Presentato il progetto “Herons Young”, il presidente della Fabo Andrea Luchi: «Vogliamo crescere giocatori ma soprattutto persone»
Ecco svelato al Grand Hotel Croce di Malta “Herons Young”, il progetto giovanile del basket a Montecatini e nei dintorni. La notizia di quest’idea era stata anticipata giovedì 20 giugno, appena otto giorni dopo quella fatidica gara 5, con un comunicato ufficiale per dare un segnale di forza e di ripartenza a tutto il panorama cestistico valdinievolino. Tale progetto targato per l’appunto Herons si tratta di un nuovo disegno con molti punti fermi, come non si vedeva da tempo, ideato del presidente Andrea Luchi che, al suo fianco, potrà contare sul responsabile tecnico Alessio Marchini e sul responsabile organizzativo Fabio Landini.
Il primo ad intervenire è stato il socio fondatore Filippo Laico, che ha brevemente introdotto il progetto: «Herons Young per noi è un punto di partenza, non un punto d’arrivo. Fin dal primo momento abbiamo pensato a questa cosa, ma per realizzarla dovevamo fare dei progressi, degli sviluppi che ora riteniamo completati».
Il secondo a prendere la parola è stato il presidente della FABO Herons Montecatini, Andrea Luchi: «Vogliamo rilanciare il basket a Montecatini e in tutto il bacino della Valdinievole, crescendo giocatori ma soprattutto persone. Il nome della nostra società, non a caso, è “Montecatini Valdinievole Basket” proprio perché fin dall’inizio il nostro obiettivo è stato quello di portare il messaggio che stare insieme con intelligenza, strategia e sinergia può essere un fattore di grande sviluppo per tutto il territorio. Noi, in piccolo o in grande, vorremo ricreare uno schema che si basa sulle relazioni interpersonali per regalare qualcosa di grande a tutti. Per quanto riguarda il lato sportivo, inoltre, penso che non esista prima squadra senza giovanili e viceversa».
«Vogliamo fare una cosa che duri nel tempo – ha commentato successivamente Stefano Severi – Sentiamo la responsabilità di dover crescere bambini, ragazzi e ragazze di tutte l’età, facendoli diventare giocatori sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Non verranno fuori tutti campioni, di Mario Boni e Andrea Niccolai ne sono usciti due, ma tutti hanno sognato e devono sognare di diventare come loro. “Inclusione” è poi un termine chiave. Non deve infatti esistere un ragazzo che pensa di non poter giocare a basket: tutti coloro che hanno voglia e possibilità di migliorare, lo potranno fare».
Alessio Marchini, responsabile tecnico, ha poi aggiunto: «Non siamo alla ricerca solo di giocatori ma di valenze dal punto di vista sociale, personale ed agonistico. Dobbiamo essere in grado di costruire qualcosa su tutto quello che è il talento e le possibilità dei ragazzi, facendo parallelamente crescere il contesto, dai preparatori ai fisioterapisti. Allargando il personale tecnico sarà infatti più facile trovare figure, anche professionisti dello sport, che possano essere utili per la crescità dei ragazzi. Quando qualcuno segue questi ultimi da vicino, loro tirano fuori qualcosa in più…solo così possiamo alzare ancora di più l’asticella».
«Ai presidenti delle cinque società affiliate dico che mi dovranno sopportare ancora di più di quanto fatto finora – conclude scherzosamente Fabio Landini, coordinatore organizzativo – La competenza e la voglia di fare, comunque, è veramente tanta, abbiamo bisogno solo di crescere e di tanta fiducia. In questo senso, per l’appunto, un grazie va proprio ai rappresentanti delle 5 società affiliate al progetto giovanile: Remo Uivieri, presidente Cestistica Audace Pescia, Rita Romano, presidente Montecatini Basket Junior, Massimo Nerini, presidente Nico basket femminile, Grazia Sgobba, Consigliere Massa e Cozzile Basket e Riccardo Romano, responsabile tecnico Mini Basket Montecatini».


