Con l’appoggio dell’ex presidente arancione Maurizio Fagni si chiamerà Fabo Herons la squadra di basket grazie ad un accordo biennale
Il colpo è di quelli di grossi è stavolta l’ha messo a segno il presidente degli Herons Andrea Luchi. L’accordo con la Fabo è di quelli importantissimi e il fatto che il nome dell’azienda venga anteposto al marchio Herons fa capire l’importanza del nuovo sponsor. Al Grand Hotel Croce di Malta è andata in scena la presentazione del main sponsor che per due anni comparirà sulla maglia della formazione rossoblù di coach Barsotti e del presidente Luchi.
Proprio lui è stato il primo a prendere la parola sottolineando l’orgoglio della nuova collaborazione: «Abbiamo toccato 70 aziende come sponsor, un numero che ci onora, ci inorgoglisce, ma che ci responsabilizza. In questa estate si sono aggiunti Gianni Gioiellerie, Casacolor, Neri Sottoli e ora ecco il main sponsor con la Fabo spa di Maurizio Fagni. Ditta conosciutissima nella Valdinievole e leader a livello internazionale nel mercato dei nastri autoadesivi con 70 milioni di euro di valore di affari. L’accordo sarà biennale come segnale verso il futuro, ritenendo due anni un periodo giusto per conoscersi meglio. La Fabo ha traguardi importanti e chissà se insieme non riusciremo a fare qualche “scherzetto” ad alcune piazze importanti del basket che conta. Essendo anche un’azienda del territorio ci mette nelle condizioni di dover fare ancora meglio come onere locale. Una similitudine tra noi e loro? Nella Fabo come negli Herons c’è la cultura del lavoro che poi ti consente di ottenere risultati».
LE PAROLE DEL MAIN SPONSOR
Proprio Maurizio Fagni ha preso la parola in seguito: «Ho fatto il liceo Salutati a Montecatini, ci vivo e anche se il lavoro della mia azienda si svolge a Larciano la considero come un riferimento termale. Perché gli Herons? Riconduco questa società a ciò che è stato il basket a Montecatini negli anni d’oro. Conoscendo già Stefano Severi in pochi giorni dopo i contatti è nato tutto, grazie anche all’indubbio valore della persona del presidente Luchi che non ha fatto proclami dal facile entusiasmo. I segreti di questa squadra – come di una grande azienda – sono quelli di mantenere i conti in ordine e lavorare da squadra: così come nel basket non vince mai uno solo. Per il momento abbiamo stipulato due anni di collaborazione, ma potremo anche estenderla oltre. Spero che dopo la fase della pandemia e tutti questi disastri si possa gioire perché la gente ha voglia di stare insieme.
PAROLA AL COACH
Il nuovo nome della squadra sarà quindi Fabo Herons Montecatini con il logo posto in posizione primaria sulla maglia rispetto a tutti gli altri sponsor. Una maglia che i giocatori hanno onorato anche nell’ultima trasferta di Legnano dove i ragazzi di Barsotti hanno dato l’anima, sfiorando il colpaccio. Anche l’allenatore ha voluto prendere la parola: «Continuità è la parola che ci siamo detti più spesso con Andrea ed è proprio il riuscire a lavorare con progettualità e senza tanti proclami è stata una delle mosse vincenti della scorsa e di questa stagione. Ci siamo conosciuti e siamo cresciuti giorno dopo giorno e quando ci sentiamo e parliamo di noi raramente affrontiamo argomenti attuali, ma siamo sempre orientati a un progetto futuro per costruire qualcosa di più futuribile e di più solido. Per questo anche l’idea di questo progetto Fabo si rispecchia perfettamente con lo stile Herons».
Uno stile apprezzato anche da capitan Natali: «Da capitano e da montecatinese non posso che essere grato e orgoglioso di quello che stiamo facendo qui stamani. Uno dei motivi più grandi è stato il progetto raccontato dal presidente e dall’allenatore con ambizione e serietà. Già domenica a Legnano abbiamo avuto un antipasto su cosa significa giocare in palazzetti strapieni. Domenica prossima vedremo cosa vuol dire giocare un derby toscano di serie B. Conterà tantissimo in questo caso il calore del palazzo che può fare la differenza».



