Herons, la missione è doppia: battere Rieti e riprendere il cammino

I laziali hanno un roster di qualità ma sono terzultimi. Esame importante per l’attacco Fabo, dopo i 58 punti della scorsa settimana

Diciottesima giornata di Serie B Nazionale, al via le ostilità. La Fabo Herons Montecatini non ha vissuto un Natale propriamente felice dopo l’ultima cocente sconfitta ma ora, tornando a giocare nella propria casa lucchese del PalaTagliate, bisogna riprendere il cammino. La posizione in zona playoff non è stata compromessa e questo è l’importante per programmare con serenità la sfida in arrivo e le prossime. Peccato che non si possa dire lo stesso della possibilità di difendere la Coppa Italia di categoria; in questo momento però il focus principale per il team di coach Federico Barsotti è ritrovare il giusto flow nella gestione dei possessi ed al tiro.

RIETI HA DELUSO MOLTO, MA…

Domenica alle ore 18 (diretta Lnp Pass) gli Herons si potrebbero trovare faccia a faccia contro l’avversario giusto per fare una buona performance e per far riguadagnare il morale. Se dovessimo scegliere la più grande delusione di questo campionato, l’Npc Rieti è tra le candidate principali senza dubbio. Se si guardasse al piazzamento della scorsa stagione, nella quale i laziali si sono salvati ai playout, non lo si direbbe. In verità però il rapporto tra risultati ottenuti finora e la qualità del roster è davvero basso, non che fosse tra i favoriti per la lotta promozione ma di certo non ci si aspettava di vederlo sofferente in terzultima posizione. I celesti di coach Antonio Paternoster (subentrato in corsa a Francesco Ponticiello) arrivano da un agghiacciante ruolino di sette sconfitte nelle ultime otto partite; quell’unica vittoria però è arrivate due settimane fa contro un cliente di non poco conto come Chieti, segnale che la materia prima è buona e che il peggio potrebbe essere alle spalle.

In quell’occasione a mettersi in mostra, segnando quasi 50 punti in due, sono stati il play/guardia Davide Meluzzi e lo straniero dei reatini Aaron Thomas. Per quanto riguarda il primo, giocatore reduce da varie esperienze in Serie A2 con club come Agrigento e Tortona, sta mettendo su una notevole stagione da 14.7 punti di media; meglio di lui in squadra sta facendo solo l’americano con 15.3. Thomas è il classico giocatore d’oltreoceano che combina tecnica, finalizzazione e fisicità al massimo livello, in lui sarebbero riposte le speranze maggiori di Rieti ma un paio di problemi fisici lo hanno frenato. Oltre ai due già nominati sono comunque tante le individualità da tenere d’occhio nel roster avversario, a partire dall’esperta ala Agustin Fabi. Giocatore di chiare origini sudamericane, Fabi è uno dei migliori passatori del team, nonostante sia un lungo, e si fa spesso trovare pronto da 3 (la sua percentuale dietro l’arco è del 46%, davvero ottima). Nel ruolo di centro si alternano due mestieranti di importante spessore e piuttosto navigate come Patrick Baldassarre ed il maltese Kurt Cassar. Occhio infine a coloro che sono arrivati a metà stagione per compensare i problemi di squadra, come per esempio l’ex Avellino Simone Giunta (10.3 di media in 6 partite per lui).

CI VUOLE PIU’ PERSONALITA’

Rieti è in effetti una delle squadre che per necessità ha dovuto cambiare di più in corso d’opera. L’impatto però non si è visto molto, perché non è stata tappata la falla più grossa: la difesa. La Npc ha la seconda peggiore del campionato (84.4 di media, peggio stanno facendo solo i corregionali di Latina), a fronte però del quarto miglior attacco del torneo (79.9 di media, contro i 78.4 della Fabo). Ciò significa che, tra i cestisti presi da categorie superiori e quelli che c’erano già lo scorso anno, Rieti è un rivale da non prendere sottogamba per nessuna ragione. A dire il vero gli Herons non lo hanno fatto neanche la scorsa settimana, quando poi però sono caduti in casa della Luiss Roma. Certo, si tratta di un avversario dal rendimento ben diverso rispetto al prossimo da affrontare, lo dimostra la classifica; quella sconfitta però ha evidenziato altri aspetti mentali che ancora non stanno ingranando e che l’arcigna difesa romana ha accentuato in modo evidente.

I termali non si sono mai arresi di fronte alle prodezze del nemico, però sono infatti mancate, e non è la prima volta, la personalità e la spinta a reagire nei momenti di maggior difficoltà tecnica. Per la prossima gara quindi non si cercheranno risposte dai singoli ma da tutto il gruppo Herons, che è sempre stato unito e compatto ma che di tanto in tanto si è ritrovato fuori rotta. Per aggiustarla domani servirà anche una grande prova in attacco: se infatti l’ultimo match ha visto punteggi molto bassi, il prossimo prevede in base alle statistiche una fiera del canestro. Per spuntarla quindi servirà come il pane la continuità nella finalizzazione da 2 e da 3, sperando che nell’altra metà campo la fase difensiva architettata da coach Federico Barsotti faccia la sua parte. Ad incoraggiare ci sono i due precedenti della scorsa stagione, entrambi a favore di Montecatini (90-68 in casa, 75-80 in trasferta). Non ci sono invece ex tra le due formazioni.

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