Il Pistoia Basket, targato Gtg, gioca alla pari con Rieti nonostante le defezioni, ma difetta di un pizzico di cinismo per afferrare i due punti
Il Pistoia Basket, targato Giorgio Tesi Group, sfiora il successo al PalaSojourner, ma dopo aver condotto per larghi tratti del match manca l’appuntamento coi due punti. Rieti la spunta per 71-67, ai biancorossi l’amaro in bocca per la sconfitta all’esordio in campionato. A farla da padrona sono le difese. Chi stringe le maglie nella propria metà campo recupera palla e corre in contropiede per punti facili, al netto di due sistemi offensivi non troppo in palla.
PRIMO TEMPO, LA SAGACIA TATTICA DI PISTOIA
Senza playmaker (Saccaggi) e guardia (Marks) titolari, la GTG Pistoia si presenta al PalaSojourner con due assenze importanti, ma coach Carrea non vuole alibi e tenta di fare di necessità virtù alzando la stazza media dei suoi quintetti. Pistoia trova nella zona 2-3 la chiave tattica del primo tempo, i toscani ingarbugliano efficacemente la costruzione reatina riempiendo l’area con raddoppi sistematici in post basso e costringendo la formazione di casa a soluzioni macchinose e a tiri contestati dal perimetro.
Parimenti in attacco l’assetto costituito da un play tra Della Rosa e Querci, Wheatle o Riisma da 2, Sims e due lunghi tra Poletti, Zucca e Del Chiaro consente a Carrea di schierare Sims da 3 e di appoggiarsi sul suo 1 vs 1 su un quarto di campo, sfruttando il mismatch con un marcatore più piccolo. Parlano da soli i numeri dei primi 20 minuti di Deshawn Sims, nei quali il prodotto di Michigan sponda Wolverines segna 17 dei suoi 23 punti finali.
Per rendere meno agevole la via del canestro agli avversari, negli ultimi giri d’orologio prima dell’intervallo coach Rossi ordina una difesa a zona 3-2 con cui Rieti riesce a limitare l’attacco pistoiese. È una partita a scacchi tra i due allenatori.
SECONDO TEMPO, L’AGGRESSIVITÀ DI RIETI
Nell’economia offensiva di Pistoia, da sottolineare la produttività del blocco sulla palla a favore di Della Rosa, che trovandosi davanti due volte il centro De Laurentiis sul cambio difensivo lo punisce in ambo le occasioni con due step back da 3 punti ciascuno. Se nel primo tempo è la sagacia tattica degli ospiti a farla da padrone, nel secondo la squadra di casa si rende protagonista di un climax di aggressività difensiva che inverte gradualmente l’inerzia della gara. La consapevolezza che affilare l’artiglio avrebbe dato i suoi frutti Rieti la matura intorno a metà terzo quarto, quando reagisce al parziale del +8 di Pistoia con un contro-break di grande intensità che riporta il match punto-punto.
E nei primi minuti dell’ultimo periodo la “garra” dei laziali raggiunge l’apice, come testimoniato dalle due rubate sul pressing tutto campo per mano prima di Pepper e poi di Fumagalli. Lo stesso coach dei bianco-rossi nel post gara le definisce come le azioni dalla maggior impronta emotiva sulla partita, aggiungendo come la mentalità dei suoi non debba assolutamente cedere alla tentazione di pensare che con Saccaggi e Marks quei palloni non sarebbero andati persi bensì debba andare nella direzione di gestire con maggiore responsabilità i possessi che scottano, anche senza poter contare sui principali palleggiatori della squadra.
L’intensità ripaga così Rieti che dopo due quarti e mezzo trascorsi ad inseguire mette per la prima volta il naso avanti agli ospiti, ma la frenesia in transizione degli amaranto-celesti offre l’opportunità a Pistoia di tornare nuovamente a condurre. E così avviene, fino a quando Sims spreca la schiacciata del +6 a 3 minuti e mezzo dal termine. Rieti si fa trovare pronta per affondare il contraccolpo e ripristina la parità, guidata da un glaciale Stefanelli.
I possessi finali denotano stanchezza e perdita di lucidità da parte della GTG, che cede di fronte al collettivo avversario. Prima sul 67 pari Della Rosa prova ad arrivare al ferro contro Taylor ma la difesa collassa su di lui e gli soffia la sfera di mano. Poi, col punteggio sul 69-67 e rimessa laterale in mano a 10 secondi dalla sirena, Sims sfrutta il cieco per uscire in angolo ma tira subito in fade away, togliendosi la possibilità di usare il cronometro per costruire un tiro migliore.
BILANCIO
La prestazione rimane di buon livello, da considerare un’ottima risposta alle pesanti defezioni. I ragazzi di Carrea hanno interpretato la gara con duttilità e resilienza, incanalandola nei binari giusti. È mancato poi il graffio per accaparrarsi i due punti in palio. Tra gli spunti di riflessione ci si può chiedere intanto se la superiorità di Pistoia in termini di centimetri non avesse potuto incidere di più, specie a rimbalzo offensivo. Per i primi tre quarti ha funzionato, poi nell’ultima frazione i bianco-rossi hanno praticamente smesso di lottare per i possessi aggiuntivi. Il conteggio finale, che vede gli stessi ospiti prevalere 41 a 32 nei rimbalzi totali e 14 a 9 nei rimbalzi offensivi, avrebbe forse potuto essere più netto.
Un’altra suggestione riguarda la difesa pistoiese negli ultimi 10 minuti. La zona 2-3, che fino a quel momento aveva tanto pagato in un’alternanza con la uomo dagli effetti disorientanti per i reatini, non viene più utilizzata. Forse Carrea ha preferito sacrificare il predominio del pitturato dato dalla presenza simultanea di 3 lunghi (compreso Sims) sull’altare della fluidità e dell’energia garantite da Riisma e Wheatle. Non è certamente una scelta da biasimare, del resto i due giovani esterni si sono dimostrati a dir poco affidabili.
La squadra ha comunque dimostrato capacità di adattamento non indifferenti e il suo allenatore una notevole creatività nel problem solving in entrambe le metà campo. Si tratta di risorse imprescindibili se si vuole ambire ad un campionato competitivo nonostante la variabile Covid-19. In ogni caso, per aggiudicarsi quella che sarebbe stata incontrovertibilmente una vittoria eroica, la sensazione è che non sarebbe stato necessario stravolgere i piani tattici o gli schemi da lavagnetta quanto piùttosto riversare sul parquet un pizzico di cinismo in più nei momenti decisivi.



