HC Pistoia retrocesso, Treno: «Pagate le disattenzioni fra campo e fuori»

Coach Filippo Treno commenta la retrocessione arancione nell’Indoor: «Una parola di troppo ha fatto sfumare un’impresa. All’aperto ci rifaremo»

È un Filippo Treno amareggiato ma orgoglioso dei suoi allievi quello che ci commenta la retrocessione nel campionato Indoor giunta sabato scorso nel playout contro UHC Adige, poi salvatasi, e Moncalvese. Un risultato che il coach dell’HC Pistoia aveva più volte previsto dopo le difficoltà organizzative nella ricerca del campo d’allenamento, ma che in un modo e nell’altro stava per essere ribaltato. Solo una disattenzione della panchina nelle proteste, punita dai direttori di gara, durante il match con i trentini è poi risultata decisiva. Un dettaglio che ha impedito a Treno ed ai suoi ragazzi di raggiungere una salvezza che avrebbe senz’altro avuto le stigmate del miracolo.

TRENO: «PAGATA A CARO PREZZO UNA LEGGEREZZA»

«Purtroppo era da settembre che temevo quest’epilogo – esordisce il coach – tuttavia devo dire che sabato non s’era messa per nulla male. Con l’Adige eravamo 3-3 a sette minuti dalla fine e ce la stavamo giocando in tutto e per tutto, poi un arbitro ha sentito una parola di troppo in panchina per un fischio mancato ed è arrivato un cartellino giallo che porta ad un’inferiorità numerica di quattro minuti. L’episodio ci ha condannato: con un uomo in meno abbiamo subito due reti e, quando abbiamo segnato il 4-5 subito dopo il termine della punizione, era già troppo tardi».

Una disattenzione su un dettaglio che è costata caro: «Bastava veramente poco per raggiungere il traguardo insperato. Anche se avessimo pareggiato con l’Adige poi con la Moncalvese, che era comunque ben rinforzata, avremmo avuto tutto un altro scenario e tutt’altre motivazioni. Dispiace che per un pelo nell’uovo perdiamo la permanenza nella Serie A1, ma stavamo davvero per fare un’impresa dopo tutte le vicissitudini prima del campionato».

UN MIRACOLO SFIORATO DOPO MILLE PERIPEZIE

Per Treno non aver potuto disporre di un campo attrezzato per il giusto tempo e con le giuste modalità ha messo in salita la stagione al chiuso. Un imprevisto che è nato a fine estate da una piccola distrazione societaria. «Abbiamo presentato la richiesta per la disponibilità a “Le Fornaci” con un paio di giorni di ritardo, tuttavia eravamo speranzosi che almeno una data a settimana potessimo comunque averla. Purtroppo il Comune non ce l’ha concessa, facendoci pesare eccessivamente, a mio modo di vedere, il nostro errore. Da lì non potevamo che trovare soluzioni di ripiego come Bagnolo che, oltre ad essere un po’ fuori mano, non aveva un campo regolamentare e nemmeno orari tanto comodi».

Tutte premesse che hanno rischiato concretamente di portare al ritiro dal campionato: «In società abbiamo pure discusso se fosse o meno il caso di ritirare l’iscrizione al campionato. Per me era inconcepibile partecipare senza l’adeguato allenamento, ma dopo tutte le valutazioni del caso alla fine abbiamo deciso di proseguire. Io sono certo che con una preparazione rigorosa, per giunta su una pista come “Le Fornaci” che dalla sua ristrutturazione recente è perfettamente regolamentare per la nostra disciplina, il nostro campionato sarebbe stato molto diverso. Ahimè è andata così e non posso che applaudire i miei ragazzi che per un dettaglio non sono riusciti a firmare un’impresa».

NUBI SUL FUTURO AL CHIUSO…

Ripartire al chiuso dopo una stagione simile per Treno non sarà affatto facile: «In estate vedremo come muoverci. Di certo qualche cambiamento ci sarà, tuttora non so se seguirò ancora il progetto Indoor. Se restassi e vedessi che si profila una situazione simile a quella di quest’anno premerei nuovamente per non partecipare. Però credo proprio che in società non saranno ripetute certe distrazioni. Il guaio è che non so con quale organico ripartiremo: non so quanta voglia avranno i giocatori di ripetere una simile esperienza con tutti questi disagi. Temo che dovremo ripartire quasi da zero, ma comunque ci sarà tempo per riorganizzarsi per la pista».

…SERENO ALL’APERTO

I pensieri di Treno e dell’HC Pistoia infatti vanno tutti sulla stagione outdoor che scatterà il prossimo 11 marzo. Gli arancioni saranno nel Girone B insieme al CUS Pisa, alle laziali HC Roma e Lazio Hockey e alle sarde CUS Cagliari (avversaria in trasferta al debutto) e HT Sardegna. Una divisione di certo tosta ma su cui Treno ha senz’altro sensazioni più ottimistiche. «Siamo al debutto in un simile palcoscenico, perciò è chiaro che qualcosa patiremo. Tuttavia, freddo a parte, col campo di Montagnana non abbiamo nulla da temere e possiamo prepararci come vogliamo e quando vogliamo. Almeno su quest’aspetto la sofferenza patita in autunno non si ripeterà».

Ci sarà da sistemare alcuni buchi nell’organico, ma per il resto Treno è fiducioso. «Dobbiamo rimpiazzare l’argentino Pedro Alexander che resterà a giocare in patria, ma abbiamo già un paio d’opzioni per sostituirlo. Inoltre ci sarà da valutare anche Simone Mascia che s’è sottoposto ad un’operazione alla mano e non so quando potrà tornare a forzare. Per il resto il gruppo, a meno di forfait dell’ultimo minuto, con l’aggiunta dei rinforzi stranieri è pronto e sono sicuro che sarà all’altezza. Non sarà per nulla una passeggiata, è ovvio, ma almeno fronteggeremo solo lo stress che verrà dal campo. Dopo tutte queste peripezie, è quasi un lusso».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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