Coach Luca Cecchi ha condiviso la gioia del titolo assieme al figlio Alessio. E il secondogenito Andrea si sta facendo valere in Serie B
Una stagione perfetta, che si è conclusa nel migliore di modi per Luca Cecchi e i suoi giocatori del Racing Montecatini. La compagine valdinievolina è riuscita a farsi strada nel campionato provinciale di Uisp A1. Una volta ai playoff, e superato in semifinale l’ostacolo Albergo Le Rose, è arrivata la grande vittoria ai danni dei cugini degli Augies Montecatini. «Le emozioni per un obbiettivo così difficile, visto anche gli avversari pluridecorati, sono tante e difficili da selezionare o classificare – dice coach Cecchi – Gli sguardi dei ragazzi quando si sono resi conto di essere riusciti nell’impresa resteranno indelebili nella mia mente. Chi piangeva, chi impazziva di gioia e chi come me si è seduto in panchina facendo un grande sospiro».
Un obiettivo che ha riempito di gioia e orgoglio tutti, ma che sicuramente era premeditato da tempo. «Quando sono stato chiamato ad inizio stagione, la società ha espresso subito la volontà di provare a vincere il campionato. Non mi sono tirato indietro. Conoscevo abbastanza bene il gruppo e sapevo che con qualche innesto di qualità e lavorando duro in palestra, potevamo fare bene, potevamo riuscirci…e così è stato. I ragazzi piano piano hanno accettato il metodo di lavoro e questo è stato il risultato – ammette l’allenatore del Racing – I senatori Tamburrino, Panelli e Mattiello mi hanno aiutato molto durante l’anno. Sono un grandissimo gruppo dentro e fuori dal campo». E adesso per il Racing Montecatini si apriranno le porte delle finali regionali. «Faccio sempre un passo alla volta, e ora ci confronteremo ad un livello maggiore. Non so come andrà a finire, ma come dico sempre ai miei ragazzi… sicuramente ci divertiremo, in un modo o nell’altro».
Luca ha avuto l’opportunità di condividere questo grande traguardo con suo figlio Alessio, uno degli ultimi arrivati in gruppo che ha portato qualità e ha permesso alla squadra di tagliare il traguardo. «Alessio è stato una pedina importante per noi. Con la sua grinta spesso ha scardinato anche le difese più coriacee. È tanto che alleno Alessio, anche in Fip. Siamo molto in sintonia, ma in campo lui è un giocatore ed io l’allenatore…e lui lo sa. Cosa chiederebbe un padre più che condividere una gioia così insieme al proprio figlio? Personalmente dico niente, una gioia indescrivibile».
La famiglia Cecchi sembra legata dal destino alla pallacanestro. Infatti, anche il secondogenito Andrea sta intraprendendo la carriera di giocatore e adesso milita in Serie B a Borgomanero. Il 18enne proprio in questi giorni sarà pure protagonista nello stage azzurro della Nazionale Under 18. «Andrea sta affrontando un percorso di crescita senza bruciare le tappe. Per il momento sta facendo esperienze in campionati di categoria U19, Eurolega giovanile, Serie B e Nazionale Italiana giovanile. Credo che da ognuna di queste tragga qualcosa per il suo bagaglio tecnico e di crescita come uomo. I presupposti per fare bene ci sono tutti, ma il percorso è lungo e pieno di insidie. Come dico ai miei giocatori, dico sempre anche a lui: l’importante è divertirsi, perché la pallacanestro è un gioco, il più bello, ma sempre un gioco».



