«Sono al 60% della forma fisica. La squadra ha un grande potenziale, possiamo far bene» questo è Jordon Varnado alla presentazione
Una mattinata tranquilla, all’apparenza, da Florence One che prevedeva la presentazione ufficiale alla stampa del neo acquisto del Pistoia Basket, Jordon Varnado. Il fratello del più noto, almeno su Pistoia, Jarvis però non ha tardato a smuovere le acque: «Io sono ancora al 60% della condizione, e l’obiettivo è quello di vincere campionato e premio di MVP in Serie A2». Benvenuto quindi Jordon, le premesse sono giuste. Così ha detto anche Emiliano Ferroni (Chief Operating Officer & Owner – Florence One): «Un piacere per noi presentare un giocatore così ambizioso all’interno della nostra sede di Pistoia. Rivediamo in lui la nostra determinazione aziendale. Per me, tifoso biancorosso da più di 30 anni, è ancora più emozionante questo legame che si è creato tra noi e la società».
LE PAROLE DI JORDON VARNADO
«Ricordo le prime volte che sono venuto a Pistoia per vedere mio fratello. La curva lo acclamava e per lui avevano fatto uno striscione con un tornado. Adesso che sono qua mi rivedo nelle sue parole, questa tifoseria è parte integrante della società e di tutta la città. Sono stato accolto alla grande da tutti sin dal primo giorno».
Il campo ha poi dato un ulteriore motivo alla tifoseria per sostenere Jordon. «Ancora sono al 60% delle mie potenzialità – spiega l’americano – e me ne accorgo perché non riesco a saltare come vorrei, le gambe non le sento benissimo. Sono convinto che con altri 15-20 giorni di lavoro duro posso arrivare al massimo. La squadra però la vedo bene, si nota che sono già un team amalgamato dalla scorsa stagione. Adesso è compito mio e di Huggins inserirsi al più presto nel gruppo senza spostare gli equilibri».
Dopo le esperienze in Polonia e in Ungheria, adesso l’Italia. «Pensavo che il livello fosse decisamente più basso, ma il parquet ha detto altro. I giocatori di formazione italiana alzano il livello del gioco molto più di quanto credessi, questo è stimolante. Anche il metro arbitrale è diverso rispetto all’America, qui si lascia giocare molto di più. Tutto questo però non deve influenzare né me né i miei compagni, dobbiamo tenere gli occhi sul nostro obiettivo. Credo che non ci si debba nascondere e che il traguardo da raggiungere sia la promozione in Serie A per Pistoia e il premio di MVP del campionato per me».
Infine un commento sullo staff tecnico e sul suo modo di giocare. «Non voglio limitare il mio modo di giocare, il coach sa che in difesa posso ricoprire ogni ruolo dall’1 al 5. In attacco è stato l’allenatore stesso a darmi molta fiducia disegnando la maggior parte degli schemi sul mio gioco. Per me questa è una grande responsabilità ma anche motivo di orgoglio».



