Herons-Gema per Barsotti e Del Re, il derby secondo i due allenatori

Giù il sipario sul primo derby termale. Ecco il punto di vista di Barsotti e Del Re, coach di Herons e Gema

Fin qui le loro squadre hanno dominato il campionato di C Gold e restano le principali candidate a giocarsi fino in fondo la promozione. Ma non si può correre troppo, perché mercoledì sera c’è il primo derby. Rimandato per due volte, quasi per destino ha preso una traiettoria unica rispetto a tutte le altre gare. Adesso l’interminabile attesa è ormai agli sgoccioli. Al PalaTerme non si giocheranno affatto le sorti del campionato, ma è inutile girarci intorno, il prestigio in palio è alto. Sta per andare in scena una partita storica, una prima volta clamorosa, fino a quest’estate del tutto inaspettata.

Herons-Gema è anche il derby degli allenatori. Ciascuno a proprio modo, due califfi della categoria. Molto diversi anche nel linguaggio del corpo in panchina. Da una parte Federico Barsotti, che ha lasciato la realtà di vertice in serie B plasmata in sette anni a San Miniato per tornare a casa nella sua Montecatini e ripartire da un nuovo ambizioso progetto. Un allenatore carico, che vive le sfide in modo fisico e quasi iperattivo. Dall’altra Marco Del Re, originario della Livorno capoluogo dei canestri, proveniente sempre dalla B sponda Firenze per guidare la risposta targata Cardelli e Gema.

Un tecnico dai movimenti un po’ più compassati, che suggeriscono ponderazione e sicumera, ma che sa come agitarsi per scuotere quando serve i propri giocatori. Entrambi in passato hanno già vinto la serie C. Guidano squadre dalle identità quasi opposte, per certi versi aderenti ai rispettivi linguaggi del corpo. La vertiginosa intensità a tutto campo dei giovani Herons, l’esperienza e il talento più in controllo di Gema. Il concentrato avvicinamento alla stracittadina termale non può che partire dai punti di vista dei due timonieri.

QUI HERONS, BARSOTTI: «GODIAMOCI LA FESTA»

La guida degli aironi parte dal contesto. «Io sono un tifoso rossoblù e come me ce ne sono migliaia a Montecatini. Credo in questi giorni sarebbe bello che la gente si godesse questo dualismo tra due squadre entrambe protagoniste nello stesso campionato – afferma Barsotti -. A dispetto di momenti passati in cui in città non c’è stata nemmeno una società, ora invece ce ne sono due in grande salute, strutturate in modo importante e che stanno facendo bene. Perciò – continua – c’è da ringraziare tutti coloro che stanno investendo nel basket a Montecatini e che quindi fanno sì che ci sia questa bellissima serata, da goderci tutti assieme».

L’ex coach di San Miniato resta sull’aspetto celebrativo dell’evento. «Dal primo giorno dico che questa sarebbe stata un’occasione di rilancio dell’entusiasmo e mi fa piacere che le cose siano andate in questa direzione. Adesso godiamocela. La cosa più brutta che possiamo fare è rovinare quest’occasione, uscendo tutti sconfitti. Poi chiaramente il campo darà un vincitore, di sicuro lo sconfitto non sarà felice ma la stagione va avanti. Tutti sogniamo che questa sia anche l’ultima partita della stagione – va al sodo – lì perdere peserebbe o peserà molto di più. Ma dovrà comunque essere stata la festa dei colori rossoblù».

Sul match in sé, il confronto atteso sul parquet è a dir poco intrigante. Visto che il talento c’è in entrambe, volendo condensare potemmo dire intensità contro esperienza, anche se la realtà è più multiforme. «Loro hanno più esprienza di noi in questo tipo di gare. E poi hanno maggior peso vicino a canestro – entra nel merito Barsotti – in termini sia di fisicità sia di tecnica, con Rasio che è un giocatore illegale per la categoria. Noi abbiamo un roster più profondo, anche per loro sfortuna in questo momento. Ma in generale questa nostra scelta sta pagando».

Le ultime battute, l’allenatore di MTVB, le dedica di nuovo alle sensazioni speciali evocate da questa sfida. «Noi protagonisti in campo dovremo per primi dimostrare grande rispetto per questo evento. Non so in futuro quanti derby ci saranno.. Questo è il primo ed è storico. La vedo come una sorta di scintilla che accende il fuoco – compone la metafora – affinché d’ora in poi la piazza resti calda. Io la vivrò con grande gioia e rispetto perché la reputo una bellissima opportunità di condivisione. Il giorno che con San Miniato giocammo la finale per andare in B a Imola – chiude con la nota autobiografica – la gente mi chiedeva perché ridessi così tanto. Ero felice, dopo o durante un’intera stagione di sacrifici si vive per certi momenti».

QUI GEMA, DEL RE: «PARTITA CHE DÀ STIMOLI»

«Non credo che ci sia bisogno di aggiungere niente sul lato motivazionale. Queste son le partite che vale la pena giocare e che ti danno più stimoli – dichiara l’allenatore di Gema Del Re -. Anche se sinceramente l’evento è stato pompato un po’ tanto e non per volontà nostra – rivela il tecnico labronico -. Noi lo accettiamo però per me, seppur un derby importante, rimane una partita non decisiva e che vale sempre due punti come le altre. Chi vince mercoledì non ha vinto il campionato, magari dà un segnale, quello sì» ammette.

«L’unico rammarico che posso avere è causato da questo rinvio – riprende – che ancora non mi è chiaro. Era il momento in cui probabilmente stavamo esprimendo la nostra miglior pallacanestro e ancora eravamo al completo. In questo momento abbiamo diverse assenze e non siamo in grande forma, ma ci proveremo dal primo all’ultimo minuto» rassicura. L’argomento diventa poi il concetto stesso di derby. «Io derby ne ha giocati a livello giovanile, li ho vissuti da ragazzino quando c’erano due squadre di Livorno in serie A.. È un clima differente rispetto ad una partita “normale”. Va presa nel migliore dei modi dal punto di vista dell’approccio, anche se – ribadisce – vale sempre due punti».

Approcciare al meglio ma anche tenere il piano gara. «Mi aspetto che la squadra giochi la propria pallacanestro senza snaturarsi. C’arriviamo in condizioni di emergenza. L’idea è fare il nostro basket di condivisione e armonia con tutte le energie che possiamo dare – spiega Del Re – che al momento non sono tante però ci proveremo. Dovremo essere attenti dal punto di vista difensivo e anche nelle esecuzioni dei nostri attacchi contro una difesa unica nel suo genere. Molto aggressiva, che cambia su tutto e mette grande pressione».

Anche per l’ex Pino Dragons, il fascino dell’evento è innegabile. «Questo dualismo deriva dai tentativi riusciti di costruire due squadre competitive per la categoria. Io abito in centro e un po’ si sente, nell’ultima settimana è successo che qualche nostro tifoso mi abbia ricordato la partita di mercoledì. Mi pare si sia smosso qualcosa di diverso rispetto a prima. Questo può essere d’aiuto per richiamare tante persone al palazzetto – arriva al punto – vista che la nostra è una struttura unica in C Gold e invidiabile anche nelle serie superiori. Sicuramente è una bell’immagine per il movimento e un evento di notevole importanza».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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