Herons, Bechi lancia la sfida: «Obiettivo quarto posto»

Costantino Bechi, play livornese della Fabo, si confessa dopo l’ottima gara di Omegna: dalla stima di coach e squadra all’obiettivo quarto posto

Continua il momento d’oro della Fabo Herons, che con il successo di Omegna ha raggiunto quota sette vittorie consecutive. Protagonista del successo in terra piemontese è stato il play Costantino Bechi, che con 16 punti ha raggiunto il suo massimo traguardo stagionale in termini di punti.

Costantino, sei protagonista nella battaglia di Omegna. Che gara è stata?

«Una grande partita di squadra perché conoscendo gli assenti non potevamo fare diversamente. Ognuno ha saputo mettersi a disposizione sapendo ciò che poteva dare in quel giorno. Un match di carattere insomma dove abbiamo espresso nuovamente il nostro stile di gioco con il nostro ritmo e la nostra difesa, vero timbro di marca Fabo».

Come siete riuscite a disinnescarli?

«Tutto è partito dalla nostra difesa. Riuscire in casa di Omegna a far segnare solo 16 punti ai padroni di casa fino a metà gara è una bell’impresa. Con un grande assetto difensivo possiamo esprimerci al meglio anche nell’altra metà campo. Anche nella gara contro Legnano siamo riusciti a tenerli sui 50 punti, caratteristiche che non passano inosservate nelle nostre gare».

Cosa siete riusciti a mettere nel motore dopo una settimana pessima a livello fisico?

«Un solo motto: andare là a giocarsela senza avere niente da perdere. Con le nostre carte abbiamo fornito un’ottima prestazione e bissato il successo dell’andata. Una vittoria arrivata un girone fa con due roster diversi che non è assolutamente paragonabile al match attuale, ma che ci consegna un altro successo contro una big».

Tante tue prestazioni stagionali sotto traccia, ma la fiducia del coach non è mai mancata.

«Sì, coach Federico Barsotti e i miei compagni mi hanno sempre dato fiducia ed è quella che ti fa esprimere al meglio e mi permette di fare certe prestazioni in campo. Gran parte della prestazione di sabato è dovuta anche alla stima che mi arriva da giocatori, staff e società».

L’ottima benzina per affrontare Piombino e rifarsi dopo il pessimo ko dell’andata.

«La gara d’andata fu completamente a senso unico, una brutta figura per società e tifosi. Stavolta arriviamo carichi con l’immagine della partita d’andata da cancellare a tutti i costi. Loro hanno battuto Vigevano che è tra le prime tre del girone e saranno in fiducia; noi arriviamo da sette successi consecutivi. Sono convinto che sarà una bella partita».

Come siete usciti dai momenti di appannamento stagionali?

«La gara contro Alba è stata quella della svolta. Perdere contro l’ultima ancora a zero punti al tempo sarebbe stata una vergogna assoluta che non ci meritavamo. Dai 12-14 punti in meno siamo riusciti a riprenderla, scavallare e riportare a casa un successo prezioso, il primo di questa lunga serie».

Fin dove può arrivare questa Fabo?

«A questo punto non ci tiriamo indietro: l’obiettivo è arrivare tra le prime 4 o al peggio tra le prime 6, non sarebbe niente di impossibile. Con la fiducia che abbiamo e con il filotto che abbiamo fatto è l’obiettivo principale».

Infine guardiamo il calendario: quale sarà la gara più difficile di qui alla fine?

«Credo Piombino e Sangiorgese. La prima per la classifica e per il loro momento di fiducia mentre Sangiorgese perché gioca molto tatticamente, in casa preparano molto bene le partite e la loro palestra piccola si fa sentire. Giocano in un campo abbastanza caldo e insieme alla loro pallacanestro tecnica riescono a creare un mix spesso letale per alcuni».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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