I gemelli Bibaj fanno le fortune del Montecatini: «È stata la nostra miglior stagione»

Gerti e Gersi Bibaj raccontano la fantastica annata del Montecatini: «Spirito di gruppo e spensieratezza ingredienti chiave»

Gerti è un esterno destro che nel proprio repertorio ha corsa e fame sotto porta; Gersi agisce da trequartista potendo contare su una spiccata tecnica. Insieme formano il tandem d’attacco più temibile della Promozione. I fratelli Bibaj, così sono conosciuti dagli avversari, hanno riportato il Montecatini in Eccellenza a suon di goal e giocate individuali da capogiro. Mister Tocchini non ne ha potuto fare a meno, e nei momenti decisivi i gemelli classe 2000 hanno sempre risposto presente. Una piccola raccomandazione prima di partire con l’intervista…non chiedete loro chi sia più forte, perché entrambi risponderanno «Ovviamente io»!

GOAL DEL 3-0 E TITOLO IN BACHECA

Gerti, partiamo da te: cosa si prova a vincere un campionato così combattuto?

«È indescrivibile. Prima della partita io e i miei compagni eravamo emozionati dato che, con i 3 punti, avremmo potuto chiudere i conti. Le sensazioni erano assolutamente positive, non c’era ansia o paura, anzi. Inoltre devo ammettere che scendere in campo e vedere tutta quella gente sulle tribune ha fatto un certo effetto e ci ha sicuramente stimolati. Ovviamente conoscevamo i valori della squadra di Cerasa, però il mister aveva lavorato su ogni minimo dettaglio durate la settimana, quindi eravamo sicuri di poter vincere. Il piano gara era chiaro: attaccare fin dal primo momento, cosa che del resto abbiamo sempre cercato di fare in questa stagione. Non ci siamo snaturati, e alla fine questo nostro atteggiamento propositivo ha pagato».

Com’è segnare il goal (quello del 3-0) che di fatto ha chiuso la gara?

«In realtà non mi ero accorto che la porta fosse completamente sguarnita. Quando però il pallone è sceso tutti i miei compagni hanno gridato di tirare subito, e così ho fatto. Alzata la testa ho visto Gliatta fuori dai pali, e a quel punto ho capito che la sfera sarebbe entrata. Non l’ho presa neanche così bene, ma l’importante è che abbia segnato il 3-0 mettendo virtualmente in cassaforte il match: prendere goal in quel modo è stata una mazzata troppo grande per la Larcianese. L’esultanza è un ricordo che porterò a lungo con me. Vedere tutta quella gente alzarsi in piedi e gioire è stato fantastico. Altrettanto bello è stato l’abbraccio con la squadra…il goal, così come la vittoria, sono stati di tutti».

IN FONDO SI VOGLIONO BENE

Gerti, tu e Gersi avete sempre giocato insieme: pura casualità o scelta ponderata?

«No no, è sempre stata una nostra volontà. Abbiamo condiviso lo spogliatoio in ogni stagione a parte un anno all’Aglianese, in cui io ero con gli juniores e lui con la prima squadra. Tranne questa parentesi, siamo sempre stati insieme trovandoci perfettamente anche in campo. Essendo gemelli l’intesa fra di noi è perfetta, basta uno sguardo per capire che movimento vuol fare l’altro. Vincere un campionato come la Promozione insieme a Gersi è un’emozione doppia. Oltre a mio fratello, però, devo dire che ho un ottimo rapporto con tutti i miei compagni. Con alcuni, penso per esempio a Ronaldo Dingozi, c’è un feeling speciale. Senza ombra di dubbio il legame instaurato all’interno dello spogliatoio è stato uno dei nostri punti di forza».

ESSERE SEMPRE SUL PEZZO

Passiamo a te Gersi, e torniamo al match del Cei: cosa vi ha detto mister Tocchini all’intervallo?

«Lui, insieme ai senatori del gruppo, ci ha detto di continuare ad attaccare così da trovare il quarto goal e chiudere definitivamente ogni discussione. Rimanendo in inferiorità numerica ad inizio ripresa le cose sono ovviamente cambiate, ma comunque non abbiamo subito granché. Ad ogni modo Tocchini è stato chiaro: rientrare dagli spogliatoi e barricarci dietro sarebbe stato un grosso errore, potenzialmente fatale. Anche perché comunque la Larcianese ha tanta qualità, quindi potevano segnarci e riaprire la sfida. Invece siamo stati bravi a rimanere concentrati e gestire al meglio le energie».

Durante la stagione ci sono state due occasioni in cui avete perso la vetta, ritrovandola però immediatamente: in quelle situazioni cos’è che fa la differenza?

«Non buttarsi giù. Magari, dopo essere scesi al secondo posto, in settimana noi giovani ci presentavamo agli allenamenti con la testa bassa. Invece sia il mister che i giocatori con più esperienza, ci rincuoravano dicendo che niente era perduto. Il morale, comunque, è stato sempre alto. Anche prima delle partite Tocchini ci diceva di essere spensierati senza però abbassare la concentrazione. Quando poi si scende in campo ognuno dà il massimo comportandosi da vero professionista. Questo è stato il nostro segreto durante la stagione e anche con la Larcianese».

I FRATELLI BIBAJ PUNTANO IN ALTO

Gersi, pensi che questa sia stata la miglior stagione per voi due?

«Direi proprio di sì. Pur venendo dalla Prima Categoria io e Gerti abbiamo fatto molto bene in un girone di altissimo livello, dimostrando che possiamo dire la nostra anche in Eccellenza. Oltre a noi, però, tutta il gruppo ha fatto un percorso incredibile. Dopo le prime 5 vittorie consecutive ho capito che potevamo fare grandi cose. La partita chiave è stata la sfida di ritorno con la Real Cerretese. Uno scontro diretto, giocato con grande personalità e piena consapevolezza nei nostri mezzi. E soprattutto divertendoci».

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