Ingro Vivaio Vv.f. Mazzoni, Nesi: «Vogliamo crescere ancora»

«Entusiasmo, spirito di squadra e voglia di divertirsi: queste le nostre armi», così il coach dell’Ingro Vivaio Vv.f. Mazzoni Alessandro Nesi

Club di grande tradizione a Pistoia, con un brillante passato anche nei palcoscenici regionali: l’Ingro Vivaio Vv.f. Mazzoni riparte con rinnovato entusiasmo. E lo fa con un gruppo affiatato di giocatrici, che da diversi anni indossano orgogliosamente la maglia del sodalizio dei vigili del fuoco, con il merito – inoltre – di averlo riportato nel 2017 in Prima Divisione.

Nelle ultime due stagioni, toccando in entrambi i casi quota 32 punti, la qualificazione ai playoff promozione è sfumata di un soffio; in particolare l’anno scorso, anche a causa di alcuni episodi sfavorevoli.

Al timone della prima squadra femminile targata Ingro Vivaio ritroviamo il più che mai confermato Alessandro Nesi, un fedelissimo del club Vv.f. avendovi militato anche in qualità di giocatore, che si appresta ad affrontare la sua terza stagione di fila, senza dimenticare l’esperienza nella stagione 2016/2017 in sella al Progetto Volley Bottegone.

Il mercato estivo ha fatto registrare la partenza, proprio in direzione Bottegone, di Martina Panichi, Agnese Niccolai e Costanza Orlandini. Sul fronte arrivi, sono da segnalare gli innesti di alto spessore rappresentati dalle schiacciatrici Martina Pucci, ex Pistoia Volley La Fenice, ed Elena Pagliai, già del Mazzoni, ma l’anno scorso in forza al secondo roster di Prima Divisione (Girone A), quello targato Don Carlos allenato da Roberto Venturi.

Che stagione dobbiamo attenderci dall’Ingro Vivaio? Ne abbiamo parlato con coach Nesi.

Alessandro, da dove riparte l’Ingro Vivaio Vv.f. Mazzoni?

«Ripartiamo dalla base dell’anno scorso, con una squadra ringiovanita, avendo inserito un paio di ragazze tra i 17 e i 18 anni. Ricominciamo dalla filosofia di gioco che abbiamo iniziato a sviluppare proprio nella scorsa stagione. Non è certo un compito facile, ma, in accordo con la società, il nostro obiettivo è quello di crescere e dare ulteriore continuità a quanto fatto fino ad oggi. Puntiamo ad un campionato tranquillo, che ci possa consentire di mantenere la categoria. E’ indubbio che abbiamo perso tre elementi importanti, però abbiamo anche ritrovato uno spirito collettivo che ci consentirà di mettere meglio in pratica le nostre idee di gioco e raggiungere gli obiettivi prefissi. Come ho affermato anche di recente, scenderemo in campo per divertirsi e divertire».

I volti nuovi della tua squadra sono Elena Pagliai e Martina Pucci: quanto può spostare gli equilibri l’attaccante ex Fenice al 100% della forma?

«Martina Pucci è sicuramente una giocatrice promettente, ma dobbiamo essere cauti, siamo tuttora in una fase delicata in quanto è reduce da un grave infortunio e quindi da un lungo periodo di inattività. L’obiettivo, ora, è recuperarla e ci vuole ancora un po’ di tempo prima di averla nuovamente al massimo. Vero è che ci può dare un contributo di sostanza in prima linea, un reparto dove l’anno scorso abbiamo accusato qualche problema. Anche quello di Elena Pagliai è un arrivo importante, ha fatto vedere buone qualità nell’altra squadra del Mazzoni ed è dotata di un buon colpo di attacco. Inoltre siamo vicini a definire l’ingresso di un’altra attaccante laterale, con le due società in procinto di definire i termini dell’accordo».

Cosa è mancato secondo te nelle ultime due stagioni per provare a raggiungere una posizione più alta di classifica?

«Prima di tutto, premessa importante, quando sono arrivato ho trovato una squadra che proveniva dalla Seconda Divisione ed abituata ad un’altra metodologia di lavoro. Perciò su molti aspetti abbiamo dovuto ricominciare da zero: sul piano dei fondamentali, ad esempio, abbiamo lavorato tanto sulla ricezione e poi ci siamo dedicati all’attacco. Abbiamo dovuto costruire un’identità nuova in linea con la mia idea di pallavolo. L’arrivo l’anno scorso di Martina Panichi? C’è stata qualche difficoltà di adattamento ad una certa tipologia di gioco. Questa estate ha deciso di prendere un’altra strada, ma credo che ci saremmo divisi comunque. E’ indubbiamente una giocatrice di grandissima esperienza e non è stato facile inserirla in un contesto di squadra giovane dove lo scopo principale è finalizzato alla crescita del roster stesso».

Tra le squadre del nostro territorio si parla un gran bene del Bottegone, inserito tra le candidate alla vittoria finale: qual è il tuo pensiero a riguardo?

«Il Bottegone è sicuramente una squadra che si trova 3-4 gradini sopra di noi, molto rinforzato e che ha obiettivi diversi dai nostri. A tal proposito faccio un grande in bocca al lupo al suo nuovo allenatore, Michele Barbiero, un mio caro amico che sono sicuro sarà in grado di portare una nuova idea di pallavolo. Sono contento per lui. Comunque ripeto: noi cercheremo di fare leva sullo spirito di squadra consolidato in questi ultimi anni, con atlete che partono alla pari, senza primedonne, un aspetto fondamentale affinché non si crei uno squilibrio. Inoltre, legato a questo concetto, puntiamo molto sul settore giovanile: cercheremo di inserire gli elementi promettenti delle nostre categorie under in modo tale da poter alzare in futuro la nostra asticella. Avere un serbatoio di giovani è fondamentale».

Alessandro, il problema palestre inevitabilmente ha coinvolto direttamente anche voi…

«Sì, ritengo che in generale ci siamo mossi con estremo ritardo e già dopo la chiusura delle scuole sarebbe stato necessario intervenire, piuttosto che ritrovarsi con l’acqua alla gola al termine di agosto: le società sportive avrebbero, credo, accettato uno stop a giugno invece che nell’ultimo periodo, alla ripresa della preparazione. Per quanto riguarda noi, siamo abbastanza fortunati nel senso che abbiamo la possibilità di allenarci presso la palestra privata dei vigili del fuoco, però, ad oggi, relativamente agli altri due impianti che utilizziamo, la Masotti e la Cino, non ci sono novità. Alla Cino, inoltre, abbiamo disputato fino all’anno scorso le gare ufficiali e anche quest’anno dovrebbe essere così».

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