L’ex Gema e prossimo avversario Jacopo Mercante si racconta: «Troppe due squadre a Montecatini. Meini? Non mi risponde mai al telefono»
Affezionatissimo alla città termale, in attesa di Gema-Vigevano di sabato prossimo, abbiamo fatto due chiacchiere con Jacopo Mercante. L’ala classe 1990 che veste la maglia di Vigevano in passato ha indossato quella della Gema, al tempo Montecatini Terme Basketball. Nemmeno un anno per lui in rossoblù a causa della pandemia che interruppe il suo rapporto con Montecatini soltanto 7 mesi dopo il debutto. Nonostante il brevissimo periodo vissuto nella città termale, Mercante è sempre molto legato alla città.
«Ho sempre un ottimo rapporto con la dirigenza» esordisce Mercante «con alcuni tifosi, con Raffaello De Maio e, quando mi risponde al telefono, Guido Meini: è sempre così impegnato che al massimo mi scrive i messaggi (ride, nda). Quando posso mi fermo sempre a Montecatini dove ho vissuto l’anno migliore della mia vita, tra un gran rapporto con i compagni di squadra e due coach fantastici come Cardelli e Tonfoni che risento sempre. Nonostante i risultati siano stati negativi (la prima vittoria arrivò alla tredicesima giornata, nda) un forcing finale ci portò a 12 punti mettendoci fuori dalla zona retrocessione prima dell’interruzione per Covid».
A ridosso della stop ci fu anche una bella soddisfazione…
«Davvero! Con le interruzioni in tutta Italia pensavamo di fermarci anche noi, ma la FIP ci obbligò a disputare il match in casa di Capo d’Orlando in una situazione già difficile. Anche i siciliani si rifiutarono di rimandarla eppure, nonostante la tiritera, andammo là e vincemmo!».
L’OTTIMO INIZIO DI VIGEVANO
Tornando all’attualità, che gara è stata quella di domenica scorsa contro gli Herons? Che impressione ti ha fatto la squadra di Barsotti?
«Domenica è stata una gara molto dura, più fisica che tecnica, ma quando si incontra Barsotti è sempre così. Lui punta sui ritmi molto alti e non è facile stargli dietro. La nostra scelta di puntare su Benites – che Barsotti aveva già avuto a San Miniato – ha pagato perché sottocanestro è stato decisivo, nonostante il loro ingresso di Chiera che ci ha dato qualche difficoltà».
Che inizio di campionato è stato per voi?
«Tra supercoppa e amichevoli non avevo avvisato segnali così positivi, ma venendo fuori alla lunga siamo stati pronti per l’inizio di campionato, come infatti è stato. Ci sono ancora però molti margini di miglioramento in un campionato dove vedo comunque favorite le due livornesi. Dal terzo al quinto posto inserisco noi, Legnano e Omegna, ma con l’innesto di Chiera metto gli Herons al sesto posto. La Gema? Al momento son dell’idea che si salverà senza problemi con il roster che ha».
MERCANTE TERMALE
Come vedi la situazione del derby di Montecatini?
«Ho sempre voluto tornare a Montecatini, ma non ci sono state occasioni tra famiglia, lavoro e fidanzata anche perché le squadre venivano sempre fatte all’ultimo e rischiavo di rimanere appiedato. Questa rivalità accende un po’ gli animi in città, ma la trovo stucchevole, si poteva benissimo continuare con una squadra sola inserendoci gli sponsor nuovi. C’è un’aria strana però in città tra chi chiama Monsummano la Gema, pur rimanendo l’unica ad aver continuato il basket a Montecatini, e chi risponde chiamando Valdinievole gli Herons. La nuova società è riuscita comunque a far tornare un discreto numero di persone al palazzetto, creando un derby di qualità lo scorso anno in C Gold. Da una parte Molteni, Bruni, Sollazzo e dall’altra giocatori come Paunovic, Giancarli, Radunic. Certo giocare la finale a San Miniato è stato un brutto gesto da parte delle istituzioni di Montecatini data la cornice che ci sarebbe potuta essere al Palaterme. Le due squadre erano seguitissime anche qua da me, tra chi come me tifava Gema e chi aveva più amici negli Herons».
Sabato tornerai al Palaterme come avversario e ritroverai i tuoi vecchi tifosi.
«Sarà una grandissima emozione e spero che questo non infici sulla mia prestazione. A Montecatini ho sempre un bel pezzo di cuore grazie anche ai tifosi. Se però a Vigevano ho trovato la tifoseria più carnale d’Italia – non a caso soprannominata la “Salonicco italiana” – a Montecatini sono più passionali, padri di famiglia che nel weekend si svagano al palazzetto. Proveremo comunque a non farci intimidire e continuare il filotto, nonostante i loro elementi come Savoldelli e Zanini che ho avuto come compagni e la bravura di avversari come Marengo e Guerra. Cercheremo di trovare i punti deboli della difesa e di imporre la nostra fisicità che, rispetto agli Herons, stavolta ci vede in vantaggio rispetto ai rossoblù».



