Il play della Fabo si racconta prima dell’insidiosa trasferta campana: «Troppe volte ci siamo fatti recuperare, dobbiamo ancora lavorare»
Ultimi preparativi per la Fabo Herons Montecatini in vista dell’ottava giornata del girone B di Serie B Nazionale. I ragazzi di coach Federico Barsotti spiccheranno il volo verso Salerno, dove li aspetta una formazione locale che si sta dimostrando in queste prime giornate una mina vagante del campionato. Sarà un impegno molto molto delicato, di fronte ci sarà un’avversaria forte e quadrata, un po’ come gli Herons stessi. Di certo vincere servirà non solo per restare sulla scia delle prime della classe: se infatti nelle prime 3/4 giornate i rosso-blu, pur mettendo in azione l’enorme arsenale offensivo, non avevano convinto al 100%, adesso sembrano aver trovato il ritmo giusto. La squadra è più pronta sotto tutti gli aspetti, sia fisici che mentali e tattici, l’ultimo successo a Chiusi (il più largo per passivo accumulato) ne è un segnale importante.
Sono miglioramenti che talvolta però non possono bastare quando dall’altra parte hai un rivale in una di quelle giornate in cui sembrano infallibili e la Power Basket, al suo massimo potenziale, lo può fare: «La squadra sta lavorando bene – racconta il playmaker Emanuele Trapani, autore di 14 punti nell’ultima uscita contro Chiusi – credo personalmente che i progressi si stiano vedendo ma continuare così non sarà facile a causa delle tante partite che ci tolgono tempo per allenarci. Stiamo migliorando passo dopo passo e abbiamo già avuto dei risultati in questo senso: per esempio in Supercoppa contro Roseto avevamo perso di tanti punti mentre pochi giorni fa li abbiamo quasi battuti. Piano piano stiamo entrando tutti quanti in fiducia, ad inizio stagione non era così».
«Stiamo andando molto bene nel penetra e scarica – prosegue l’ex Orzinuovi – caratteristica sulla quale poche squadre della Serie B Nazionale puntano e che sta diventando sempre più difficile da contrastare. Dove migliorare? Dobbiamo giocare di più con Dimitri (Klyuchnyk), lo stiamo servendo poco e male ed è un problema perché lui potrebbe essere un punto di riferimento molto importante. Comunque stiamo lavorando sia su questo aspetto che sul controllo dei ritmi e dei possessi: troppe volte è successo che, in partite che abbiamo perso e non solo, eravamo avanti con un certo vantaggio e ci siamo fatti recuperare o superare, dobbiamo capire come limitare situazioni di questo tipo».
NIENTE SCHERZETTI A SALERNO
Aldilà degli aspetti di gioco e delle sensazioni, sono i numeri crudi della classifica a dipingere per bene la situazione della Fabo e con cinque vittorie più due sconfitte si può certo parlare di una buona partenza. La parte sinistra della classifica è una certezza, adesso si deve provare a scalzare le quattro squadre che si trovano davanti. Se per ora Roseto pare proprio intoccabile (ma si è visto due settimane fa che i rosso-blu sono di quel livello lì), le altre tre sembrano alla portata pur essendo di livello top. Tocca però ripetere il solito ritornello che è necessario mettere in testa in questi casi: non esistono partite facili.
In fin dei conti Salerno ha solo due punti in meno della Fabo e, essendo in clima Halloween, lo scherzetto è sempre dietro l’angolo con i campani. Lo spogliatoio ha il dovere di esserne consapevole e, stando a quanto detto da Emanuele Trapani, pare effettivamente esserlo: «Le partite sono tutte complicate, sia in questo che nell’altro girone anche se nel nostro vedo risultati equilibrati. Salerno sta dimostrando di essere una squadra buona con giocatori esperti che sono in B da un sacco di tempo, sinceramente non sono sorpreso più di tanto da quello che hanno fatto finora. Penso però che noi restiamo più forti di loro, per dimostrarlo però dobbiamo impostare il ritmo di gioco e imporlo all’avversario. Nell’ultima partita contro Chiusi siamo riusciti a stare concentrati per tutti i 40 minuti, se ci riusciremo anche questa volta credo che non avremo problemi».
LE AMBIZIONI DEL GRUPPO
A proposito di Trapani: è proprio lui una delle rivelazioni di inizio stagione nella banda di coach Federico Barsotti, sebbene possa risultare eccessivo ed ingeneroso parlare di rivelazione per un atleta proveniente dalla Serie A2. Con 12.3 punti di media e 5 prestazioni su 7 oltre la doppia cifra, il nativo di Giulianova è divenuto in poco tempo un’immancabile costante nel gioco e nell’attacco della Fabo («Sto andando bene? Non ci faccio troppo caso”; puntualizza serenamente il numero 9). Trapani è uno dei pochi ma mirati rinforzi estivi di una società da sempre seria ed ambiziosa nella sua breve storia. L’obiettivo con cui si è trasferito a Montecatini è quello che tutti in casa Herons immaginano e sognano, nonostante quest’anno sia stato raramente esplicitato dopo quanto successo a giugno: «Sicuramente l’obiettivo minimo è entrare tra le prime sei, che significa arrivare ai playoff. A questi ci dovremo presentare in buona forma, i ragazzi che c’erano l’anno scorso sanno quanto sia importante visto che hanno perso da Avellino che era arrivata quinta in campionato. Ai playoff conta come ci arrivi, quanta fiducia hai in quel momento, gli infortuni e tanti altri fattori”.
«Non ti saprei dire – continua Trapani – quali e quante sono le squadre più forti di noi ora, di sicuro però vogliamo stare sempre più in alto. Sono sceso di categoria per provare a vincere il campionato e in questa società secondo me ci sono le carte in regola per farlo; poi ci sono tantissimi altri club oltre a noi che hanno gli stessi obiettivi, quindi bisogna lavorare tanto in palestra e magari avere anche un po’ di fortuna. Ho trovato un gruppo molto solido con brave persone, è stato facile entrare e diventarne parte. Mi avevano detto prima di venire qua che avrei trovato un bell’ambiente e questo è ciò che sto effettivamente riscontrando dai primi giorni”.



