Una Pistoia dall’indole forte come quella del suo allenatore, in cui brilla la stella di Varnado. Saccaggi e Del Chiaro simboli di questa squadra
Pistoia non muore mai. Questo il concetto scaturito dopo aver rimontato non solo una serie finita pericolosamente sul 2-0 Cantù, ma per aver anche rimontato Gara 4, a due minuti e mezzo dalla sirena inclinatasi in direzione Desio. Il carattere dei biancorossi a partire dal condottiero Nicola Brienza, passando per i giocatori più rappresentativi, Della Rosa e Wheatle su tutti, fino al tifo incessante del PalaCarrara che non ha mai smesso di supportare i ragazzi nella loro impresa.
C’è tutto questo in una serata memorabile, anzi due, come Pistoia non viveva da tempo. Il sogno continua, i biancorossi avranno la ghiottissima chance di giocarsi un match valevole la finale play-off sul campo neutro di Casale. Sorpresa delle sorprese, nella serie che decreterà la promozione la GTG incrocerebbe Torino, che ieri ha chiuso 3-1 la semifinale con Treviglio, contro la quale il club di via Fermi avrebbe persino il fattore campo a favore. Ancora troppo presto però per pensare ad una eventuale finale, tutte le attenzioni sono esclusivamente rivolte al PalaFerraris.
TRIONFO DI CARATTERE
La settima ed ultima tripla di Logan a due giri e mezzo di orologio dalla sirena conclusiva avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque. Non però a questa Pistoia. In un amen, con i giochi da 3 punti di Varnado prima e Copeland poi, i biancorossi sono tornati avanti e non hanno più mollato la leadership della gara. Una squadra abituata a combattere, senza mai mollare un centimetro, forgiata sul carattere del suo stesso allenatore, valore aggiunto di questo club.
Discorso a parte lo merita appunto Nicola Brienza, autentico fautore della seconda stagione consecutiva che Pistoia, ad andar male, chiuderà a Gara 5 di semifinale dei play-off di promozione in A1. Un’altra annata superlativa per la sua formazione, costruita sul mantra di una difesa intensa ed aggressiva oggi giunta al suo apice stagionale. Il futuro è ancora da scrivere ma senza dubbio il pensiero comune nel tifo biancorosso è uno: inchiodate Brienza a quella panchina.
VARNADO È INCONTENIBILE
Entrando nel particolare della squadra, sta quasi passando sottotraccia il livello di prestazioni messo in campo da Jordon Varnado in questi play-off. Ci ha abituati troppo bene lo statunitense, tanto che vederlo scavallare quota 20 punti in ogni partita è ormai un’abitudine. Sono oltre 21 le realizzazioni in media tra quarti e semifinali che lo piazzano dietro al solo David Logan la cui differenza è soltanto in termini decimali.
Non solo, Varnado è il primo in graduatoria per minuti giocati (35.3), rimbalzi catturati (8.6) e valutazione (21.3). Il classe 1997 è cresciuto esponenzialmente nel corso dell’anno, aggiungendo alla verve offensiva giocate utili per i compagni tanto in difesa quanto in gestione dei possessi. Della sua maturazione progressiva ne ha giovato l’intera squadra, Pistoia non può prescindere dal suo MVP stagionale se vuole centrare la finale.
SACCAGGI E DEL CHIARO SIMBOLI
Nella splendida serata del PalaCarrara, accanto alla stella di Varnado brillano lucenti le prove di capitan Della Rosa e Carl Wheatle, forse i due maggiori leader di questa Pistoia. Assieme a loro, senza nulla togliere agli altri, un plauso è d’obbligo per Lorenzo Saccaggi e Angelo Del Chiaro. Il play di Carrara, colpito alla spalla in Gara 2, non è riuscito ad andare oltre la singola giornata di riposo. Tenuto fuori per Gara 3, non ha avuto alcuna intenzione di stare a guardare anche il quarto atto della serie. Pochi minuti ma preziosi, in cui riesce persino a segnare un canestro pesante nel finale.
Giunti ai capitoli finali di un’annata complicatissima, Angelone sta tornando finalmente sui suoi livelli fisici e soprattutto mentali. Abbattuto da un brutto infortunio e un rientro lento, il centro è tornato a farsi valere nella lotta sotto canestro, si è gettato su tutti i palloni vaganti in tuffo ed ha infine firmato una tripla fondamentale. Pistoia può contare anche su di loro in vista della bella di Casale. Simboli di una squadra che non molla mai.



