Herons, gara-4 al PalaDelMauro di Avellino vale il sogno A2

Gli uomini di coach Barsotti hanno nuovamente l’opportunità di chiudere la serie: Herons, l’ultimo sforzo con la Del Fes vale la storia

Questo pomeriggio, alle ore 18:00, Montecatini proverà, per la seconda volta in questa serie di finale playoff, a fare la storia. Gara-4 sarà ancora al PalaDelMauro di Avellino, dove la Del Fes è riuscita a strappare il primo punto della serie 48 ore fa, costringendo il popolo rossoblù a rimandare la festa che resta comunque vicina, distante soltanto una vittoria. Comunque vada, questa sarà l’ultima domenica con partite di basket ufficiali per gli Herons e i suoi tifosi: al più tardi, infatti, mercoledì conosceremo il verdetto. Poi, fino all’ultimo fine settimana di settembre, ci sarà da aspettare, sognare e immaginare, senza gare di campionato e cuore in gola per l’emozione.

I FATTORI PRINCIPALI

La serie con Avellino è arrivata alla sua quarta sfida in appena otto giorni, con le squadre che ormai hanno imparato a conoscersi, analizzando in profondo punti di forza, qualità e limiti dei rispettivi giochi. Un dato che potrebbe entrare in scena stasera, anche pensando a quello che abitualmente accade, è quello della fatica e della stanchezza accumulata, con il conto che probabilmente verrà presentato alle gambe e nella testa di tutti i giocatori. Anche perché questa è la cinquantesima partita stagionale, se si considera il cammino ufficiale degli Herons, un numero mostruoso, che ben sintetizza come questo campionato sia non una volata per la vittoria ma piuttosto una maratona estenuante in cui servono risorse fisiche ed economiche significative per poterla portare fino in fondo con successo.

I ragazzi di coach Barsotti hanno un’altra occasione per chiudere la serie in terra irpina, Avellino invece sarà ancora spalle al muro, obbligata a vincere se vuole portare la serie a gara-5 e mantenere vive le speranze di promozione in A2. In casa, durante i playoff, la formazione biancoverde non ha mai perso, battendo due volte San Vendemiano e altrettante la Pielle Livorno, ma è bene tenere a mente che in tutta la stagione gli Herons hanno perso due gare di fila soltanto una volta, contro Ruvo. Ci saranno oltre duemila persone a spingere Vasl e soci, con i tagliandi di gara-3 validi anche per gara-4 e l’ingresso sempre gratuito per gli Under 25. Da Montecatini, invece, i supporter saranno meno, complice anche la lunghezza e la pesantezza di una trasferta non certo agevole da ripetere nel giro di due giorni. Gli Herons, però, hanno una certezza granitica su cui far leva e da usare per prendersi questa quarta sfida che può valere l’A2: l’identità che questa squadra ha e il legame che si è creato tra i giocatori.

A UN PASSO DALLA STORIA

Il gruppo è in missione e lo è da agosto, quando si è radunato al PalaTerme per la prima sessione di allenamento che ha inaugurato la stagione. Coach Barsotti ha voluto intorno a se tutti giocatori con cui aveva già lavorato: uomini che sapevano cosa chiede in campo il tecnico rossoblù e che sono disposti ad accettare di giocare la sua pallacanestro. Li aveva già allenati tutti, sapeva cosa potevano dargli e sapeva cosa e come chiedergli di tenere vivo un sogno che oggi ha risvegliato l’antica passione che caratterizza questa piazza, con la speranza che possa addirittura diventare qualcosa di più. C’è qualcosa di speciale in questo gruppo e lo si è capito, definitivamente, a Roma, quando Natali e compagni hanno alzato al cielo il primo vero trofeo della stagione di Serie B. Una Coppa Italia che non ha però saziato l’appetito di questo gruppo, che sin qui ha superato scogli enormi, arrivando a giocarsi la finalissima dei playoff in un tabellone in cui, sulla carta, erano altre le corazzate che avevano maggior ambizione e necessità di essere a questo appuntamento.

Impossibile, però, etichettare la Fabo soltanto con i numeri e le statistiche, perché questi – per quanto dettagliati possano essere – non raccontano quello che questi ragazzi hanno dentro. C’è una forza che li spinge a fare l’impresa e lo si è visto in tante domeniche. Adesso il calendario li mette davanti all’ultima domenica, lontano da casa: unire i puntini trovando un senso epico ed eroico a questa stagione già di per sé indimenticabile rappresenterebbe il coronamento di un triennio in crescendo che somiglia tanto al volo di un airone che si alza dal fango di una palude per tornare, maestoso, in cieli nobili.

Redazione PtSport
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