francamente richiedere obbligatoriamente il Green Pass anche ai più piccoli sembra eccessivo, mi sarei aspettato che si partisse dai 15/16 anni in considerazione del fatto che sussistono parecchi dubbi anche fra i virologi». Di diverso avviso è il direttore sportivo del San Niccolò Lorenzo Giusti. «La squadra ha reagito bene alla notizia, la scelta di rendere obbligatorio il Green Pass è corretta-continua dicendo-la scienza non è opinabile, dobbiamo fidarci altrimenti tutti gli sforzi fatti finora sarebbero stati vani».

Redazione PtSport
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