Impianti sportivi, Palomar: «Per Magni 28 mesi di parole»

«Questo, dunque, è lo sport dell’era Tomasi-Magni: forte con i deboli e debole con i forti» si legge nella nota dell’associazione Palomar

In merito a quanto scritto dall’assessore Magni, circa il suo lavoro in questi primi due anni e oltre di mandato, dovremmo essere noi a meravigliarci del suo dire, ma non ci meravigliamo. Perché è rimasto solo lui a credere di aver fatto tanto per lo sport: non lo credono le società sportive, che via via iniziano a segnalare disagi e inefficienze; non lo crede più nemmeno la sua maggioranza, che ha cominciato a sollevare i problemi sotto gli occhi di tutta la città.

Le ricordiamo, assessore Magni, che le sue prime interviste dallo scranno della giunta promettevano interventi e tempi rapidissimi su progetti, di cui non si vedono – dopo 28 mesi – traccia. Clamoroso è proprio il caso del pallone per la pista di pattinaggio che Tomasi, e lei, con la vostra ormai proverbiale concretezza, avevate promesso a dicembre 2017; dopo aver tolto lì solo le ragnatele, nelle sue recenti dichiarazioni è formulato un semplice auspicio per l’apertura nella tarda primavera 2020.

Ma questo è solo un esempio. Anche degli altri impianti che lei cita nella stessa replica siamo in ritardo epocale rispetto agli impegni. Alcuni impianti, poi, son proprio scomparsi dall’orizzonte, come la piscina Fedi, che nel programma di governo del Tomasi avrebbe dovuto addirittura essere acquisita dal Comune e ristrutturata. Parole al vento.

Sulla gestione ordinaria, sarebbe molto meglio per lei e per il suo Sindaco soprassedere. Abbiamo appreso, per vostre stesse affermazioni ufficiali – come in occasione di risposte a interpellanze – che il regolamento comunale vigente viene sistematicamente violato, e le assegnazioni degli orari degli impianti avvengono secondo pura discrezionalità e accordo tra gli astanti a riunioni convocate nel cuore dell’agosto. Dite che il regolamento è inapplicabile: perché non lo cambiate? Perché forse nessuna regola è funzionale all’arbitrio che amate esercitare nel rapporto con le società? Nel frattempo leggiamo che importanti società sportive sono costrette ad emigrare in altri comuni, a industriarsi in proprio in sedi private, oppure a pagare le tariffe esose che avete approvato in sede di bilancio. Leggiamo che, non avendo alcuna idea o programma di intervento strutturale, si intende scaricare responsabilità di sicurezza sulle malcapitate società, quelle fatte da volontariato, quelle che promuovono lo sport per tutti, a partire dai bambini. Certo, solo chi gareggia anche professionisticamente non avrà problemi neanche su questo, e piuttosto le concessioni fatte alle società professionistiche consentono loro di fare indisturbate tutti i lavori che servono: tanto al Comune si paga solo un affitto simbolico, mentre dall’attività e dagli affitti esterni (commerciali o ad altri gruppi) si ricavano profitti più che sufficienti a ripagare l’investimento.

Questo, dunque, è lo sport dell’era Tomasi-Magni: forte con i deboli e debole con i forti ( e anche di questo non ci meravigliamo).

Infine veniamo al CONI. Se è vero quello che dice Magni, e cioè che la manifestazione del CONI fu a suo tempo una festa dello sport per la città, per dare un contributo positivo, come mai poi si è sottratto alla firma del Protocollo d’intesa elaborato con l’amministrazione Bertinelli? Perchè Magni ha mancato quell’appuntamento senza dare spiegazioni? Vien da pensare che ormai la questione principale fosse la propria collocazione, cosa puntualmente avvenuta.

Eppure in quel protocollo gli impegni erano molto importanti, soprattutto: 1) sulla promozione sportiva per bambine/i, disabili e anziani – per i quali l’amministrazione precedente aveva stanziato tante risorse per la gratuità dell’accesso (ora cancellate) – ; 2) sui cosiddetti sport “minori”, che minori non sono affatto, ma solo non hanno il supporto mediatico né quello finanziario dell’agonismo professionistico. E anche qui Bertinelli aveva investito, per esempio sull’hockey (che oggi ha un impianto a Marliana grazie al lavoro fatto dall’amministrazione precedente), alla ginnastica artistica (con l’acquisto di tutti i nuovi attrezzi per un complessivo di 75.000 euro), al rugby (ora collocato in un limbo che meriterebbe spiegazioni), al tiro con l’arco (che ha ora un’area attrezzata). Per non parlare del ruolo di capofila che il Comune di Pistoia, dopo l’uscita della Provincia, assunse sulla Pistoia-Abetone e su “Sport a scuola”. Né degli investimenti per oltre 500.000 euro sulle palestre (ora in stato di degrado), e dei numerosi adeguamenti fatti sia sullo stadio comunale sia sul palazzetto dello sport: per un totale di circa 2 milioni di euro. 

Questi sono i fatti, le vostre – fino a qui – solo parole. 

Associazione Palomar 

Redazione PtSport
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La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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