Herons: Daniele Dell’Uomo tra il coro della Nannini e l’entusiasmo rossoblu

A tu per tu con la guardia degli Herons, tra il coro della Nannini e l’onore di aver riacceso l’entusiasmo a Montecatini

Chissà se gli Herons, nella figura del presidentissimo Andrea Luchi, sapevano un anno e mezzo fa di aver acquistato un bello e impossibile come Daniele Dell’Uomo. La guardia calabrese infatti fin dai primi ritrovi con i goliardici tifosi rossoblù è stato accompagnato dal coro “bello, bello e impossibile” dell’omonima canzone di Gianna Nannini che nel 1986 spopolava tra le ragazze, sperando di venir ricambiate col Sei bellissima della Bertè.

Lo abbiamo chiesto proprio a lui, miglior attore protagonista nel match di domenica scorsa che ha visto gli Herons uscire vincitori contro Omegna.

«Sembra che uno si vuole vantare, ma è stata sempre una mia costante. Sia a Molfetta che a Catanzaro mi hanno sempre preso in giro e io sto volentieri allo scherzo. Anche per questa cosa fin da subito ho legato moltissimo con i tifosi di Montecatini».

Ti aspettavi una città del genere?

«Più che altro mi aspettavo molta pressione, ma i tifosi si son sempre dimostrati parecchio vicino alla squadra nei vari momenti di difficoltà. Montecatini è una città che per anni ha vissuto di pallacanestro e il nostro piccolo orgoglio è di aver riacceso questo entusiasmo. Dalle 50 persone di inizio campionato a pienare le poltroncine rosse fino a gara-5 di San Miniato dove c’era un pubblico da finale di Champions»

Contro Omegna hai sfoderato la tua miglior prestazione stagionale: tutto più facile senza Balanzoni?

«Domenica abbiamo dimostrato le potenzialità di questo gruppo. L’assenza di Balanzoni è stata fondamentale, ma loro hanno perso solo 3 palloni perché avevano sempre i loro punti di riferimento. Inoltre in queste squadre quando manca un giocatore importante si crea uno spirito d’intesa, ma noi siamo stati bravi a giocare una gara d’intensità e a ribaltare il pronostico sulla carta che conta fino a un certo punto».

La vittoria contro una squadra di prima fascia può avervi sbloccato?

«Sì secondo me perché già da Varese c’era stato uno step a livello tecnico, ma soprattutto mentale rispetto alle gare precedenti dove quasi ci piangevamo addosso. Alla fine siamo una squadra giovane e dovremo vivere queste gare con grande entusiasmo. Contro Omegna infatti è stata quella l’arma vincente».

LA STAGIONE IN CORSO

Vi aspettavate un inizio così difficoltoso a livello personale e di squadra?

«Sì, anche visto il calendario sapevamo di avere gare difficili insieme all’impatto con una categoria nuova. C’è stato un salto a livello fisico e mentale che avevo messo in conto. Però sappiamo che con Barsotti l’importante è lavorare e sai che cresci per forza».

Cos’è rimasto di importante negli Herons rispetto allo scorso e cosa è migliorato?

«Secondo me è migliorata la qualità generale tra Bechi, Natali e Lorenzetti hanno aumentato il tasso tecnico della squadra. Insieme al coach abbiamo la stessa mentalità dello scorso anno, volendo azzannare la partita sul pezzo e scendere sempre concentrati, al 100% dell’intensità. Ovviamente si può migliorare, ma la strada è quella giusta».

A che percentuale siete di condizione fisica?

«Secondo me siamo a un 60-70% nel senso che siamo riusciti a trovare una quadratura fisica tale da imporre il nostro gioco fatto di velocità e ripartenza fisico, ma possiamo imparare a usare meglio le nostre energie e qualità».

IL PRESENTE E IL FUTURO (PROSSIMO)

Vigevano non ha mai perso: ve la sentite di rovinargli la striscia di imbattibilità?

«Secondo me queste son le partite più belle da giocare. Dovremo andare lì con lo spirito d’impresa e il senso di sfida. Loro insieme alla Pielle si stanno dimostrando le squadra più forti del campionato. Rispetto alla gara proprio con Pielle siamo cresciuti di continuità: lì facemmo un gran primo quarto, ma bastarono 2-3 episodi per rimettere i livornesi in carreggiata. Ora abbiamo aumentato la continuità del gioco, giochiamo meglio e siamo cresciuti sotto il punto di vista del ritmo e dei possessi finali. Natali si sta ergendo a leader, trovandolo anche come di riferimento e abbiamo trovato la nostra quadratura.»

Infine la news dell’ultim’ora è l’arrivo di Chiera, un’altra guardia: aumenta la competizione nella squadra?

«Secondo me no. Anche il presidente ha voluto precisare che non è una bocciatura per nessuno né un ribaltamento delle gerarchie per chi c’è già. Dovevamo sopperire all’assenza di Carpanzano e così è stato. Ora non vediamo l’ora di iniziare a lavorare anche con lui».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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