Impianti, Palomar sul nuovo palasport: «L’ubicazione è sbagliata»

Il pensiero dell’Associazione Palomar sul nuovo palasport in area Pallavicini: «In quella zona serve investire su un’area a verde»

Torna a farsi sentire l’Associazione Palomar a proposito dell’ipotesi di realizzare un nuovo palasport nell’area Pallavicini.

PER UN GOVERNO INTELLIGENTE DELLA CITTA’:

Una proposta per l’area Pallavicini e impianti sportivi

Nella permanente campagna elettorale dell’amministrazione Tomasi è emersa anche la proposta di realizzare un palazzetto dello sport nell’area Pallavicini. Siamo ad uno studio di fattibilità, per la “modica” cifra di 6 milioni e mezzo di euro. Saranno contente le società sportive, che lamentano la mancanza di spazi, soprattutto per discipline come la pallavolo, il calcetto, pallamano e basket dilettantistico?

Secondo noi non c’è da essere per niente soddisfatti. Non soltanto perché siamo ancora all’anno zero (anzi, meno di zero) di questo progetto, ma soprattutto perché riteniamo del tutto sbagliata l’ubicazione prevista: perché è collocato in mezzo ad un’area sempre più affollata, e perché richiede nuovo, ennesimo e insostenibile consumo di suolo. Ma dove nasce questa scelta, ripetiamo, sbagliata?

1) Uno dei primi atti della Giunta Tomasi fu lo stravolgimento della variante dell’area Pallavicini già adottata nel 2017 dal Consiglio Comunale. La delibera portata in approvazione conteneva una modifica rilevantissima imposta dal Sindaco: prendendo a pretesto l’osservazione di una cittadina, che chiedeva un’area a verde attrezzata anche per poter svolgere attività sportive, Tomasi fece inserire nella variante la previsione di un vero e proprio impianto sportivo. Chiaramente una forzatura, che per noi sollevava fondati dubbi di legittimità. La variante doveva riessere adottata, riportata al vaglio delle osservazioni anche con questa nuova previsione e poi approvata. Ma questo è solo un esempio di urbanistica creativa che abbiamo visto in questi anni.

2) A settembre 2019 il Consiglio Comunale venne di nuovo chiamato ad approvare un atto per l’acquisto delle aree destinate all’impianto sportivo, opera – si legge – “di iniziativa pubblica”. Infatti, è bene ricordare che con la variante di Tomasi i privati sono sgravati di qualsiasi intervento pubblico; non realizzeranno più nemmeno la pista ciclabile che connette l’area alle Fornaci, come invece si diceva nella variante adottata. Insomma, i privati fanno solo profitto, addirittura sui cittadini perché persino l’area sportiva è stata venduta – non ceduta – al Comune.

3) Il Comune dunque dovrà cercare i fondi per realizzare l’impianto: dovrà partecipare a bandi regionali, nazionali ecc., e forse dovrà mettere risorse proprie, cioè tutti denari pubblici. Ma c’è, di grazia, anche un piano di gestione dell’impianto, oppure il Comune si ritroverà sulle spalle un altro palazzetto, oltre a quello di Via Fermi? E, a proposito, quest’ultimo che fine fa?

4) Nella relazione tecnica del progetto, leggiamo che “i parcheggi individuati all’interno dell’area soddisfano il solo fabbisogno relativo all’uso ordinario dell’impianto” (sono 2.300 mq). Ma per le competizioni (!) si dovranno utilizzare le aree esterne già adibite a parcheggio (cioè, i 3.300 mq di Via Fantacci: i residenti e i clienti e visitatori dei servizi, già tanti, presenti nell’area Pallavicini sono avvertiti).

5) Sempre nella relazione, “si parla della sistemazione a verde”. L’area a verde è suddivisa (è scritto proprio così) in verde sportivo – cioè impianti outdoor – e quello già esistente. Poi ci saranno le “barriere verdi” a schermare le zone tra parcheggi e viabilità. Dunque, si propone ancora una visione ancillare del verde, a corredo e rifinitura, per arrivare agli standard!

Noi pensiamo che:

1) Per la realizzazione di una nuova cittadella dello sport si sarebbe dovuto investire su un’area già urbanizzata. C’era già un progetto in questo senso che riguardava l’area dell’Annona, dove non mancano i parcheggi e dove ex Macello e buona parte del mercato ortofrutticolo attendono da tempo una importante riqualificazione;

2) Nell’area Pallavicini, tra supermercati e grandi magazzini, è necessario investire su un’area a verde, che possa anche essere utilizzata per praticare sport all’aperto, ma soprattutto finalizzata a rimboscare una parte di città che guarda verso bellissime colline.

3) Poiché le aree di cui si parla sono pubbliche – acquistate dal Comune – e quindi nella piena disponibilità di un governo intelligente della città, un progetto politico progressista dovrà ripianificarle tutte a verde. Questa è la nostra proposta.

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

DR2: nella settimana di Pasqua spazio ai recuperi

Mentre il campionato di DR2 si ferma per la settimana di Pasqua, Montale e Bottegone ne approfittano per...

Estra, si presenta Alajiki: «Coach Strobl mi ha convinto a venire qui»

In sede di presentazione del neo arrivo Alajiki, è intervenuto anche il diesse Pezzella: «Sam incarna ciò di...

Pistoia-Rimini, da giovedì 2 aprile al via la prevendita

Il prossimo match dell'Estra Pistoia sarà l'8 aprile contro la Dole Basket Rimini: dalle 18 di giovedì aprirà...